La cosiddetta «fiera dei bambini» che l’azienda ucraina BioTexCom aveva previsto di organizzare il 12 e 13 settembre a Varsavia, Polonia, è stata rinviata dopo che la struttura indicata come sede si è rifiutata di affittarle i propri locali. La decisione arriva dopo le denunce e le mobilitazioni di organizzazioni pro-vita e cattoliche polacche contro un incontro destinato a promuovere programmi di maternità surrogata con prezzi fino a 64.900 euro.
L’Istituto Ordo Iuris ha confermato che Centrum Żoliborz, proprietario delle sale situate al numero 49 di Aleje Jerozolimskie che erano state indicate come luogo dell’evento, non solo ha rifiutato di affittarle a BioTexCom, ma assicura che l’azienda non ha mai effettuato la prenotazione e che non aveva l’autorizzazione a utilizzare il suo indirizzo nella promozione dell’incontro.
«Non vogliamo assolutamente collaborare»
Ordo Iuris ha contattato il 7 settembre Centrum Żoliborz per verificare se BioTexCom avesse effettivamente prenotato le strutture annunciate per il suo incontro.
La risposta del proprietario è stata netta. Ha spiegato di aver ricevuto una richiesta dall’azienda ucraina sulla possibilità di affittare una sala e di averle inviato un’offerta, ma la prenotazione non è mai stata formalizzata.
«Dopo aver saputo a cosa si dedica questa entità, non vogliamo assolutamente avviare alcuna collaborazione con essa né affittarle le nostre sale di formazione», ha risposto la struttura, che ha aggiunto che BioTexCom «non aveva in alcun modo il diritto di utilizzare il nostro indirizzo».
Centrum Żoliborz sta ora comunicando a chi chiede informazioni sull’incontro che questo è stato rinviato a un’altra data e che, per il momento, non si terrà. Come motivo viene addotta la sicurezza dei clienti di BioTexCom.
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Denuncia alla Procura e mobilitazione delle organizzazioni cattoliche
La perdita del locale arriva dopo diverse iniziative volte a impedire lo svolgimento dell’incontro. Ordo Iuris aveva presentato una denuncia alla Procura del distretto di Varsavia-Śródmieście affinché indagasse sulle attività di BioTexCom e sulla loro possibile configurabilità come reati legati all’organizzazione illegale di adozioni, alla preparazione per la tratta di persone e alla partecipazione a un gruppo criminale organizzato.
All’azione giudiziaria si sono aggiunte una petizione pubblica, gli appelli di Azione Cattolica e dell’Episcopato polacco, l’annuncio di una manifestazione di protesta, le iniziative del Centro per la Vita e la Famiglia e la diffusione del caso da numerosi mezzi di comunicazione. Ordo Iuris attribuisce a questa pressione la decisione che ha impedito, almeno per ora, che l’evento si svolgesse come previsto.
La mobilitazione era iniziata dopo che si era saputo che BioTexCom intendeva presentare nella capitale polacca i suoi programmi commerciali di maternità surrogata. L’azienda, con sede in Ucraina, offre servizi che includono la selezione della donna gestante, le procedure di riproduzione assistita, il monitoraggio della gravidanza e del parto e la successiva consegna del bambino a chi ha stipulato il programma. I suoi pacchetti raggiungono i 64.900 euro.
Ordo Iuris sostiene che questo modello trasforma il corpo della donna in uno strumento di produzione e il bambino in oggetto di una transazione, e da anni chiede che la maternità surrogata commerciale sia affrontata giuridicamente anche dal punto di vista della vendita e della tratta di bambini.
BioTexCom mantiene la sua offerta e offre consulenze via WhatsApp
Il rinvio non significa, per ora, che BioTexCom abbia abbandonato le sue attività rivolte al mercato polacco. Secondo Ordo Iuris, l’annuncio dell’incontro del 12 e 13 settembre continua a essere pubblicato sul sito dell’azienda, mentre i potenziali clienti vengono indirizzati a conversazioni individuali tramite WhatsApp.
L’organizzazione pro-vita ritiene quindi prematuro considerare chiuso il caso. Sebbene BioTexCom sia rimasta senza il locale annunciato e l’incontro non si terrà nelle condizioni previste, l’azienda continua a offrire consulenze gratuite via internet alle persone interessate ai suoi programmi di maternità surrogata.
La Chiesa denuncia la trasformazione del bambino in oggetto di un contratto
L’opposizione alla maternità surrogata fa parte della difesa della dignità della donna e del bambino sostenuta dalla Chiesa. La dichiarazione Dignitas infinita, pubblicata nel 2024 dal Dicastero per la Dottrina della Fede, ricorda che questa pratica viola gravemente la dignità di entrambi e denuncia che il bambino venga trasformato «in un mero oggetto».
Il documento ricorda inoltre che il legittimo desiderio di avere un figlio non può trasformarsi in un «diritto al figlio», poiché il bambino possiede una dignità propria che impedisce di trattarlo come oggetto di un contratto o di una transazione economica.
Il rinvio dell’evento di Varsavia impedisce, per il momento, che BioTexCom organizzi l’incontro commerciale annunciato per questo fine settimana. La denuncia presentata alla Procura polacca rimane, nel frattempo, aperta, mentre l’azienda mantiene attiva la sua offerta di maternità surrogata attraverso altri canali.