La Diocesi di Cadice e Ceuta reagisce all'invasione raccogliendo denaro per gli invasori

La Diocesi di Cadice e Ceuta reagisce all'invasione raccogliendo denaro per gli invasori
Personas migrantes en la playa del Tarajal, a 17 de mayo de 2021, en Ceuta, (España). Más de 3.000 ciudadanos marroquíes, según las fuentes consultadas por Europa Press, han accedido irregularmente a Ceuta durante este lunes bordeando los espigones marítimos fronterizos del Tarajal y Benzú ante la pasividad de las fuerzas de seguridad del país vecino, que según fuentes policiales no están haciendo "nada" para contener la salida de compatriotas hacia la localidad española. 17 MAYO 2021;CEUTA;INMIGRACIÓN;MARRUECOS Antonio Sempere / Europa Press 17/5/2021

La Diocesi di Cadice e Ceuta ha reso pubblico un comunicato in cui esprime la sua preoccupazione per la situazione che sta vivendo in questi giorni la città autonoma dopo l’arrivo massiccio di immigrati dal Marocco e annuncia una serie di misure di sostegno per affrontare l’emergenza.

Nella nota, la diocesi afferma di seguire «con profonda preoccupazione la gravità degli eventi» e fa riferimento «alla speciale vulnerabilità di tante persone che sono colpite da questa realtà».

Allo stesso modo, la Chiesa diocesana manifesta la sua disponibilità a collaborare con le istituzioni civili e con gli organismi competenti, mettendo a loro disposizione «i mezzi umani e materiali» di cui dispone per contribuire all’attenzione delle necessità che possano sorgere, sempre «dal coordinamento e dal rispetto delle competenze di ogni amministrazione».

La principale misura annunciata è la destinazione delle collette di questo fine settimana nelle parrocchie di Ceuta. Secondo quanto informa il comunicato, la totalità di quanto raccolto sarà consegnata alla Delegazione Diocesana delle Migrazioni, che canalizzerà l’aiuto attraverso il Centro di Assistenza alle Persone Migranti San Antonio, da dove si risponderanno alle necessità più urgenti in coordinamento con i servizi competenti.

La diocesi conclude ringraziando la generosità dei fedeli e di tutte le persone che collaborano con questa iniziativa e invita le comunità cristiane a intensificare la preghiera «per chi soffre, per chi ha la responsabilità di gestire questa situazione e per tutti coloro che lavorano per costruire strade di pace, giustizia e speranza».

Durante la giornata di questo giovedì, migliaia di immigrati hanno attraversato irregolarmente il confine dal Marocco, superando la capacità di risposta dei servizi di emergenza e del Centro di Permanenza Temporanea per Immigrati (CETI). Di fronte a questa situazione, il presidente della città autonoma, Juan Jesús Vivas, ha richiesto al Governo la dichiarazione di emergenza nazionale e l’assunzione del comando unico per affrontare la crisi.

 

Lasciamo di seguito il comunicato completo:

Di fronte alla situazione che sta vivendo in questi giorni la Città Autonoma di Ceuta, la Diocesi di Cadice e Ceuta desidera manifestare quanto segue:
In primo luogo, esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per la gravità degli eventi e per la speciale vulnerabilità di tante persone che sono colpite da questa realtà.
Come Chiesa Diocesana, reiteriamo la nostra piena disponibilità a collaborare con le istituzioni civili e con gli organismi competenti, mettendo al loro servizio i mezzi umani e materiali di cui disponiamo per contribuire, dal coordinamento e dal rispetto delle competenze di ogni amministrazione, all’attenzione delle necessità che possano sorgere.
Allo stesso modo, informiamo che le collette che si realizzeranno questo fine settimana nelle parrocchie di Ceuta saranno destinate integralmente alla Delegazione Diocesana delle Migrazioni, con lo scopo di canalizzare questo aiuto attraverso il Centro di Assistenza alle Persone Migranti San Antonio, a Ceuta, da dove si gestiranno le necessità più urgenti in coordinamento con i servizi competenti.
Ringraziamo anticipatamente la generosità dei fedeli e di tutte le persone di buona volontà, e invitiamo le comunità cristiane a intensificare la preghiera per chi soffre, per chi ha la responsabilità di gestire questa situazione e per tutti coloro che lavorano per costruire strade di pace, giustizia e speranza.

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