Vangelo del giorno 11 ottobre 2026 – Matteo 22, 1-10

Prima Lettura

Prima lettura

Lettura del libro di Isaia

Isaia 25, 6-10

In quel giorno, il Signore dell’universo
preparerà su questo monte
un banchetto con vivande succulente
per tutti i popoli;
un convito con vini squisiti
e cibi sostanziosi.
Egli strapperà su questo monte
il velo che copre il volto di tutti i popoli,
il panno che oscura tutte le nazioni.
Distruggerà la morte per sempre;
il Signore Dio asciugherà le lacrime da tutti i volti
e cancellerà da tutta la terra l’umiliazione del suo popolo.
Così ha detto il Signore.

In quel giorno si dirà:
«Ecco il nostro Dio,
di cui speravamo che ci salvasse.
Rallegriamoci e gioiamo per la salvezza che ci porta,
perché la mano del Signore riposerà su questo monte».

Seconda lettura

Lettura della lettera dell’apostolo san Paolo ai Filippesi

Filippesi 4, 12-14. 19-20

Fratelli: Io so cosa significa vivere nella povertà e anche cosa significa avere in abbondanza. Sono abituato a tutto: sia a mangiare bene che a soffrire la fame; sia all’abbondanza che alla scarsità. Tutto posso unito a colui che mi dà la forza. Tuttavia, avete fatto bene a soccorrermi, quando mi sono trovato in difficoltà.

Il mio Dio, da parte sua, con la sua infinita ricchezza, supplirà con generosità a tutte le vostre necessità, per mezzo di Cristo Gesù. Gloria a Dio, nostro Padre, per i secoli dei secoli. Amen.



Vangelo

Lettura del santo Vangelo secondo san Matteo

Matteo 22, 1-10

In quel tempo, Gesù riprese a parlare in parabole ai sommi sacerdoti e agli anziani del popolo, dicendo: «Il Regno dei cieli è simile a un re che preparò un banchetto di nozze per suo figlio. Mandò i suoi servi a chiamare gli invitati, ma questi non vollero venire.

Mandò di nuovo altri servi a dire loro: ‘Ho preparato il banchetto; ho fatto ammazzare i miei vitelli e gli altri animali grassi; tutto è pronto. Venite alle nozze’. Ma gli invitati non fecero caso. Uno andò al suo campo, un altro ai suoi affari e gli altri si avventarono sui servi, li insultarono e li uccisero.

Allora il re si riempì d’ira e mandò le sue truppe, che uccisero quegli assassini e diedero alle fiamme la loro città.

Poi disse ai suoi servi: ‘Le nozze sono pronte; ma gli invitati non ne erano degni. Uscite dunque sulle piazze e ai crocicchi delle strade e invitate alle nozze tutti quelli che troverete’. I servi uscirono per le strade e radunarono tutti quelli che trovarono, buoni e cattivi, e la sala delle nozze si riempì di commensali.

Aiuta Infovaticana a continuare a informare