Roma autorizza la causa di canonizzazione di Amalorpavadass, il sacerdote indiano della liturgia inculturata

Il fondatore del Centro Nazionale Biblico, Catechetico e Liturgico di Bangalore, deceduto nel 1990, riceve il titolo di Servo di Dio

Roma autorizza la causa di canonizzazione di Amalorpavadass, il sacerdote indiano della liturgia inculturata

Il sacerdote indiano Duraisamy Simon Amalorpavadass (1932-1990), teologo, liturgista e guida spirituale, è stato riconosciuto come Servo di Dio dopo che il Vaticano ha permesso l’apertura della sua causa di canonizzazione, secondo quanto riferisce UCA News. Con questo titolo, il primo gradino del cammino verso gli altari, la Chiesa riconosce formalmente l’inizio del processo su colui che fu una delle figure più influenti e discusse del rinnovamento postconciliare in India. Un articolo pubblicato su Matters India il 2 novembre colloca la dichiarazione al 20 ottobre.

Amalorpavadass nacque a Kallery, nel Tamil Nadu, e fu ordinato sacerdote nel 1959 per l’arcidiocesi di Pondicherry e Cuddalore. Si laureò in Teologia a Parigi con una tesi intitolata Destiny of the Church in India Today. Nel 1967 fondò a Bangalore il Centro Nazionale Biblico, Catechetico e Liturgico (NBCLC), che diresse fino all’inizio degli anni Ottanta e dal quale formò vescovi, sacerdoti, religiosi e laici nell’applicazione delle riforme del Concilio Vaticano II.

Promotore dell’inculturazione liturgica

Il nome di Amalorpavadass è legato all’adattamento della liturgia e della vita cristiana alla cultura indiana. Fu una delle voci principali di questa corrente, che difendeva un rito proprio per l’India, e partecipò al seminario «La Chiesa in India» tenutosi a Bangalore nel maggio 1969. Nel Sinodo dei Vescovi del 1974 sull’evangelizzazione agì come uno dei due segretari speciali.

Il suo orientamento non fu esente da resistenze. Secondo quanto riporta la Wikipedia in inglese, alcuni cattolici del sud dell’India si opposero all’inculturazione e arrivarono a portarlo senza successo davanti ai tribunali, per timore che gli adattamenti minacciassero l’identità delle loro comunità.

L’ashram di Mysore e la sua morte

Nel 1981 creò il dipartimento di Studi Cristiani dell’Università di Mysore e, negli ultimi anni, fondò in quella città l’Anjali Ashram, un centro di spiritualità cristiana di ispirazione indiana dal quale accompagnò numerose persone. Morì il 25 maggio 1990 in un incidente stradale mentre viaggiava da Mysore a Bangalore, ed è sepolto nello stesso ashram.

L’autore dell’articolo di Matters India, Chhotebhai, che presiedette l’All India Catholic Union tra il 1990 e il 1994, ringrazia l’arcivescovo di Pondicherry, Francis Kallist, per aver assunto la promozione della causa. Lo stesso testo chiede al nuovo vescovo di Mysore di promuovere il restauro della tomba di Amalorpavadass, che descrive in cattivo stato, e ricorda la sua difesa della formazione dei leader laici e della partecipazione nella Chiesa.

Suo fratello fu il cardinale Duraisamy Simon Lourdusamy, che presiedette la Congregazione per le Chiese Orientali.

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