Leone XIV ha confermato venerdì, durante il volo da Roma a Montevideo con cui è iniziato il suo sesto viaggio apostolico, di aver votato alle elezioni legislative degli Stati Uniti. Interrogato da giornalisti statunitensi, il Papa ha risposto: «Ho già fatto una dichiarazione al riguardo; sono orgoglioso di essere americano e di esercitare il diritto di voto». Ha inoltre spiegato di non aver votato alle elezioni in Perù, paese di cui è anch’egli cittadino, perché non esisteva la possibilità tecnica di farlo dall’estero, e ha aggiunto che, se avesse potuto, lo avrebbe fatto, perché «è una cosa buona». Secondo Vatican News, il Pontefice ha votato per corrispondenza.
La conferma arriva una settimana dopo che InfoVaticana aveva anticipato che Robert Prevost aveva richiesto di votare in Illinois, in una domanda registrata il 3 ottobre presso l’ufficio del segretario della contea di Will, nell’area metropolitana di Chicago. Si tratta di un gesto senza precedenti nella storia recente del papato.
«Dal primo giorno, non ho avuto dubbi» sul viaggio
Salutando uno a uno gli 82 giornalisti accreditati, il Papa ha fatto riferimento ai dubbi suscitati dal tour in Uruguay, Argentina e Perù dopo il recente intervento ai polmoni. «So che molti avevano dubbi su questo viaggio. Io, dal primo giorno, non ho avuto dubbi», ha dichiarato, convinto che dovesse essere portato avanti, e ha attribuito le sue forze alla fede —«il Signore è molto generoso con me»— e anche a «bravi medici e a una vita sana».
Sul suo recupero al Gemelli, ha raccontato di aver letto il breviario, libri di preghiera e giornali, e che non ha ancora ripreso a giocare a tennis, anche se lo farà. Ai malati di cancro ha chiesto di non avere paura e di sottoporsi a controlli periodici, che ha definito una benedizione, e ha difeso che l’assistenza sanitaria sia un diritto di tutti. Il viaggio durerà dodici giorni, con quattordici località, oltre cinquanta impegni e una quarantina di discorsi, e si concluderà il 17 novembre.
Dell’itinerario ha sottolineato che ogni paese ha «una storia molto particolare», con «molte cose in comune» e «molte differenze». Sul Perù, la tappa più lunga, ha detto che è «una delle mie tante case» e che gli fa piacere tornare a Chiclayo, dove è stato missionario e vescovo, mentre la visita in Argentina sarà, a suo giudizio, «un omaggio» a Francesco, «nel senso che visito il suo paese, che lui non ha potuto visitare».
«Volerlo, lo voglio»: la risposta a COPE sulla Spagna
La corrispondente di COPE in Vaticano, Eva Fernández, ha consegnato al Papa una placca del Cammino di Santiago e ha interrogato il Pontefice su una possibile visita in Spagna nell’Anno Santo Compostellano del 2027. Leone XIV ha risposto, secondo quanto pubblica COPE: «Volerlo, lo voglio. Un’altra cosa è ciò che si può fare». Non ha quindi annunciato alcun viaggio, ma ha espresso il desiderio di andarci.
La stessa giornalista gli ha consegnato una lettera dei genitori di Pablo Reneo, un giovane di Alcorcón deceduto di cancro a settembre. Interrogato poi se si senta più a suo agio a parlare spagnolo, il Papa ha eluso la questione con un «Aspettate e vedrete».
Alvarado debutta come prefetta della Comunicazione
Nello stesso volo, Leone XIV ha presentato ufficialmente Montserrat «Montse» Alvarado come nuova prefetta del Dicastero per la Comunicazione, in sostituzione di Paolo Ruffini. Alvarado ricopre l’incarico dal 1° novembre e viaggia con il Papa in questo suo primo viaggio apostolico alla guida del dicastero, la cui esperienza e creatività ha sottolineato il Pontefice in un ambito che ha definito fondamentale. Il Papa si è inoltre riferito all’Ucraina, dove ha celebrato la tregua a Oleshky che lui stesso aveva promosso, anche se ha avvertito che c’è ancora molta strada da fare per raggiungere la pace.