La Conferenza dell’Episcopato Messicano -CEM- ha messo a disposizione delle diocesi, parrocchie e fedeli il capitolo 37 della sua serie catechistica Venga a Nosotros Tu Reino, intitolato “Il Regno È Già Tra Noi”. Predicato da Ramón Castro Castro, vescovo di Cuernavaca e presidente della CEM, la catechesi si diffonde attraverso il canale ufficiale della CEM su YouTube e riproduce integralmente la predicazione del prelato.
In un tono speranzoso e al tempo stesso esigente, Castro Castro ricorda che, quando Gesù parla del Regno di Dio, non si riferisce solo a una realtà futura. “Il regno di Dio è già tra voi”, afferma con chiarezza. Si tratta di “una presenza viva che trasforma il cuore e la storia”. Il Regno si rende visibile “ogni volta che si ama, si perdona, si serve e si costruisce giustizia”. Non sempre appare nei grandi eventi, ma “nei gesti semplici e fedeli di ogni giorno”.
Nel contesto messicano, il prelato indica che il Regno si manifesta concretamente in coloro che “cercano la verità, accompagnano le vittime, curano la vita, difendono la dignità e lavorano per la pace”. Sono “segni silenziosi, ma potenti del fatto che Dio continua ad agire”. Il messaggio acquisisce particolare rilevanza in un paese che accumula decine di migliaia di omicidi dolosi dall’inizio del sessennio, migliaia di scomparsi e una persistente erosione istituzionale denunciata recentemente dalla stessa CEM, che ha allertato sulla “lenta erosione delle istituzioni”, l’infiltrazione del crimine organizzato e l’impunità che corrode la speranza nazionale.
Questa puntata continua praticamente un ciclo di 38 catechesi settimanali lanciate a luglio del 2025 in occasione del centenario dell’enciclica Quas Primas di Pío XI (1925), che istituì la solennità di Cristo Re dell’Universo. L’iniziativa commemora anche l’eredità della Cristiada (1926-1929), quando migliaia di messicani gridarono “¡Viva Cristo Rey!” di fronte alla persecuzione religiosa dello Stato. Lontano dall’essere una semplice evocazione storica, la serie cerca di aggiornare il messaggio di Quas Primas, il regno di Cristo non è una questione privata né meramente escatologica, ma una proposta sociale e politica che interpella la realtà presente.
“Questo cammino catechistico ci ha ricordato che il regno non è solo un tema di azione, ma un compito condiviso”, sottolinea il vescovo. I fedeli non camminano soli: “Cristo cammina con la sua Chiesa e ci invia nel mondo come testimoni di speranza”. Il Regno avanza “quando la fede si traduce in impegno e quando la preghiera si converte in azione”. Per questo, la CEM invita i cattolici a essere “collaboratori di Dio nella costruzione di una società più giusta, fraterna e solidaria”.
Lo scopo centrale dell’intera serie è stato precisamente questo, recuperare la dottrina sociale del regno di Cristo per applicarla alla “crisi civilizzatoria” che vive il Messico. In un momento in cui la violenza del crimine organizzato, la corruzione e la disuguaglianza continuano a lacerare il tessuto sociale —come hanno denunciato ripetutamente i vescovi in messaggi recenti su pace e riconciliazione—, le catechesi chiamano a passare dalla devozione alla trasformazione concreta. Non si tratta di aspettare passivamente un Regno futuro, ma di renderlo presente oggi nei quartieri, le famiglie, le istituzioni e la vita pubblica.
Castro Castro conclude affidando il cammino a María de Guadalupe, “che accompagna il suo popolo e ci insegna sempre il suo Figlio”. Con lei, i cattolici messicani imparano “a dire sì al progetto di Dio”. E lancia un appello finale: “Che rafforzati dalla fede, continuiamo a lavorare con gioia fino a che il regno di Dio si manifesti pienamente. Venga a noi il tuo regno”.