La Marcia per la Vita riunisce migliaia di persone in Svizzera tra tentativi di blocco

La Marcia per la Vita riunisce migliaia di persone in Svizzera tra tentativi di blocco
Foto: Keystone-SDA

La Marcia per la Vita ha nuovamente percorso sabato 19 settembre le strade di Zurigo, in Svizzera, in una convocazione incentrata quest’anno sulla responsabilità dei genitori di fronte a gravidanze inaspettate e sul sostegno alle madri. Gli organizzatori hanno stimato la partecipazione in circa 2.200 persone, mentre altre stime hanno collocato la partecipazione al di sopra del migliaio.

La manifestazione, autorizzata dalle autorità, si è svolta nel distretto di Oerlikon sotto lo slogan «Together for Life!». Durante il percorso, gruppi di contromanifestanti hanno tentato in diverse occasioni di bloccare il passaggio dei partecipanti, costringendo l’intervento della Polizia di Zurigo.

Una marcia incentrata sulla responsabilità dei genitori

La Marcia per la Vita di Zurigo si celebra dal 2010 e riunisce annualmente associazioni e famiglie che difendono la protezione della vita dal concepimento.

L’edizione del 2026 ha posto particolare attenzione sugli uomini e sulla loro responsabilità di fronte a una gravidanza inaspettata. Gli organizzatori sostengono che, insieme alla protezione del bambino non ancora nato, è necessario offrire un sostegno effettivo alle donne che attraversano situazioni difficili e affrontare anche il ruolo dei padri di fronte all’aborto.

Tra i partecipanti che sono intervenuti durante l’evento c’è stato Nicolas Kolly, deputato del Consiglio Nazionale svizzero e già membro della Guardia Svizzera Pontificia.

Kolly ha chiesto di «dare voce a chi ancora non ce l’ha» e ha difeso che la protezione del bambino e l’accompagnamento della madre devono essere affrontati congiuntamente. Ha anche insistito sulla responsabilità del padre di sostenere, ascoltare e proteggere di fronte a una gravidanza inaspettata.

Jonas Streule, responsabile regionale di ProLife Europe in Svizzera, è intervenuto ugualmente per spiegare il lavoro che l’organizzazione svolge tra gli studenti universitari.

La mobilitazione svizzera ha coinciso con altre convocazioni pro-vita tenute durante lo stesso fine settimana in Europa. A Bratislava, fino a 30.000 persone hanno partecipato domenica alla Marcia Nazionale per la Vita, sostenuta dai vescovi slovacchi e che ha ricevuto un saluto da Leone XIV.

Leggi anche: Bratislava riunisce 30.000 persone in difesa della vita dal concepimento fino alla morte naturale

Contromanifestanti hanno tentato di bloccare il percorso

La marcia è stata accompagnata da un importante dispositivo di polizia di fronte alle convocazioni di gruppi contrari alla manifestazione.

Secondo quanto riferito dalla Polizia municipale di Zurigo, durante il percorso diverse decine di persone, alcune in bicicletta, hanno tentato ripetutamente di bloccare o fermare la marcia posizionando contenitori sulla carreggiata.

L’agenzia Keystone-SDA ha stimato in circa 200 il numero di contromanifestanti mascherati che hanno partecipato alle azioni di protesta.

Sono state lanciate anche bottiglie contro gli agenti. La Polizia ha fatto ricorso a cannoni ad acqua per liberare la via e ha utilizzato proiettili di gomma contro chi lanciava oggetti.

Le forze di sicurezza hanno effettuato controlli su diverse decine di persone nelle vicinanze e hanno ordinato ad alcune di loro di lasciare la zona. Due persone sono state arrestate provvisoriamente per violenza e minacce contro gli agenti.

La marcia ha potuto completare finalmente il percorso ed è tornata poco prima delle sei del pomeriggio al punto di partenza. Non sono stati segnalati feriti tra i partecipanti.

Sei anni senza autorizzazione per marciare nel centro di Zurigo

La location della manifestazione costituisce un altro dei punti di disputa tra gli organizzatori e le autorità municipali.

Per il sesto anno consecutivo, la città non ha autorizzato che la Marcia per la Vita si tenesse nel centro di Zurigo e l’ha mantenuta a Oerlikon. Le autorità giustificano questa decisione per ragioni di sicurezza di fronte al rischio di incidenti e contromanifestazioni.

Gli organizzatori ritengono, invece, che la misura restringa in modo sproporzionato la loro libertà di riunione e riduca considerevolmente la visibilità pubblica della convocazione.

L’associazione ha avviato azioni legali contro la decisione municipale e sostiene che le minacce di chi pretende di impedire una manifestazione pacifica non dovrebbero determinare dove altri cittadini possano esercitare il loro diritto di riunione.

Nonostante i ripetuti tentativi di blocco registrati durante la giornata, la Polizia ha mantenuto aperto il percorso e la Marcia per la Vita si è conclusa secondo quanto previsto.

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