La Santa Sede sta studiando le condizioni per una possibile visita di Leone XIV in Ucraina, dopo i ripetuti inviti inviati dalle autorità del Paese. Lo ha confermato il segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, al termine della sua recente missione pastorale e diplomatica in territorio ucraino.
Gallagher ha spiegato il 22 luglio ai media vaticani che praticamente tutte le persone con cui si è incontrato gli hanno chiesto quando il Pontefice avrebbe viaggiato nel Paese. «Il Santo Padre prende molto sul serio questo invito», ha affermato, prima di segnalare che la Santa Sede analizzerà le circostanze per determinare «il momento e i metodi più propizi per l’Ucraina e per la pace mondiale».
Il prelato non ha precisato una data e ha sottolineato che un’eventuale visita dovrà svolgersi «nel momento più propizio e nel modo più fruttuoso possibile».
La missione di Gallagher in Ucraina
Il segretario vaticano è rimasto sei giorni in Ucraina, dove ha tenuto incontri con le autorità politiche ed ecclesiali, ha visitato zone colpite dai bombardamenti e ha partecipato alle celebrazioni del santuario mariano di Berdychiv.
Durante il suo soggiorno si è incontrato a Kiev con il presidente Volodímir Zelenski, che ha ringraziato per il sostegno della Santa Sede nel contesto della guerra con la Russia. Gallagher ha affermato che le autorità ucraine hanno espresso il loro riconoscimento per gli appelli di Leone XIV e per la continuità delle iniziative diplomatiche e umanitarie promosse dal Vaticano.
L’arcivescovo ha inoltre segnalato che la Santa Sede intende mantenere il dialogo con la comunità internazionale e con le autorità russe, continuando al contempo a lavorare su questioni come il ritorno dei bambini ucraini trasferiti in Russia, lo scambio di prigionieri e l’assistenza ai civili colpiti dal conflitto.
L’Ucraina insiste sull’invito
Dopo le dichiarazioni di Gallagher, l’ambasciatore dell’Ucraina presso la Santa Sede, Andrii Yurash, ha ribadito l’interesse di Kiev a ricevere il Pontefice. In un’intervista concessa il 30 luglio a EWTN Noticias, ha assicurato che una possibile visita potrebbe contribuire agli sforzi internazionali per porre fine alla guerra.
«Siamo assolutamente convinti che la sua eventuale visita sarebbe un grande contributo al processo per raggiungere la pace», ha dichiarato il diplomatico, che ha sostenuto come la presenza di Leone XIV in territorio ucraino, con «un messaggio di pace» e «un messaggio di giustizia», avrebbe una rilevanza particolare nel contesto attuale.
Yurash ha affermato che le aspettative tra la popolazione sono elevate e ha definito il Papa come «il rappresentante straniero più desiderato in Ucraina». Secondo quanto ha spiegato, gli ucraini vogliono riceverlo e «ascoltare i suoi messaggi espressi direttamente in terra ucraina».
Gli inviti a Leone XIV
L’Ucraina ha inviato diversi inviti ufficiali al Pontefice dall’inizio del suo pontificato. Secondo l’ambasciatore, questi sono stati trasmessi a diversi livelli fin dal primo incontro tra Leone XIV e Zelenski.
L’invito più recente è stato formulato dal presidente ucraino durante una conversazione tenutasi il Venerdì Santo. In quell’occasione, il Papa ha manifestato la sua vicinanza a chi soffre a causa della guerra, ha insistito sulla necessità di garantire l’assistenza umanitaria ed ha espresso il desiderio che cessino le ostilità e si possa raggiungere una pace giusta e duratura.
Yurash ha espresso la sua fiducia che Leone XIV stia considerando seriamente il viaggio e cercando «un momento davvero appropriato» per realizzarlo.
Le azioni umanitarie della Santa Sede
La missione di Gallagher è stata preceduta da una nuova visita in Ucraina del cardinale Matteo Maria Zuppi, inviato speciale del Papa, che è rimasto quattro giorni a Leopoli e Kiev per affrontare lo scambio di prigionieri, il ritorno dei bambini trasferiti in Russia e la consegna di aiuti umanitari.
L’ambasciatore ha interpretato entrambe le missioni come un segno dell’interesse della Santa Sede per la situazione del Paese e per gli sforzi volti a raggiungere una soluzione al conflitto. Ha inoltre sottolineato il sostegno morale e spirituale che, a suo giudizio, il Vaticano continua a offrire alla popolazione ucraina.
«La Santa Sede dimostra che l’Ucraina non è sola e che cerca di fare tutto il possibile per sostenere spiritualmente il popolo ucraino, dargli speranza e ispirarlo a rimanere forte», ha affermato Yurash.