Il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, beatificherà domenica 27 settembre a Bologna tre sacerdoti assassinati nel 1944 durante le stragi di Monte Sole: il diocesano Ubaldo Marchioni, il salesiano Elia Comini e il dehoniano Martino Capelli.
La Messa si celebrerà alle 16:00 nella basilica di San Petronio e sarà presieduta da Semeraro in qualità di delegato pontificio. Secondo quanto riferisce Agencia SIR, concelebrerà l’arcivescovo di Bologna, cardinale Matteo Zuppi, insieme ad altri vescovi e sacerdoti, tra cui il superiore generale dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù, padre Carlos Luis Suárez Codorniú, e il rettore maggiore dei Salesiani, padre Fabio Attard.
I tre nuovi beati esercitarono il loro ministero sugli Appennini bolognesi negli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale e rimasero accanto alla popolazione quando la zona rimase intrappolata tra le truppe tedesche e la Resistenza. La loro morte avvenne durante le stragi perpetrate dalle SS a Monte Sole tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre del 1944.
La Chiesa ha riconosciuto la loro morte come vero martirio. Nel caso di Marchioni, il decreto promulgato da Leone XIV il 21 novembre 2025 stabilisce espressamente che fu assassinato «per la sua fedeltà a Cristo e alla Chiesa» e dichiara provato il martirio in odium fidei.
Ubaldo Marchioni, assassinato davanti all’altare
Ubaldo Marchioni nacque il 19 maggio 1918 a Vimignano di Grizzana Morandi e fu ordinato sacerdote il 28 giugno 1942 nella cattedrale di San Pietro a Bologna. Tra i suoi compagni di ordinazione c’era Giovanni Fornasini, anch’egli assassinato a Monte Sole e beatificato come martire nel 2021.
Nel 1944 fu destinato come arciprete a San Martino di Caprara, territorio situato accanto alla Linea Gotica. Il Dicastero delle Cause dei Santi sottolinea che si prese cura dei suoi fedeli senza distinzione di posizioni politiche e decise di rimanere con loro nonostante conoscesse il pericolo e «l’odio anticristiano delle SS».
La mattina del 29 settembre, festa di san Michele Arcangelo, Marchioni si diresse verso l’oratorio degli Angeli Custodi di Cerpiano, dove doveva celebrare la Messa per i bambini della scuola dell’infanzia. Passando per la chiesa di Santa Maria Assunta di Casaglia trovò circa un centinaio di persone, principalmente donne e bambini, che cercavano rifugio di fronte all’avanzata delle forze nazifasciste.
Marchioni li fece entrare nel tempio, consigliò agli uomini adulti e ai giovani di rifugiarsi nei boschi e decise di rimanere con chi era rimasto. Mentre aspettavano, cominciò a pregare con loro il Rosario e li esortò a confidare in Dio.
Quando i soldati irruppero nella chiesa, il sacerdote cercò di proteggere i civili, ma tutti furono costretti a uscire e condotti verso il cimitero vicino, dove sarebbero stati massacrati.
Marchioni camminava inizialmente con loro, finché un giovane ufficiale delle SS ordinò di separarlo dal gruppo e di riportarlo al tempio. Fu assassinato a colpi d’arma da fuoco sulla predella dell’altare. Successivamente, i suoi carnefici tentarono di bruciare il cadavere e di dare fuoco alla chiesa. Aveva 26 anni.
Le circostanze della sua morte portarono a modificare il corso della sua causa di beatificazione. Iniziata originariamente super virtutibus, nel 2021 passò a essere studiata super martyrio. Dopo il parere favorevole di storici e teologi, i cardinali e i vescovi del Dicastero stabilirono nel novembre 2025 che era morto per la sua fedeltà a Cristo e alla Chiesa. Leone XIV confermò tale conclusione tre giorni dopo e riconobbe formalmente il suo martirio per odio alla fede.
Comini e Capelli rimasero per assistere le vittime
Il salesiano Elia Comini e il dehoniano Martino Capelli condivisero la decisione di continuare il loro ministero nella zona quando la violenza si abbatté su Monte Sole.
Comini era nato a Calvenzano di Vergato nel 1910 e fu ordinato sacerdote nel 1935. Capelli, nato a Nembro nel 1912 con il nome di Nicola, apparteneva ai Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù e ricevette l’ordinazione sacerdotale nel 1938.
Nell’estate del 1944 entrambi si trovavano sugli Appennini bolognesi prestando assistenza pastorale. Quando iniziarono le stragi, accorsero per aiutare spiritualmente la popolazione e i feriti. Furono arrestati dalle truppe tedesche e rimasero prigionieri fino al 1° ottobre.
Quel giorno furono condotti con decine di detenuti fino a Botte di Salvaro, dove furono assassinati. Le testimonianze sulle loro ultime ore mostrano entrambi che esercitarono il ministero sacerdotale fino alla fine, pregando e accompagnando chi aspettava la morte.
Il martirio di Comini fu riconosciuto da papa Francesco nel dicembre 2024. Quello di Capelli fu riconosciuto successivamente da Leone XIV, che autorizzò il decreto corrispondente il 21 novembre 2025, lo stesso giorno di quello di Marchioni.
I sacerdoti di Monte Sole
Le morti dei tre sacerdoti avvennero durante le stragi di Monte Sole, una serie di operazioni delle SS contro numerose località degli Appennini bolognesi. L’offensiva mirava a eliminare la presenza dei partigiani della brigata Stella Rossa dietro la Linea Gotica, ma finì per abbattersi sulla popolazione civile, accusata di collaborare con la Resistenza.
Monte Sole rimase segnato anche dalla testimonianza di diversi sacerdoti che rimasero accanto alle loro comunità. Tra loro c’era Giovanni Fornasini, amico e compagno di seminario di Marchioni. Pochi giorni prima delle stragi, Fornasini aveva redatto il suo testamento e designato proprio Marchioni come esecutore testamentario. Entrambi sarebbero stati assassinati a pochi giorni di distanza.
La beatificazione di domenica sarà preceduta sabato da un incontro al Festival Francescano dedicato alle comunità martiri di Monte Sole e da una veglia di preghiera, alle 20:45, nella chiesa del Sacro Cuore di Bologna.
Le commemorazioni proseguiranno martedì 29 settembre a Creda e Botte di Salvaro, con atti in memoria di Comini e Capelli. Lo stesso pomeriggio si celebrerà una Via Crucis dalle rovine di Santa Maria Assunta di Casaglia, il luogo dove fu assassinato Marchioni.
«La memoria dei sacerdoti martiri di Monte Sole non appartiene soltanto al passato, ma si apre al futuro», ha affermato il cardinale Zuppi, indicando nella loro testimonianza un cammino di fraternità, pace e fedeltà.