L’arcivescovo di Oviedo, monsignor Jesús Sanz Montes, ha difeso la partecipazione dei cattolici alla vita pubblica e ha respinto l’idea che la fede cristiana debba essere relegata all’ambito privato. Durante un incontro tenutosi al Senato, il prelato ha rivendicato il diritto dei credenti a intervenire negli affari della società a partire dalle proprie convinzioni religiose. «La clandestinità no, grazie», ha affermato.
Secondo quanto riferisce COPE, Sanz Montes ha partecipato lunedì 19 ottobre al II Forum «Ciò che la fede cattolica apporta alla Spagna e all’Europa», organizzato dalla Fondazione Enraizados nella Sala Europa del Palazzo del Senato, a Madrid. L’incontro ha riunito rappresentanti del mondo ecclesiale, accademico, giornalistico e politico per riflettere sul contributo del cristianesimo alla società spagnola ed europea.
«Faccio politica ogni volta che posso»
Durante il suo intervento, l’arcivescovo di Oviedo si è riferito alle critiche che ricevono i membri della gerarchia ecclesiastica quando si esprimono su questioni politiche e sociali. Sanz Montes ha difeso che i pastori della Chiesa hanno anche la responsabilità di dare testimonianza della fede in mezzo alla società.
«Faccio politica ogni volta che posso, intendendo per politica quell’impegno, quel ministero di dare testimonianza nella polis, nella città», ha dichiarato.
Il prelato ha spiegato che la sua partecipazione alla vita pubblica risponde all’impegno verso principi come la verità, la convivenza e l’onestà, di fronte a comportamenti come «la menzogna, l’insidia e il furto».
In tal senso, ha respinto l’idea che i cattolici debbano limitare l’espressione delle proprie convinzioni all’interno dei templi. Per illustrarlo, ha distinto tra lo spazio della celebrazione della fede e quello in cui i cristiani sono chiamati a dare testimonianza di essa.
«La clandestinità no, grazie: il tempio dove celebriamo il mistero, la piazza dove lo testimoniamo e l’atrio che sta in mezzo per andare e venire dal tempio alla piazza e dalla piazza al tempio», ha sostenuto.
Con queste parole, Sanz Montes ha rivendicato la presenza dei credenti nella società, sia nell’esercizio delle proprie responsabilità personali sia nella partecipazione ai dibattiti che riguardano l’insieme dei cittadini.
La famiglia e l’amicizia come fondamenti della convivenza
Nel suo intervento, l’arcivescovo ha anche affrontato l’importanza delle relazioni umane per la costruzione di una società libera. Per farlo, ha fatto ricorso alle riflessioni dello scrittore britannico C. S. Lewis sulla famiglia, l’amicizia e la solitudine.
«L’amicizia ti ricorda che siamo semplicemente incompleti», ha indicato il prelato, sottolineando la necessità di riconoscere i legami che uniscono le persone di fronte a posizioni di carattere impositivo.
Sanz Montes ha difeso una visione cristiana dell’essere umano orientata al bene comune e alla libertà, in cui la famiglia e le relazioni personali svolgono un ruolo fondamentale.
Queste riflessioni si sono inserite nello scopo del forum, dedicato a esaminare il contributo della fede cattolica alla vita sociale e ai fondamenti morali della convivenza in Spagna e in Europa.
«Dio non è un intruso né un rivale»
Al termine della giornata, l’arcivescovo di Oviedo ha insistito sul fatto che la presenza di Dio nella vita delle persone non costituisce una minaccia per la loro libertà.
«Dobbiamo dire che Lui non è nemico, che non è rivale, che non è un intruso nelle nostre cose, bensì complice del meglio. Contare su di Lui significa sapere di essere figli di un Padre che ci vede crescere, che ci ha creati e che ci aspetta alla fine di un destino», ha spiegato.
Il prelato ha sottolineato che la fede ha conseguenze concrete nel modo di intendere le relazioni umane e la responsabilità di ogni persona verso gli altri.
«Ciascuno è venuto in questo mondo per dire una parola che Dio ha taciuto, ma che Lui vuole dire con le nostre labbra, e per distribuire un bene che Lui ha trattenuto, ma vuole distribuire con le nostre mani», ha affermato.
Sanz Montes ha concluso ricordando che la presenza di Dio ha anche importanza per la convivenza sociale: «Per questo Dio, anche se non si presenta mai alle nostre elezioni, conta e tanto per fare una società in cui si possa vivere nella pace, nella convivenza e nell’amore».
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Il contributo della fede cattolica alla Spagna e all’Europa
Il II Forum «Ciò che la fede cattolica apporta alla Spagna e all’Europa», organizzato dalla Fondazione Enraizados, ha visto anche la partecipazione del rettore dell’Università CEU Cardenal Herrera, Higinio Marín; del direttore de El Debate, Bieito Rubido; e del senatore per Melilla Fernando Gutiérrez.
La giornata, celebrata sotto il motto «Dio: Luce nella vita pubblica?», è stata dedicata a riflettere sul posto della religione nella società contemporanea e sul suo contributo alla libertà, alla dignità umana e al bene comune.