Ultima Specola dell'anno 2025, l'assistenza dei fedeli nel 2025 di Francesco a León, Pizzaballa molto lontano dai tedeschi, la politica del sì ma no, campana dei non nati, vescovi pro-palestinesi, la fine dello stato di diritto.

Ultima Specola dell'anno 2025, l'assistenza dei fedeli nel 2025 di Francesco a León, Pizzaballa molto lontano dai tedeschi, la politica del sì ma no, campana dei non nati, vescovi pro-palestinesi, la fine dello stato di diritto.

È l’ultimo giorno dell’anno, le sue ultime ore, e se qualcosa caratterizza la nostra Specola è la tenacia nel portare le notizie ogni giorno ai nostri lettori. Non vogliamo finire l’anno senza essere fedeli al nostro scopo e offrire brevemente ciò che,  anche un giorno come oggi, è nei titoli. Per domani, primo dell’anno del Signore del 2026, ci resta l’intensa giornata di oggi.

La Prefettura della Casa Pontificia ha pubblicato oggi un quadro aggiornato della partecipazione dei fedeli alle udienze e principali celebrazioni liturgiche nello Stato della Città del Vaticano nel 2025. Emerge un quadro chiaro, che registra un fatto difficile da ignorare, nonostante gli sforzi di alcuni nei media per magnificare il pontificato del Papa Francesco e  sminuire l’importanza di questo nuovo pontificato. la partecipazione è aumentata significativamente sotto Leone XIV.  Nel segmento attribuito al Papa Francesco si riportano 8 Udienze generali e giubilari e un totale di 262.820 partecipanti, non c’è possibilità di contestare i dati, la partecipazione agli atti del Papa Francesco era clamorosamente bassa, come tante volte abbiamo documentato. Per il Papa Leone XIV un totale di 2.913.800 partecipanti,

Per la prima volta nella storia del Giubileo, la Santa Sede ha dedicato uno spazio  ai lavoratori e amici degli animali. Il «Pellegrinaggio dei Lavoratori e Amici degli Animali», promosso dall’Associazione di Tappeti per Animali Domestici, ha coinvolto una vasta comunità di professionisti, istituzioni e cittadini.  Si è ispirato ai valori di San Francesco d’Assisi, offrendo una visione contemporanea del rapporto tra umani e creature, basata sull’amministrazione anziché sulla dominazione.

In occasione della chiusura della Porta Santa, che conclude l’Anno Giubilare, la Basilica Papale di Santa Maria Maggiore ha commissionato la creazione di una medaglia commemorativa, riprendendo un’antica tradizione.  Sul rovescio della medaglia, al centro è raffigurata la Porta Santa della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, opera dello scultore Luigi Enzo Mattei e inaugurata da San Giovanni Paolo II l’8 dicembre 2001.  Ispirata all’immagine dell’uomo della Sindone di Torino, rappresenta Cristo che appare alla Vergine Maria, Salus Populi RomaniL’iscrizione sulla moneta: « SEDENTE. LEONE. XIV. PONT. MAX. ANNO I. MMXXV » . Il rovescio presenta sempre un’iscrizione in latino, che ricorda l’eccezionalità dell’Anno Santo 2025: « FRANCISCO PONT. MAX. PORTAM SANCTAM PAP. LIBERIANÆ BAS. ROLANDVS CARD. MAKRICKAS APERVIT IPSEQVE ARCHIPRESBYTER LEONE XIV PONT. MAX. EANDEM CLAVSIT» . La medaglia è stata prodotta in una serie limitata di 2000 pezzi in bronzo e 1000 in argento.

Intervista al Patriarca Latino di Gerusalemme, il Cardinale Pizzaballa: «Le condizioni di vita per i cristiani e per molti altri non sono migliorate significativamente. La principale differenza riguarda la guerra in sé. Non ci sono combattimenti attivi come ce ne sono stati negli ultimi mesi, ma le condizioni di vita sono esattamente le stesse».  «Abbiamo deciso di celebrare il Natale in modo normale e festivo, con luci e musica, affinché le persone possano respirare di nuovo per un momento. La gente ha bisogno di luce nelle loro vite». «Il novanta per cento delle famiglie cristiane tra noi sono miste confidenzialmente. Cattolici e cristiani ortodossi si sposano tra loro. Le relazioni tra le Chiese sono per noi un tema pastorale, non teologico».

Uno dei punti più llamanti dell’intervista è stata la valutazione del Cammino Sinodale tedesco: «I temi del Cammino Sinodale in Germania, e molti altri temi nei paesi occidentali, non risuonano particolarmente in Medio Oriente. Viviamo in una realtà completamente diversa. Questo non è un giudizio, è semplicemente un fatto».  «La teologia non viene vissuta qui in modo così drammatico. Le nostre Chiese sono tradizionali, e viviamo in e attraverso la comunità della Chiesa. Per noi, rafforzare le relazioni tra le Chiese è ciò che conta di più. Per i cristiani qui, la coesistenza armoniosa tra le Chiese è la priorità».

La commemorazione della Giornata Internazionale del Migrante, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e celebrata annualmente il 18 dicembre, ha avuto luogo nella Sala Affreschi del Palazzo Isimbardi, sede della Città Metropolitana di Milano. Il suo obiettivo è promuovere la riflessione globale sulla migrazione e sul valore della dignità umana. Durante l’incontro, Biagio Maimone, Direttore della Comunicazione della Fondazione Bambino Gesù del Cairo e Coordinatore Italiano della Rete Mondiale del Turismo Religioso, ha evidenziato come «i migranti rappresentino una risorsa essenziale per la società contemporanea, non solo per il loro contributo economico e lavorativo, ma anche come promotori dell’innovazione sociale, culturale ed economica». Maimone ha ribadito che «la storia italiana è profondamente segnata dall’esperienza della migrazione: anche gli italiani siamo stati, e continuiamo a essere, un popolo di migranti in molte parti del mondo. Comprendere coloro che arrivano oggi nel nostro paese in cerca di un progetto di vita significa riconoscere una dimensione fondamentale della nostra identità storica e culturale».  «La mia fede cristiana va oltre qualsiasi idea preconfezionata sui migranti e si fonda sui verbi dell’accoglienza e dell’amore, nella consapevolezza, come ricorda il Papa Francesco nell’enciclica Fratelli Tutti, che ‘nessuno si salva da solo’ e che l’umanità è chiamata a riconoscersi come una sola famiglia, al di là di qualsiasi frontiera geografica, culturale o sociale». 

Maimone ha ricordato anche l’insegnamento del Papa Francesco, sottolineando come l’enciclica Fratelli Tutti reiteri con forza la responsabilità morale e sociale dell’accoglienza, invitandoci a costruire ponti e non muri e a promuovere una cultura dell’incontro basata sul rispetto, sulla dignità della persona e sull’amore evangelico: «Accogliere i migranti significa accogliere Dio». Il problema degli immigrati è enorme in Italia e nel 2024, sono state presentate 119.890 domande, ma solo 9.331 hanno portato a contratti di lavoro. Questo significa che più di 110.000 persone sono rimaste intrappolate nel sistema nonostante abbiano seguito tutti i procedimenti necessari e sono dati che non tengono conto degli illegali. 

Quarracino ci  offre alcune «riflessioni sulle politiche del presidente argentino Javier Milei»: «Ipocrisia e inganno pro vita come politica di Stato. Prostituzione sì, aborto no, ma aborto sì».  Javier Milei ha offerto una cena a tutto il governo e, al termine della riunione, ha consegnato a ciascun membro una copia del libro  «Defendiendo lo Indefendible»,  scritto nel 1976 da Walter Block, ex socialista statunitense convertitosi al libertarismo e all’anarcocapitalismo. Block è membro della Scuola Austriaca di Economia e discepolo di Murray Rothbard, che il presidente argentino ammira anch’egli.  Nel suo libro pretende di giustificare e salvare come benefattori dell’attività economica tutti coloro che la società condanna per aver realizado  attività sgradevoli  , etichettate come cattive o criminali: prostituzione, lenocinio, narcotraffico, tossicodipendenza, ricatto, diffamazione, calunnia, attività abusive, corruzione poliziesca, riciclaggio di denaro, usura, speculazione economica, inquinamento ambientale, lavoro minorile, ecc.

L’autore crede che tutte queste attività non possano essere considerate sbagliate o ingiuste, purché coloro che le promuovono o le compiono non impieghino violenza fisica o provocata contro i soggetti coinvolti né partecipino volontariamente a scambi commerciali.  Le  azioni sgradevoli condannate  , commesse come scambio volontario tra due parti, non costituiscono alcun atto di violenza non provocata contro i non aggressori, si riducono a uno scambio volontario, pacifico o non aggressivo, tra le parti per beneficio reciproco. Questo mercato, essenzialmente amorale, non è né morale né immorale; si interessa esclusivamente del beneficio economico ottenuto mediante lo scambio volontario. Non si può trovare più schizofrenia evangelica ¿o ipocrisia?.

Polémica per il «Campana dei Non Nati» nella torre di Villa Giovanna d’Arco, sede della diocesi di San Remo. La sinistra ha criticato duramente l’iniziativa, una campana suonerà tutte le sere come un ricordo simbolico contro l’aborto e considerano lo scampanio come  «una provocazione molto grave «. Spero che  il vescovo Antonio Suetta dimostri la stessa attenzione nel ricordare » tutte le vittime minorenni di abusi sessuali all’interno della Chiesa «. Visto l’effetto di questa campana, speriamo che l’iniziativa si ripeta.

Le diocesi italiane e il Vaticano seguono da vicino l’evoluzione del caso Hannoun. L’inchiesta della procura di Genova su presunti fondi a Hamas sta spingendo la riflessione interna nella Chiesa sulla pertinenza di mantenere la posizione propalestinese adottata dal 2023. I vescovi che si sono esposti troppo dall’esplosione dell’escalation militare in Medio Oriente sono particolarmente sul banco degli accusati. Tra loro c’è, senza dubbio, monsignor Derio Olivero, vescovo di Pinerolo e presidente della Commissione per l’Ecumenismo e il Dialogo della CEI, che è balzato alla ribalta per un videomessaggio in cui si opponeva all’espulsione di Mohamed Shahin. La decisione del Ministero dell’Interno è arrivata dopo che l’imam torinese del quartiere San Salvario ha negato che l’attacco del 7 ottobre 2023 fosse un atto violento.  Un’altra figura di spicco della Chiesa pro-Palestinese è Franco Moscone,  che insiste perché lo chiamino «padre», ma è l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo. Il monsignore è arrivato persino a esprimere la sua speranza che «i nostri paesi e altri paesi europei non solo riconoscano lo Stato di Palestina, ma smettano anche di riconoscere lo Stato di Israele, finché non si porrà fine al genocidio». Le numerose e scandalose dichiarazioni di Moscone hanno anche provocato una protesta dell’Ambasciata di Israele presso la Santa Sede, dichiarazioni simili di  Monsignor Giovanni Ricchiuti,  vescovo emerito di Altamura e presidente di Pax Christi Italia.  Non è una coincidenza che i loro due nomi, oltre a figurare tra i membri della rete «Sacerdoti Contro il Genocidio», si trovino tra i promotori della campagna «Dichiariamo Domicilio a Gaza», insieme a figure della sinistra militante.  Esiste un settore dell’episcopato italiano che è andato molto oltre la tradizionale politica estera pro-araba della Santa Sede e ha optato per adottare iniziative e un linguaggio più proprio della strada che delle sagrestie.

Nei Palazzi Sacri, si mantiene la riservatezza, ma iniziano a emergere diverse domande su se questo estremismo linguistico possa essere realmente utile per il lavoro della diplomazia vaticana a sostegno del popolo di Gaza e la promozione della pace. A questo si aggiunge la speranza di evitare la vergogna causata dalla scoperta di entità ecclesiastiche che hanno contattato Hannoun e i suoi seguaci in nome della causa comune pro-Pal.  Persistono le notizie sul tentativo del presidente dell’Associazione Palestinese in Italia di utilizzare la benedizione Urbi et Orbi di Natale del 2023 come piattaforma per una protesta anti-israeliana che lui stesso ha promosso.

Sono tempi che molti definiscono della fine delle democrazie liberali. Lo Stato di diritto è un principio fondamentale secondo il quale tutti i poteri dello Stato e i cittadini sono soggetti alla legge, che deve essere chiara, trasparente e applicata imparzialmente da organi giudiziari indipendenti, garantendo i diritti e le libertà fondamentali mediante la separazione dei poteri e il controllo dell’arbitrarietà governativa. È un pilastro dell’Unione Europea e garantisce il suo funzionamento democratico, basato sui valori di giustizia, uguaglianza e rispetto dei diritti umani. Ogni giorno vediamo come salta per aria ciò che chiamiamo stato di diritto con conseguenze sempre pericolose.  L’ UE ha incluso l’ex ufficiale dell’intelligence svizzero, il colonnello Jacques Baud, in una lista di sanzioni senza il giusto processo. Gli viene imputata «propaganda pro-russa» per aver citato l’avvertimento di un funzionario ucraino del 2019 sulla NATO e la guerra. I suoi conti sono stati congelati. Non può viaggiare. Non può nemmeno tornare nel suo paese, e non può comprare cibo e nessuno può farlo in suo nome. Senza accuse. Senza processo. Senza difesa. Solo una punizione politica che ha distrutto il suo sostentamento da un giorno all’altro. Il caso Baud segnala un pericoloso cambiamento non solo nella posizione dell’Europa sulla dissidenza e la libertà di espressione, ma segna anche la distruzione di uno dei pilastri di tutta l’UE: lo Stato di diritto.

«Oggi in giorno, i governi sono infinitamente più dannosi di qualsiasi disordine nella popolazione, perché un’ora di guerra nucleare può distruggere la vita di un intero popolo», disse Aldo Capitini. Si susseguono dichiarazioni bellicose sempre più minacciose da tutte le parti: quella del capo di Stato Maggiore britannico, Richard John Knighton, che, per non essere da meno dei francesi che avevano già avvertito i sindaci, avverte le famiglie britanniche di «essere preparate a inviare i loro figli alla guerra contro la Russia»; o quella dell’abituale Mark Rutte, per il quale bisogna essere «preparati per una guerra come quella dei nostri nonni», e la conseguente spesa anomala in riarmo nazionale da parte dei paesi europei, anche benedetta dal presidente Mattarella, che nonostante sia il garante della Costituzione che ripudia la guerra, ne segnala la necessità , anche se «impopolare».

Nell’opera di Karl Kraus sulla Prima Guerra Mondiale, Gli ultimi giorni dell’umanità,  l’autore avverte gli spettatori di andare a vedere la rappresentazione teatrale che tratta di quei giorni e “di quegli anni in cui personaggi d’operetta rappresentarono la tragedia dell’umanità”. Nel Cimitero Militare Tedesco del Passo della Futa che accoglie i corpi di oltre 35.000 giovanissimi soldati della Wehrmacht caduti nelle montagne toscano-emiliane tra il 1943 e il 1945, si è rappresentato il matrimonio sacro tra stupidità e potere, narrato da Karl Kraus, che condusse a quella «grande guerra» che poi generò il fascismo, che scatenò la Seconda Guerra Mondiale, dalla quale abbiamo ereditato le armi nucleari che incombono sulle nostre teste. Ribellarsi contro questi personaggi da fumetto che preparano la nuova tragedia dell’umanità è l’unica speranza di evitarla.  Per evitare gli ultimi giorni dell’umanità, è arrivato il momento di organizzare il “disordine” non violento, cioè il potere disarmato e disarmante di tutti.

«Venne tra i suoi, e i suoi non lo accolsero».

Buona lettura.

 

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