L’Arcidiocesi di Amburgo mantiene in vigore il suo programma di educazione sessuale per i quindici collegi cattolici della sua giurisdizione, mentre prosegue l’opposizione di un gruppo di famiglie che ha portato il caso fino a Roma. La controversia aggiunge ora un nuovo episodio: il vicario generale, padre Sascha-Philipp Geißler, avrebbe chiesto al personale dell’arcidiocesi di non rispondere né «entrare in dibattito» con i genitori che contestano le linee guida.
L’istruzione figura in una comunicazione interna a cui ha avuto accesso La Nuova Bussola Quotidiana. Il media italiano informa anche di una seconda email relativa alla portavoce delle famiglie. Le comunicazioni avvengono dopo mesi di reclami dei genitori e quando il programma, denominato «Maschile, femminile, diverso», è già in applicazione.
Dalle proteste dei genitori a Roma
Il conflitto risale alle linee guida sull’educazione sessuale elaborate dall’Arcidiocesi di Amburgo per i suoi centri educativi. Il programma è stato presentato ufficialmente nel giugno 2025 e contempla, tra gli altri principi, l’«accettazione della diversità» rispetto agli orientamenti sessuali e alle identità di genere.
Le famiglie riunite nella Rete dei Genitori per la Protezione e la Prevenzione dell’Infanzia hanno iniziato a contestare il progetto ritenendo che alcuni dei suoi approcci non fossero in linea con l’antropologia cristiana.
Come ha riferito allora InfoVaticana, i rappresentanti delle famiglie hanno avuto un incontro con l’arcivescovo Stefan Hesse nel dicembre 2025 e, di fronte alla mancanza di accordo, hanno finito per portare le loro richieste a Roma. Nel febbraio di quest’anno si sono rivolti a Leone XIV e successivamente hanno presentato un ricorso canonico presso il Dicastero per i Vescovi.
L’arcidiocesi ha proseguito con le linee guida. Il quadro ha iniziato ad essere applicato ad agosto nei quindici collegi cattolici e serve come base affinché ogni centro sviluppi il proprio curricolo.
Tra i suoi approcci figura il riconoscimento di diversi orientamenti sessuali e «identità di genere». Nel presentare il programma, l’arcidiocesi lo ha definito come una proposta di educazione sessuale «contemporanea, orientata dai valori e fondata scientificamente».
Il Dicastero rimanda al documento «Maschio e femmina li creò»
Le famiglie si sono rivolte anche al Dicastero per la Cultura e l’Educazione. Secondo la documentazione nota sul caso, l’organismo vaticano ha risposto rimandandole a Maschio e femmina li creò. Per una via di dialogo sulla questione del gender nell’educazione, pubblicato nel 2019 dall’allora Congregazione per l’Educazione Cattolica.
Il documento affronta le teorie che separano l’identità di genere dalla differenza sessuale tra uomo e donna e propone criteri per affrontare queste questioni all’interno dell’educazione cattolica.
La risposta del Dicastero non ha incluso un ordine diretto all’Arcidiocesi di Amburgo di ritirare o sospendere il suo programma. Le famiglie, tuttavia, hanno successivamente richiesto che le linee guida fossero riviste tenendo conto del documento indicato da Roma.
Il vicario generale chiede di non «entrare in dibattito»
La novità nota ora proviene da una comunicazione interna inviata da Geißler al personale dell’arcidiocesi e pubblicata da La Nuova Bussola Quotidiana.
In essa, il vicario generale informa sulle azioni della rete dei genitori e raccomanda «espressamente di non rispondere né entrare in dibattito» di fronte alle email inviate dal collettivo.
Geißler sostiene che le azioni della rete cercano di generare «insicurezza e discordia» all’interno delle comunità scolastiche e collega il gruppo a settori conservatori tedeschi.
Il vicario generale affronta anche l’intervento del Vaticano. Secondo quanto riporta l’email, il Dicastero ha risposto alla rete dei genitori, ma non si è rivolto all’Arcidiocesi di Amburgo, e ha rimandato le famiglie al documento vaticano corrispondente.
Il programma, nel frattempo, continua ad essere applicato nei collegi.
Una seconda comunicazione sulla portavoce delle famiglie
La Nuova Bussola assicura di aver consultato inoltre un’altra email, inviata da Christopher Haep, responsabile del dipartimento diocesano di Scuola e Università, ai rappresentanti dei genitori.
In quella comunicazione appare menzionata Varinia Arauco Vera, portavoce della rete delle famiglie, a cui viene collegata con Totus Tuus, un’associazione che è stata sciolta dall’allora vescovo di Münster, Felix Genn.
Secondo le informazioni pubblicate dal media italiano, Arauco Vera non ha mai fatto parte di quell’organizzazione. Il collegamento sarebbe sorto da un’immagine utilizzata dalla portavoce su WhatsApp in cui figurava l’espressione «Totus Tuus», motto mariano adottato da san Giovanni Paolo II.
Le email si conoscono quando le linee guida sono già in vigore e le richieste delle famiglie sono arrivate a diversi organismi della Santa Sede. Mentre l’Arcidiocesi di Amburgo mantiene il programma nei suoi quindici collegi, i genitori continuano a richiedere la sua revisione conformemente agli orientamenti della Chiesa sull’educazione e sulla differenza sessuale.