Il Vaticano ha invitato cristiani e indù a rafforzare la preghiera per la pace e il dialogo interreligioso seguendo il richiamo «spirito di Assisi», in occasione della festività indù di Deepavali, che quest’anno si celebrerà l’8 novembre. Il messaggio, pubblicato questo venerdì 30 ottobre dal Dicastero per il Dialogo Interreligioso, coincide con il 40° anniversario dell’incontro di preghiera convocato da san Giovanni Paolo II ad Assisi nel 1986.
Il documento diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede, intitolato «Indù e cristiani: costruiamo insieme cammini di pace nello spirito di Assisi», è firmato dal cardinale George Jacob Koovakad, prefetto del dicastero, e dal suo segretario, monsignor Indunil Janakaratne Kodithuwakku Kankanamalage.
La proposta indica tre percorsi per promuovere la pace: la preghiera secondo le rispettive tradizioni religiose, l’esercizio della fraternità e il dialogo interreligioso.
Il Vaticano ricorda l’incontro di Assisi convocato da san Giovanni Paolo II
Il messaggio riprende l’incontro celebrato il 27 ottobre 1986 ad Assisi, quando san Giovanni Paolo II riunì rappresentanti di diverse religioni per una giornata di preghiera per la pace.
La città italiana, legata alla figura di san Francesco d’Assisi, divenne allora scenario di un’iniziativa volta a promuovere la cooperazione tra le diverse tradizioni religiose di fronte ai conflitti internazionali.
Il dicastero ricorda che san Giovanni Paolo II definì «spirito di Assisi» l’impegno a lavorare per la pace a partire dalle proprie convinzioni religiose, un’espressione che in seguito ha ispirato numerose iniziative di dialogo interreligioso.
Quaranta anni dopo, l’organismo vaticano ritiene che quell’esperienza conservi la sua attualità di fronte alle guerre, ai conflitti e all’uso della religione a fini politici.
In questo contesto, invita indù e cristiani a trovare percorsi di collaborazione che contribuiscano alla convivenza e alla pace.
La preghiera per la pace secondo le rispettive tradizioni religiose
Uno degli aspetti centrali del messaggio è l’invito a riunirsi per pregare per la pace, rispettando le differenze religiose.
Il documento propone che questa preghiera avvenga «ciascuno secondo la propria tradizione religiosa, rispettando quella dell’altro».
Per fondare questa proposta, il dicastero cita il messaggio di Leone XIV per la Giornata Mondiale della Pace del 2026 e sostiene che la preghiera autentica contribuisce a trasformare i cuori e a promuovere atteggiamenti di compassione e riconciliazione.
L’invito si presenta come una forma di collaborazione tra credenti di diverse religioni, mantenendo le rispettive tradizioni.
La fraternità e il dialogo interreligioso come cammini di pace
Il messaggio sottolinea anche l’importanza della fraternità, prendendo come riferimento l’esempio di san Francesco d’Assisi e il suo riconoscimento degli altri come fratelli.
Secondo il dicastero, questo atteggiamento deve tradursi soprattutto nella solidarietà con i poveri e le persone vulnerabili.
Il documento riprende inoltre alcune parole di Benedetto XVI, che definì il dialogo interreligioso una «necessità vitale» durante il suo incontro con rappresentanti di Paesi a maggioranza musulmana nel settembre 2006.
Cita anche l’enciclica Magnifica Humanitas di Leone XIV, in cui si afferma che il dialogo tra le grandi tradizioni religiose svolge un ruolo decisivo nella promozione della pace.
Il testo ricorda inoltre l’intervento di Benedetto XVI durante la giornata di riflessione, dialogo e preghiera tenutasi ad Assisi nel 2011, quando affermò che la violenza costituisce l’antitesi della religione e contribuisce alla sua distruzione.
Sulla base di questi riferimenti, il dicastero incoraggia cristiani e indù a collaborare con persone di altre religioni e con tutti gli uomini di buona volontà in iniziative orientate alla pace.
Il Vaticano si congratula con gli indù per la festività di Deepavali
Il messaggio è stato pubblicato in occasione di Deepavali, nota anche come Diwali, una delle principali celebrazioni religiose dell’induismo.
Il suo nome significa «filare di lampade a olio» e la festività simboleggia tradizionalmente la vittoria della luce sulle tenebre, della verità sulla menzogna e del bene sul male.
La celebrazione è legata anche all’inizio di un nuovo anno e alla riconciliazione familiare, soprattutto tra fratelli.
Quest’anno numerosi indù celebreranno Deepavali il prossimo 8 novembre.
Nei suoi auguri, il Dicastero per il Dialogo Interreligioso esprime i desideri di gioia, pace e prosperità per le famiglie e le comunità indù.
Il messaggio conclude invitando i credenti di entrambe le religioni a rinnovare il loro impegno per la pace attraverso la preghiera, la fraternità e il dialogo interreligioso, in continuità con l’incontro convocato da san Giovanni Paolo II ad Assisi quattro decenni fa.