La Segreteria di Stato del Vaticano ha vietato ai partecipanti alla peregrinazione internazionale Summorum Pontificum di entrare in processione nella Basilica di San Pietro questo sabato 24 ottobre per pregare davanti alla tomba dell’Apostolo. La decisione, comunicata agli organizzatori negli ultimi giorni, amplia le restrizioni imposte ai fedeli legati alla liturgia tradizionale, ai quali era già stata negata la celebrazione della Messa secondo il Messale del 1962 nella basilica vaticana.
Secondo quanto riferito dalla giornalista Diane Montagna, il divieto è stato trasmesso tramite una lettera della Segreteria di Stato il cui contenuto è stato reso noto venerdì da Christian Marquant, presidente dell’associazione francese Paix Liturgique e uno dei principali organizzatori della peregrinazione.
«Non è consentito che la vostra processione entri nella Basilica di San Pietro», si legge nella comunicazione vaticana, secondo la testimonianza di Marquant.
Il presidente di Paix Liturgique ha annunciato la decisione durante l’incontro tenutosi venerdì all’Istituto Patristico Augustinianum di Roma. «Domani non entreremo in San Pietro», ha dichiarato ai partecipanti, spiegando loro che erano state formulate anche accuse secondo cui la Messa celebrata l’anno scorso sarebbe stata «strumentalizzata».
Dal divieto di celebrare la Messa al veto della processione
La XV Peregrinazione Internazionale Summorum Pontificum Ad Petri Sedem, che si svolge a Roma dal 23 al 25 ottobre, riunisce sacerdoti, religiosi e fedeli laici di diversi Paesi che desiderano manifestare il loro legame con la liturgia tradizionale e la loro comunione con il successore di Pietro.
Gli organizzatori avevano chiesto di ripetere la Messa pontificale celebrata nell’ottobre 2025 dal cardinale Raymond Leo Burke sull’Altare della Cattedra di San Pietro. Tuttavia, una lettera della Segreteria di Stato datata 7 agosto ha comunicato che quest’anno non era autorizzata la celebrazione della Messa tradizionale nella basilica.
La celebrazione principale è stata trasferita a Santa Maria Maggiore, dove è previsto che monsignor Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana, presieda sabato una Messa pontificale secondo il rito romano tradizionale.
Nonostante il rifiuto, i pellegrini mantenevano nel programma la processione fino a San Pietro per pregare davanti alla tomba dell’Apostolo, una pratica abituale in questa peregrinazione fin dalla sua creazione nel 2012.
Infatti, lo scorso 14 ottobre, Joseph Shaw, presidente della Federazione Internazionale Una Voce, aveva spiegato che i pellegrini avrebbero potuto accedere alla basilica per venerare la tomba di san Pietro.
Il nuovo divieto riguarda proprio quell’accesso organizzato, che fino ad ora era stato mantenuto anche nelle edizioni in cui non era stata consentita la celebrazione della Messa tradizionale in San Pietro.
Dal permesso di Leone XIV nel 2025 al divieto di ingresso nel 2026
Il contrasto con quanto avvenuto un anno fa risulta particolarmente significativo. Il 25 ottobre 2025, Leone XIV autorizzò il cardinale Raymond Leo Burke a celebrare una Messa pontificale tradizionale nella Basilica di San Pietro, precisamente sull’Altare della Cattedra.
La celebrazione riunì numerosi sacerdoti e fedeli legati al rito romano tradizionale e costituì uno degli atti principali della peregrinazione di quell’anno.
Ora, dodici mesi dopo, i partecipanti non solo non hanno l’autorizzazione a ripetere quella Messa, ma non potranno nemmeno accedere in processione alla basilica per pregare davanti alla tomba del primo Papa.
Secondo quanto riferito anche da Franca Giansoldati su Il Messaggero, gli organizzatori avevano ricevuto mesi fa un’autorizzazione dall’allora arciprete della Basilica di San Pietro, il cardinale Mauro Gambetti, per svolgere una breve celebrazione in uno degli altari laterali.
Il successivo rifiuto della Segreteria di Stato ha vanificato le aspettative dei promotori, che avevano organizzato la peregrinazione contando sulla possibilità di mantenere gli atti abituali.
Marquant attribuisce a Leone XIV una critica alla Messa dell’anno scorso
Durante il suo intervento all’Augustinianum, Christian Marquant ha anche fatto riferimento alle iniziative intraprese per trasmettere direttamente a Leone XIV le preoccupazioni dei cattolici legati alla liturgia tradizionale.
Secondo il suo racconto, monsignor Athanasius Schneider ha esposto al Pontefice, durante un’udienza tenutasi a dicembre, il desiderio di numerosi fedeli di poter partecipare alla Messa secondo il Messale del 1962.
Marquant ha affermato che, durante quella conversazione, il Papa avrebbe definito la celebrazione dell’anno precedente in San Pietro come «strumentalizzata».
«Forse gli ha dato fastidio l’elevata affluenza di pubblico o l’ampia copertura mediatica», ha commentato il presidente di Paix Liturgique, collegando tale presunta valutazione al rifiuto ricevuto quest’anno.
L’espressione attribuita a Leone XIV proviene dal racconto di Marquant su quell’udienza e non da una dichiarazione pubblica del Pontefice.
Il presidente di Paix Liturgique ha anche lamentato quello che considera un mancato riconoscimento dei fedeli tradizionali da parte delle autorità ecclesiastiche.
«È molto triste essere ignorati dalla gerarchia della Chiesa. Ignorati nel senso letterale: non sanno chi siamo, cosa facciamo. Non conoscono che la Fraternità Sacerdotale San Pio X, e anche questa molto male», ha dichiarato.
«Noi siamo cum Petro et sub Petro»
Gli organizzatori hanno insistito sul fatto che la peregrinazione riunisce cattolici che riconoscono pienamente l’autorità del Romano Pontefice e desiderano manifestare pubblicamente la loro fedeltà alla Sede Apostolica.
In dichiarazioni riportate da Il Messaggero, i promotori hanno respinto qualsiasi identificazione con la Fraternità Sacerdotale San Pio X, soprattutto dopo le consacrazioni episcopali effettuate quest’estate a Écône senza mandato pontificio.
«Noi non siamo scomunicati. Noi siamo cum Petro et sub Petro», hanno affermato, sottolineando che il loro legame con la liturgia tradizionale si sviluppa all’interno della comunione ecclesiale.
La peregrinazione è organizzata dal Coetus Internationalis Summorum Pontificum, una coalizione internazionale di associazioni dedicate alla promozione della liturgia tradizionale. Il suo nome deriva dal motu proprio Summorum Pontificum, promulgato da Benedetto XVI nel 2007, che ampliò le possibilità di celebrare la Messa secondo il Messale Romano del 1962.
Incertezza sulla processione di questo sabato
Il programma ufficiale prevede per sabato la recita del rosario alle 10:00 e la partenza della processione dalla chiesa dei Santi Celso e Giuliano, con arrivo previsto in piazza San Pietro intorno alle 11:00.
La processione ha l’autorizzazione delle autorità di polizia italiane, ma gli organizzatori non sanno cosa accadrà quando i pellegrini raggiungeranno il territorio vaticano.
Secondo Il Messaggero, durante l’incontro di venerdì alcuni partecipanti hanno sollevato la possibilità di tentare di accedere almeno all’atrio della basilica, anche se non è chiaro quali disposizioni applicherà la Gendarmeria vaticana.
La controversia si verifica, inoltre, mentre la Basilica di San Pietro ha in programma altri eventi per il pomeriggio di sabato. Alle 15:30 è prevista la conferenza Lectio Francisci, dedicata a san Francesco d’Assisi, seguita da una Messa alle 18:00 sull’Altare della Cattedra.
Come si è riferito lo scorso mese di settembre, si tratta dello stesso altare dove i pellegrini tradizionali avevano chiesto di celebrare la loro Messa pontificale.
Gli eventi sono programmati per il pomeriggio, diverse ore dopo l’arrivo previsto della processione a San Pietro.
A poche ore dalla peregrinazione, gli organizzatori mantengono l’intenzione di dirigersi verso la basilica, anche se la nuova comunicazione della Segreteria di Stato impedirà loro di accedervi come gruppo per pregare davanti alla tomba dell’Apostolo.