Il Dicastero per la Dottrina della Fede pubblicherà a metà ottobre Venite ad me, un nuovo documento dedicato alla trasmissione della fede e alle difficoltà che incontra oggi l’evangelizzazione in diversi contesti culturali e sociali.
Secondo quanto riferisce ACI Prensa, una fonte del Dicastero con conoscenza diretta del contenuto ha spiegato che il testo «affronta diversi percorsi, varie possibilità, per motivare che a loro volta in ogni Diocesi si rifletta insieme sulle difficoltà e sulle nuove possibilità che abbiamo per trasmettere la fede in Gesù Cristo ai fratelli».
La pubblicazione darà forma definitiva a un progetto che il cardinale Fernández aveva anticipato già lo scorso mese di maggio. Allora spiegò al National Catholic Register che il Dicastero stava preparando un ampio documento sulla trasmissione della fede, in dialogo con il Dicastero per l’Evangelizzazione e a partire da una consultazione alle conferenze episcopali di tutto il mondo.
L’iniziativa era stata richiesta da Francesco ed è stata successivamente assunta da Leone XIV. La fonte consultata da ACI Prensa ha spiegato che il punto di partenza del documento è proprio la constatazione che in numerose parti del mondo la fede si trasmette sempre con maggiore difficoltà.
«Tenendo conto che in molte parti del mondo la fede si trasmette con maggiore difficoltà, la domanda è come riuscire a trasmettere la fede agli altri in questo mondo in cui viviamo», ha sottolineato.
La rottura della trasmissione tra generazioni
I primi dettagli sul contenuto del documento sono stati offerti da Fernández durante lo scorso mese di maggio.
Il prefetto ha spiegato allora che il testo avrebbe affrontato «la rottura nella trasmissione intergenerazionale in molti Paesi», un fenomeno che in determinati luoghi comincia a manifestarsi in modo particolarmente rapido, così come le possibili cause di tale frattura.
Tratterà anche «l’importanza della qualità della comunità nella trasmissione della fede e nell’accoglienza di chi si avvicina o torna alla fede».
Un altro degli argomenti previsti sarà l’annuncio del kerygma, cioè la proclamazione essenziale di Gesù Cristo morto e risorto, e la ricerca di forme per presentarlo in modo capace di favorire un vero incontro con il Signore.
Fernández ha anticipato altresì che la liturgia occuperà un posto all’interno della riflessione. Il documento ricorderà esperienze di conversione legate alla celebrazione liturgica, tra cui quella di sant’Agostino, e affronterà anche la questione dell’inculturazione.
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Una consultazione mondiale agli episcopati
L’elaborazione di Venite ad me ha incluso una consultazione alle conferenze episcopali di tutto il mondo con una risposta stimata del 70% di esse.
Fernández aveva già segnalato che molti vescovi avevano trasmesso a Roma, specialmente durante le visite ad limina, la loro preoccupazione per le difficoltà nel trasmettere la fede e avevano chiesto di approfondire sia le cause del problema sia le possibili risposte.
Il prefetto ha indicato inoltre che lo scopo del documento non sarà offrire un’unica formula applicabile indistintamente a tutta la Chiesa, bensì tenere conto della «varietà e ricchezza della Chiesa universale» e della diversità delle circostanze in cui deve svilupparsi l’evangelizzazione.
Venite ad me significa «Venite a me» e rimanda alle parole di Cristo raccolte nel Vangelo di san Matteo: «Venite a me voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi ristorerò» (Mt 11,28).