Outreach, l’apostolato rivolto ai cattolici LGBT promosso dal gesuita James Martin, ha pubblicato un adattamento del Confiteor, la preghiera penitenziale che i fedeli recitano all’inizio della Messa, in cui sostituisce l’invocazione alla Vergine Maria, agli angeli e ai santi con un riferimento agli «antenati spirituali» e ai «santi queer».
La proposta appare alla fine di un articolo pubblicato il 25 ottobre, intitolato «Una guida cattolica LGBTQ alla Messa: recitare il Confiteor», firmato da Ariell Watson Simon, laureata in Teologia al Boston College. Il testo fa parte di una serie di Outreach dedicata a interpretare diversi elementi della liturgia cattolica da una prospettiva LGBT.
La pubblicazione ha suscitato critiche per la modifica di una delle preghiere più note della Messa. LifeSiteNews ha definito l’adattamento «blasfemo» e ha messo in discussione soprattutto l’invocazione ai cosiddetti «santi queer».
Una nuova versione del Confiteor che elimina il riferimento alla Vergine Maria
Nel suo articolo, Watson Simon riflette sull’esperienza di recitare il Confiteor come cattolica LGBT e sostiene che l’identità sessuale non debba essere considerata in sé un peccato.
«Le persone LGBTQ non sono più peccatrici dei loro omologhi eterosessuali e cisgender», afferma l’autrice, che aggiunge: «La mia condizione queer non mi rende peccatrice, ma la mia umanità sì».
A partire da questa interpretazione, propone di esaminare la coscienza prestando particolare attenzione ai pregiudizi, alle ingiustizie sociali e alle relazioni con gli altri. Secondo quanto scrive, quando una persona pensa, parla o agisce ingiustamente partecipa a «peccati strutturali come il razzismo, la xenofobia e la transfobia».
L’autrice ritiene che il Confiteor ricordi che il peccato ha anche una dimensione sociale e che la conversione esige di riconoscere la responsabilità individuale nelle ingiustizie che colpiscono altre persone.
L’articolo si conclude con un adattamento personale della preghiera penitenziale, presentato espressamente come un Confiteor per cattolici LGBTQ.
Invece della formula tradizionale, che inizia con la confessione dei peccati davanti a Dio onnipotente e ai fratelli, la versione proposta si rivolge al «nostro Dio amorevole» e riconosce mancanze commesse mediante «pensieri prevenuti», «giudizi parziali», «parole sconsiderate» e la cooperazione con l’ingiustizia.
La modifica più significativa appare nell’invocazione finale. Mentre il testo liturgico chiede l’intercessione della beata sempre Vergine Maria, degli angeli, dei santi e degli altri fedeli, Watson Simon scrive:
«Per questo chiedo a tutti i miei antenati spirituali, santi queer, e a voi, famiglia umana, di pregare con me, affinché insieme costruiamo un domani migliore».
La formula pubblicata da Outreach non appartiene al testo ufficiale del Messale Romano né costituisce una preghiera liturgica approvata per sostituire il Confiteor durante la celebrazione della Messa.
Un gesuita ha rivendicato i «santi queer» durante il congresso di Outreach
Il riferimento ai «santi queer» è apparso anche in un intervento del gesuita James F. Keenan, professore di Teologia Morale al Boston College, durante il congresso di Outreach tenutosi lo scorso giugno all’Università di Georgetown, a Washington.
Keenan ha pronunciato la conferenza inaugurale il 21 giugno nel Gaston Hall. Il suo intervento, intitolato «Orientamento per la coscienza cattolica LGBTQ», è stato pubblicato integralmente da Outreach il 30 giugno.
In esso, il sacerdote ha fatto ricorso al saggio «Cosa mi ha insegnato la teoria queer sui santi», di Flora Tang, pubblicato nel 2022, per difendere il contributo della cosiddetta teologia queer alla riflessione cattolica.
Keenan ha sottolineato che i santi possono risultare istruttivi da questa prospettiva e ha elogiato i teologi che utilizzano il termine queer per sviluppare nuove interpretazioni sull’identità, la morale e la vita della Chiesa.
Il gesuita ha anche paragonato la prudenza di questi teologi a quella degli attivisti per i diritti civili. Ha citato la «Lettera dalla prigione di Birmingham», di Martin Luther King, e ha presentato sia il pastore statunitense che Dorothy Day come esempi di una prudenza orientata a promuovere cambiamenti sociali.
Nel suo intervento, Keenan ha elogiato anche il lavoro di James Martin alla guida di Outreach e lo ha presentato come un esempio di azione prudente per avanzare nel riconoscimento delle persone LGBT all’interno della Chiesa.
I riferimenti ai «santi queer» sono stati oggetto di critiche in un altro articolo pubblicato da LifeSiteNews, che ha messo in discussione le interpretazioni sulla sessualità di figure storiche venerate dalla Chiesa.
Outreach e l’apostolato LGBT di James Martin
Outreach è un’iniziativa collegata a America Media che ha avuto inizio nel 2020 sotto l’impulso del gesuita James Martin, noto per le sue proposte pastorali rivolte alle persone LGBT e per le sue posizioni sulla loro integrazione nella vita ecclesiale.
Il progetto organizza incontri, pubblica riflessioni teologiche e promuove attività destinate ai cattolici che si identificano come LGBT.
Il suo congresso di giugno 2026, tenutosi a Georgetown, ha ricevuto messaggi di sostegno dai cardinali Robert McElroy e Blase Cupich.
Successivamente, Martin ha annunciato un nuovo pellegrinaggio per cattolici LGBT a New York, dopo il pellegrinaggio celebrato a Roma durante il Giubileo del 2025.