La Diocesi di Cadice e Ceuta ha reso pubblico un comunicato in cui esprime la sua preoccupazione per la situazione che sta vivendo in questi giorni la città autonoma dopo l’arrivo massiccio di immigrati dal Marocco e annuncia una serie di misure di sostegno per affrontare l’emergenza.
Nella nota, la diocesi afferma di seguire «con profonda preoccupazione la gravità degli eventi» e fa riferimento «alla speciale vulnerabilità di tante persone che sono colpite da questa realtà».
Allo stesso modo, la Chiesa diocesana manifesta la sua disponibilità a collaborare con le istituzioni civili e con gli organismi competenti, mettendo a loro disposizione «i mezzi umani e materiali» di cui dispone per contribuire all’attenzione delle necessità che possano sorgere, sempre «dal coordinamento e dal rispetto delle competenze di ogni amministrazione».
La principale misura annunciata è la destinazione delle collette di questo fine settimana nelle parrocchie di Ceuta. Secondo quanto informa il comunicato, la totalità di quanto raccolto sarà consegnata alla Delegazione Diocesana delle Migrazioni, che canalizzerà l’aiuto attraverso il Centro di Assistenza alle Persone Migranti San Antonio, da dove si risponderanno alle necessità più urgenti in coordinamento con i servizi competenti.
La diocesi conclude ringraziando la generosità dei fedeli e di tutte le persone che collaborano con questa iniziativa e invita le comunità cristiane a intensificare la preghiera «per chi soffre, per chi ha la responsabilità di gestire questa situazione e per tutti coloro che lavorano per costruire strade di pace, giustizia e speranza».
Durante la giornata di questo giovedì, migliaia di immigrati hanno attraversato irregolarmente il confine dal Marocco, superando la capacità di risposta dei servizi di emergenza e del Centro di Permanenza Temporanea per Immigrati (CETI). Di fronte a questa situazione, il presidente della città autonoma, Juan Jesús Vivas, ha richiesto al Governo la dichiarazione di emergenza nazionale e l’assunzione del comando unico per affrontare la crisi.