Mutsaerts chiede di cercare una Messa reverente piuttosto che rimanere in una parrocchia dove la liturgia mette a rischio la fede

Mutsaerts chiede di cercare una Messa reverente piuttosto che rimanere in una parrocchia dove la liturgia mette a rischio la fede

Il vescovo ausiliare di ’s-Hertogenbosch, Robert Mutsaerts, ha consigliato ai cattolici che frequentano parrocchie in cui la liturgia viene celebrata in modo irriverente di cercare un’altra comunità in cui la loro fede possa essere nutrita, inclusa una chiesa in cui si celebri la Messa tradizionale, piuttosto che rimanere in un luogo che potrebbe finire per indebolirla.

In un’intervista concessa a LifeSiteNews durante la Catholic Identity Conference, tenutasi a Pittsburgh, il prelato olandese ha spiegato che per anni aveva pensato che i fedeli dovessero rimanere legati alla propria parrocchia e cercare di sostenerla. Ora, invece, ritiene che ci siano situazioni in cui questa permanenza può risultare dannosa per la vita spirituale.

«Se c’è una Messa Novus Ordo cattiva, temo che non si possano cambiare quei sacerdoti. Quindi vai altrove», ha affermato Mutsaerts. «Prima pensavo: “Sostieni la tua parrocchia”. Non lo dico più, perché lì puoi perdere la fede».

Il vescovo ha raccomandato di cercare una comunità in cui la liturgia, la dottrina e la vita parrocchiale aiutino effettivamente a conservare la fede. «Vai in un posto dove pensi: “Questo è giusto, questo è autentico, questo è vero”», ha indicato.

Cercare una liturgia in cui sia presente il sacro

Mutsaerts ha insistito soprattutto sulle famiglie con figli e sui cattolici giovani. A suo giudizio, la scelta della parrocchia non dovrebbe dipendere solo dalla vicinanza geografica, ma anche dalla possibilità concreta di trovare una comunità in cui la fede possa crescere e in cui la celebrazione liturgica conservi il suo carattere sacro.

Il prelato ha precisato che i giovani possono trovare quell’ambiente sia nelle comunità legate al Vetus Ordo sia nelle parrocchie in cui si celebra dignitosamente il Novus Ordo. Il suo criterio non si limita, quindi, alla forma liturgica, ma alla riverenza con cui viene celebrata e alla solidità della comunità.

«I giovani si incontrano tra loro nel Vetus Ordo, nel Novus Ordo, ma in luoghi dove trovano il sacro, dove la liturgia è in ordine», ha spiegato.

Mutsaerts ha aggiunto che per un giovane credente è importante anche condividere la fede con altri cattolici della sua età. «Se hai figli o giovani, vai dove possano incontrare altri giovani. Questo incoraggia», ha affermato. A suo giudizio, è difficile che un cattolico di 18 anni trovi quel sostegno se si trova completamente isolato in una comunità invecchiata e con scarsa presenza giovanile.

Le sue parole entrano pienamente in un dibattito ricorrente tra cattolici che soffrono di celebrazioni liturgiche carenti: rimanere nella parrocchia territoriale per cercare di migliorarla dall’interno o spostarsi in un’altra chiesa dove possano trovare una liturgia più riverente e una vita cattolica più solida.

Mutsaerts ritiene che, quando è in gioco la propria perseveranza nella fede, la priorità debba essere chiara.

«Fai le cose cattoliche di sempre»

Durante la stessa intervista, il vescovo olandese ha affrontato la situazione generale della Chiesa e ha nuovamente manifestato le sue riserve sul processo sinodale.

Interrogato sul modo di conservare la fede nell’attuale contesto ecclesiale, Mutsaerts ha raccomandato di mantenere le pratiche ordinarie della vita cattolica: andare a una buona Messa, recitare il Rosario, cercare la verità e dare buon esempio.

«Fai le cose cattoliche di sempre. Vai a una Messa dove c’è una liturgia adeguata, recita il Rosario, dai buon esempio», ha affermato.

Il vescovo è stato anche molto critico nei confronti dei risultati del processo sinodale. «Se la sinodalità non significa nulla per te, non andarci; è una perdita di tempo. Siamo a otto anni con questo. Riesci a vedere i frutti? Io no», ha dichiarato.

Non è la prima volta che Mutsaerts esprime pubblicamente questa posizione. Ad agosto ha indirizzato una lettera aperta a Leone XIV in cui metteva in discussione i frutti della sinodalità e chiedeva al Papa di rimettere al centro della vita della Chiesa la salvezza delle anime.

«Non cerchiamo di adattarci al mondo secolare»

Mutsaerts ha messo in guardia anche contro la tentazione di adattare l’identità cattolica ai criteri dominanti della società secolare.

«Stiamo cercando di essere troppo compiacenti con il mondo secolare. No! Qual è la nostra identità? Dobbiamo rimanere fedeli all’identità: Gesù Cristo», ha sostenuto.

Per il prelato, il punto di riferimento della Chiesa non può essere l’accettazione del mondo, ma Cristo e la verità che Egli ha rivelato. Per questo ha insistito sulla necessità di perseverare nella preghiera e in una vita coerentemente cattolica anche nei momenti di crisi ecclesiale.

Rivolgendosi specificamente ai giovani, ha ribadito gli stessi pilastri: la Messa, il Rosario, la buona formazione e una vita conforme alla fede.

«Vai a Messa, anche se forse non significa molto per te o l’omelia è un po’ noiosa, o totalmente noiosa. Vai a Messa e cerca di trovare una parrocchia dove la Messa sia buona», ha consigliato.

Ha anche raccomandato di leggere buoni libri e i Padri della Chiesa, ascoltare contenuti cattolici solidi e non lasciarsi trascinare dal relativismo, dal secolarismo o dal soggettivismo.

«C’è una verità che vale per tutti», ha concluso Mutsaerts. «Se non vivi secondo essa, alcune cose cominciano ad andare male».

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