Leone XIV ha ricordato questo mercoledì 4 novembre, durante l’udienza generale, le due beatificazioni che avranno luogo sabato 7: quella del frate francescano guatemalteco Augusto Rafael Ramírez Monasterio, ad Antigua Guatemala, e quella del sacerdote Francisco González de Córdova e dei suoi 79 compagni martiri, nella cattedrale di Santander. Riferendosi ai martiri spagnoli, il Papa ha affermato che «non temettero di versare il loro sangue per amore di Cristo» durante la persecuzione religiosa degli anni Trenta, e ha parlato dei nuovi beati come di un «nuovo tassello» della «immensa moltitudine degli amici del Signore».
Nei saluti finali, il Pontefice ha chiesto inoltre preghiere per il viaggio apostolico che intraprenderà in Uruguay, Argentina e Perù tra il 6 e il 17 novembre.
Guatemala: un frate assassinato per aver custodito il segreto della confessione
Frate Augusto Ramírez Monasterio, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori, fu assassinato nel 1983, nel pieno del conflitto armato interno del Guatemala, ormai 43 anni fa. Leone XIV ha autorizzato il 22 gennaio 2026 il decreto che ne riconosce il martirio per odio alla fede, come aveva anticipato InfoVaticana alla pubblicazione del decreto. La cerimonia di beatificazione si celebrerà ad Antigua Guatemala e sarà presieduta, come delegato del Papa, dal cardinale Francisco Robles Ortega.
La Conferenza Episcopale del Guatemala ha emesso il 3 novembre un comunicato in cui esprime la sua gioia per la prossimità della beatificazione. I vescovi ricordano che, in quell’epoca, chi deteneva il potere vide nel lavoro evangelizzatore, umanitario e sociale della Chiesa una minaccia ai loro propositi di sottomissione della popolazione. Secondo l’episcopato, frate Augusto difese la fede e la dignità delle persone in un contesto di violenza e accoglieva nel sacramento della riconciliazione chiunque lo cercasse, senza discriminazione, per guidarlo nella sua conversione. I vescovi lo propongono come esempio per molti sacerdoti del suo tempo.
Santander: 80 martiri del 1936 e 1937
La beatificazione di Santander avrà luogo sabato 7 alle 11:00 nella cattedrale e sarà presieduta, in rappresentanza del Papa, dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero per le Cause dei Santi. La diocesi ha programmato una veglia di preghiera venerdì 6 e una messa di ringraziamento nella stessa cattedrale domenica 8.
Leone XIV ha firmato il decreto di martirio il 22 maggio, poche settimane prima della sua visita in Spagna, come ha pubblicato InfoVaticana. Il gruppo è composto dallo stesso González de Córdova e da 79 compagni: 67 sacerdoti diocesani, tre carmelitani, tre seminaristi e sette laici, che morirono per la loro fede nella diocesi durante la persecuzione religiosa di quegli anni.
Con entrambe le cerimonie, che coincidono nello stesso giorno da una parte e dall’altra dell’Atlantico, la Chiesa eleva agli altari martiri del XX secolo di due Paesi uniti dalla lingua e dalla fede. Le due si celebrano alla vigilia del viaggio del Papa in Sudamerica.