Tre località europee segnate dalla vita e dall’eredità di san Domenico di Guzman rafforzeranno i loro legami attraverso un nuovo progetto comune. Caleruega, a Burgos, dove nacque il fondatore dell’Ordine dei Predicatori; Fanjeaux, in Francia, scenario dei suoi anni di predicazione; e Rieti, in Italia, dove Gregorio IX firmò la sua canonizzazione, parteciperanno a un’iniziativa che mira a mantenere vivo il patrimonio storico e spirituale che le unisce.
Il progetto, denominato DOMINICUS, sarà presentato il prossimo 26 settembre a Caleruega e svilupperà incontri e scambi tra le tre località fino a maggio 2027.
Da Caleruega a Fanjeaux
La scelta delle tre località permette di ripercorrere alcuni dei principali luoghi della vita di san Domenico.
Caleruega conserva la memoria delle sue origini. Lì nacque Domenico di Guzman verso il 1170, nella famiglia di Félix de Guzmán e Juana de Aza. La località burgalese continua a essere strettamente legata all’Ordine dei Predicatori e ospita, tra gli altri luoghi, il monastero delle Madri Domenicane e il convento dei frati domenicani.
Dalla Castiglia, il percorso conduce a Fanjeaux, nel Languedoc francese. San Domenico arrivò in questa regione all’inizio del XIII secolo e lì sviluppò una fase decisiva della sua predicazione contro l’espansione dell’eresia catara.
Vicino a Fanjeaux si trova Prouilhe, dove Domenico riunì nel 1206 un gruppo di donne convertite dall’eresia catara e fondò una comunità religiosa. Questo monastero femminile precedette la fondazione formale dell’Ordine dei Predicatori, confermata successivamente da papa Onorio III.
Fanjeaux rimase così legato agli anni in cui prendeva forma la missione che avrebbe caratterizzato i domenicani: la predicazione per la salvezza delle anime, sostenuta dallo studio, dalla preghiera e dalla vita comunitaria.
Rieti e la canonizzazione di san Domenico
La terza città inclusa nel progetto conduce alla fine della storia terrena del santo e al riconoscimento del suo culto da parte della Chiesa.
Domenico morì a Bologna il 6 agosto 1221. Appena tredici anni dopo, papa Gregorio IX lo iscrisse nel catalogo dei santi mediante la bolla di canonizzazione promulgata a Rieti il 3 luglio 1234.
Gregorio IX aveva conosciuto personalmente Domenico e, canonizzandolo, manifestò la stima che nutriva per il fondatore dei Predicatori. Il legame storico di Rieti con quell’atto spiega la sua inclusione in questo itinerario insieme a Caleruega e Fanjeaux.
Le tre località rappresentano così tre momenti diversi di una stessa storia: Caleruega, la nascita; Fanjeaux, la predicazione; e Rieti, la canonizzazione.
Un patrimonio domenicano condiviso
I legami tra queste località precedono il nuovo progetto. Caleruega mantiene un gemellaggio con Fanjeaux dal 2003 e con Rieti dal 1999, rinnovato quest’ultimo nel 2019.
DOMINICUS intende ora rafforzare tale relazione attraverso viaggi, incontri e attività a cui parteciperanno abitanti e associazioni delle tre località. L’iniziativa ha ricevuto 50.745 euro di finanziamento attraverso il programma europeo CERV.
La presentazione si terrà sabato 26 settembre, alle 13:00, nella sala conferenze del convento dei domenicani di Caleruega. Lì sarà presentato il programma che si svilupperà fino a maggio 2027 attorno a un’eredità comune iniziata più di otto secoli fa con la vita di san Domenico di Guzman.