Vangelo del giorno 6 ottobre 2026 – Luca 10, 38-42

Prima Lettura

Lettura della lettera dell’apostolo Paolo ai Galati

Galati 1, 13-24

Fratelli: Certamente voi avete sentito parlare della mia condotta precedente nel giudaismo, quando io perseguitavo accanitamente la Chiesa di Dio, cercando di distruggerla. Dovete sapere che mi distinguevo nel giudaismo, tra i giovani del mio popolo e della mia età, perché li superavo nello zelo per le tradizioni paterne.

Ma Dio mi aveva scelto dal seno di mia madre, e per la sua grazia mi chiamò. Un giorno volle rivelarmi suo Figlio, perché io lo annunciassi tra i pagani. Immediatamente, senza chiedere alcun consiglio umano e senza andare neppure a Gerusalemme per vedere gli apostoli che mi precedevano, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco. Dopo tre anni andai a Gerusalemme, per vedere Pietro e rimasi con lui quindici giorni. Non vidi nessun altro degli apostoli, eccetto Giacomo, il parente del Signore. E Dio è testimone che non mento in ciò che vi scrivo.

Poi me ne andai nelle regioni della Siria e della Cilicia, in modo che le comunità cristiane della Giudea non mi conoscevano personalmente. L’unica cosa che avevano sentito dire di me era: “Colui che prima ci perseguitava, ora va predicando la fede che un tempo voleva distruggere”, e glorificavano Dio per causa mia.



Vangelo

Lettura del santo vangelo secondo san Luca

Luca 10, 38-42

In quel tempo, Gesù entrò in un villaggio, e una donna, chiamata Marta, lo accolse in casa sua. Ella aveva una sorella, chiamata Maria, la quale si sedette ai piedi di Gesù e si mise ad ascoltare la sua parola. Marta, intanto, si affannava in vari lavori, finché, avvicinandosi a Gesù, gli disse: “Signore, non ti sei accorto che mia sorella mi ha lasciata sola con tutto il lavoro? Dille che mi aiuti”.

Il Signore le rispose: “Marta, Marta, molte cose ti preoccupano e ti inquietano, mentre una sola è necessaria. Maria ha scelto la parte migliore e nessuno gliela toglierà”.

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