Il cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede tra il 2012 e il 2017, ha rivelato di aver trascorso un’intera giornata sul set de La Resurrezione di Cristo: prima parte, l’atteso seguito de La Passione di Cristo che Mel Gibson ha girato in Italia, conversando con il regista sulla teologia della Resurrezione. Lo ha raccontato in un’intervista concessa a Roma a OSV News, firmata dalla sua corrispondente vaticana Courtney Mares.
«Abbiamo parlato per alcune ore. Abbiamo trascorso insieme l’intera giornata», ha spiegato il porporato tedesco, di 78 anni. La conversazione ha ruotato attorno al senso teologico e biblico della Resurrezione e «alla situazione del cristianesimo, della fede cristiana, nel mondo di oggi».
Burke, Franklin Graham e Samuel Rodriguez, anche sul set
Müller non è stato l’unico uomo di Chiesa a visitare il set. Lo hanno accompagnato il cardinale statunitense Raymond Leo Burke, il predicatore evangelico Franklin Graham, figlio di Billy Graham, e il pastore ispanico Samuel Rodriguez, presidente della Conferenza Nazionale di Leadership Cristiana Ispanica. Burke ha definito il film del 2004 un’opera «veramente monumentale, una storia che ha toccato profondamente il cuore di molti».
La presenza di due dei cardinali più in vista dell’ala dottrinale del Collegio Cardinalizio insieme a figure di spicco del protestantesimo statunitense dice molto sul pubblico a cui Gibson si rivolge e sulla trasversalità che La Passione riuscì a ottenere ventidue anni fa tra cattolici ed evangelici.
Müller ha tolto ogni sorpresa alla sua visita. La Chiesa insegna che i vescovi e i cardinali sono successori degli apostoli che appaiono nel film, ha ricordato, e «il film non tratta solo di un evento storico di duemila anni fa, ma di Gesù Cristo presente, il Signore risorto, presente come capo della Chiesa per tutti i credenti».
«La morte non è l’ultima parola su di noi»
L’ex prefetto confida che il film serva ad avvicinare il grande pubblico al mistero centrale della fede cristiana in un’epoca in cui il cinema e i media di massa plasmano le menti. «Viviamo nel tempo della comunicazione di massa, di internet, dei film e del teatro; questi mezzi moderni possono essere un aiuto affinché tutti si avvicinino a questo evento, il più grande della storia», ha affermato.
Su La Passione, Müller ha sottolineato la sua forza come «un grande aiuto per l’immaginazione» e la sua interpellanza personale allo spettatore: «Cosa significa che Gesù abbia sofferto tanto, la croce, la flagellazione e tutte quelle circostanze, tanto per te, per te personalmente. È morto per me».
E sul mistero che dà il titolo al nuovo film: «La Resurrezione è il culmine della fede cristiana. Non è solo un’altra filosofia o visione del mondo, ma un evento reale. L’autore di questo evento reale è Dio Padre, che ha risvegliato dai morti Gesù, suo Figlio, che fu crocifisso. E questa è la Resurrezione, e questa è una speranza per tutti. La morte non è l’ultima parola su di noi».
Uscita il giorno dell’Ascensione del 2027
La Resurrezione di Cristo: prima parte uscirà il 6 maggio 2027, festa dell’Ascensione del Signore. È il secondo capitolo di una trilogia prevista; il terzo, La Resurrezione di Cristo: seconda parte, ha data di uscita il 25 maggio 2028.
A differenza del predecessore, girato in aramaico, ebraico e latino, il nuovo film sarà in inglese. L’attore finlandese Jaakko Ohtonen interpreta Gesù, in sostituzione di Jim Caviezel, e Mariela Garriga interpreta Maria Maddalena. Le riprese si sono protratte per 134 giorni nell’arco di più di sette mesi a Roma, Bari, Ginosa, Craco, Brindisi e Matera, la città della Basilicata che già servì da Gerusalemme nel 2004. Gibson ha descritto il film, in un’intervista con Joe Rogan, come un «viaggio allucinante», perché Gesù scenderà dopo la sua morte «in un altro regno», in allusione alla discesa agli inferi del Credo.
Come anteprima, La Passione di Cristo è tornata nelle sale statunitensi tra il 10 e il 17 settembre in una versione rimasterizzata in 4K con suono Dolby Atmos, accompagnata da un primo trailer del nuovo film e immagini del set. Il film originale ottenne tre candidature agli Oscar e incassò oltre 612 milioni di dollari in tutto il mondo, il che lo mantenne per due decenni come il film per maggiori di 17 anni più redditizio della storia negli Stati Uniti.
Che Gibson abbia voluto sottoporre la sua sceneggiatura al confronto con un teologo del calibro di Müller, autore di un trattato di dogmatica di riferimento e uomo di fiducia di Benedetto XVI, è una garanzia che molti fedeli apprezzeranno in un progetto la cui materia, l’evento pasquale, ammette poco margine per la licenza artistica.