Il testo, intitolato Uno in Cristo, uniti nella missione, è stato firmato dal Papa il 25 gennaio 2026, festa della Conversione dell’apostolo san Paolo. In esso, Leone XIV esorta tutta la Chiesa a proseguire il cammino missionario dopo l’Anno giubilare. Secondo il Papa, tale cammino richiede «cuori unificati in Cristo, comunità riconciliate» e disponibilità a collaborare «con generosità e fiducia».
Il Pontefice pone l’unione con Cristo al centro della missione e parte dalla preghiera di Gesù riportata in Gv 17,21: «Che tutti siano una sola cosa […] perché il mondo creda che tu mi hai mandato». Da tale unione, spiega, nascono la comunione tra i credenti e ogni fecondità missionaria. Per questo afferma che la prima responsabilità missionaria della Chiesa è mantenere viva l’unità tra i suoi membri.
«Non c’è vera evangelizzazione» senza l’annuncio di Cristo
Accanto all’insistenza sull’unità, Leone XIV sottolinea quale debba essere il contenuto dell’annuncio. Riprende le parole di san Paolo: «non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù come Signore». Cita poi san Paolo VI in Evangelii nuntiandi: «Non c’è vera evangelizzazione, finché non si annuncia il nome, la dottrina, la vita, le promesse, il Regno, il mistero di Gesù di Nazaret Figlio di Dio».
Il Papa precisa che l’unità missionaria «non deve essere intesa come uniformità», bensì come convergenza dei diversi carismi verso un medesimo fine. A suo giudizio, l’evangelizzazione si realizza quando le differenze culturali, spirituali e liturgiche si esprimono armoniosamente «nella stessa fede». Chiede inoltre di superare le «divisioni faziose» tra i seguaci dell’unico Signore e rimanda alla lettera di san Paolo ai Corinzi (1 Cor 1,10-12).
Cento anni dalla decisione di Pio XI
Il testo ricorda che Pio XI istituì la Giornata nel 1926 su proposta dell’Opera della Propagazione della Fede, che continua a distribuire le collette in nome del Papa. Leone XIV ringrazia il servizio delle Opere Missionarie Pontificie, che, come scrive, ha sperimentato durante il suo ministero in Perù. Sono quattro: Propagazione della Fede, Infanzia Missionaria, San Pietro Apostolo e Unione Missionaria. Il Papa dedica inoltre un riconoscimento alla Pontificia Unione Missionaria, fondata nel 1916 dal beato Paolo Manna, nel suo 110° anniversario.
La parte finale è dedicata ai missionari ad gentes, che il Papa paragona a san Francesco Saverio per aver lasciato terra, famiglia e sicurezze. Chiede preghiera per nuove vocazioni missionarie. Evoca san Francesco d’Assisi nell’ottavo centenario della sua morte e santa Teresa del Bambin Gesù. Il messaggio si conclude con una preghiera e con un appello a sostenere le missioni, perché «ogni dono, per quanto piccolo», diventa un atto di comunione missionaria.
In Spagna, il sito ufficiale del DOMUND presenta il centenario con tre motti: «100 anni con te», «100 anni per loro» e «100 anni per Lui». Quest’ultimo allude a Cristo come «il primo missionario».