La Chiesa accompagna le migliaia di persone colpite dagli incendi a Madrid, Ávila e Toledo

La Chiesa accompagna le migliaia di persone colpite dagli incendi a Madrid, Ávila e Toledo

Gli incendi boschivi che da diversi giorni colpiscono le province di Ávila, Madrid e Toledo continuano a mobilitare centinaia di operatori di emergenza, mentre la Chiesa mantiene attivi i propri servizi di accoglienza e assistenza per le migliaia di residenti colpiti da una delle maggiori emergenze forestali registrate in Spagna negli ultimi anni.

Durante la notte tra domenica e lunedì, le squadre di spegnimento hanno sfruttato il calo delle temperature e l’aumento dell’umidità per cercare di consolidare il perimetro dei principali focolai prima dell’arrivo di una nuova ondata di calore prevista per questo mercoledì.

L’incendio originatosi a Burgohondo (Ávila) ha già superato le 50.000 ettari bruciati ed è considerato il più grande mai registrato fino ad oggi in Spagna. Sommando i grandi incendi di Madrid e Toledo, la superficie colpita supera le 77.000 ettari, mentre più di 90.000 persone sono state evacuate o confinate nei territori interessati.

Parrocchie, Cáritas e diocesi organizzano l’assistenza agli evacuati

Nella diocesi di Getafe, parrocchie e Cáritas collaborano con i comuni nell’assistenza ai residenti evacuati. A Villaviciosa de Odón, uno dei principali punti di accoglienza, volontari parrocchiali hanno distribuito coperte, vestiti e alimenti, oltre a organizzare spazi di assistenza per i bambini mentre le loro famiglie rimanevano fuori dalle proprie case.

Nel palazzetto dello sport di La Marazuela, a Las Rozas, è stata celebrata anche una Eucaristia per gli evacuati, mentre i sacerdoti della zona sono rimasti ad accompagnare le famiglie accolte.

Cáritas Diocesana di Getafe ha inoltre avviato una campagna per canalizzare gli aiuti destinati alle popolazioni colpite.

Vescovi e sacerdoti accompagnano le famiglie colpite

Il vescovo di Getafe, mons. Ginés García Beltrán, ha chiesto fin dai primi momenti dell’emergenza preghiere per le persone colpite e per chi lavora nelle operazioni di spegnimento.

Da parte sua, il vescovo ausiliare, mons. José María Avendaño, ha visitato durante il fine settimana diversi centri di accoglienza, tra cui quello di Villaviciosa de Odón, accompagnato da responsabili di Cáritas e della Vicaria della Carità. Lì ha salutato gli evacuati, ringraziato il lavoro dei volontari e dei servizi di emergenza e ha trasmesso il sostegno della diocesi alle famiglie sfollate.

Ad Ávila, il vescovo Jesús Rico García ha messo a disposizione delle autorità le risorse materiali e umane della diocesi. Il Seminario e la Casa di Esercizi sono stati offerti per ospitare sia le persone evacuate sia i membri delle squadre di spegnimento che necessitassero di riposare o lavarsi.

L’emergenza raggiunge anche le istituzioni ecclesiali

L’avanzata delle fiamme ha costretto durante il fine settimana a evacuare il Collegio Seminario Minore di Rozas de Puerto Real, appartenente alla diocesi di Getafe, dove circa 250 giovani partecipavano a un campo estivo insieme a diversi sacerdoti. Tutti sono stati trasferiti in altri comuni per motivi di sicurezza.

Anche la comunità delle Agostiniane della Conversione, a Sotillo de la Adrada (Ávila), ha dovuto abbandonare il proprio monastero a causa della vicinanza del fuoco ed è stata accolta dalle Agostiniane di San Ildefonso, a Talavera de la Reina.

In dichiarazioni a Alfa y Omega, la superiora del monastero, madre Prado González, ha espresso la sua preoccupazione per la situazione dei residenti e per la distruzione dell’ambiente naturale. «Abbiamo tantissimo dispiacere. Vedere come è stato distrutto quel patrimonio vegetale, quella creazione così bella, produce tantissimo dolore», ha affermato.

Gli incendi registrati negli ultimi giorni hanno colpito anche altri punti della Spagna. A Cerro Muriano (Córdoba), il fuoco dichiarato il 25 luglio ha bruciato circa 200 ettari dopo essere stato causato dall’incendio di un camion carico di paglia.

Tra gli episodi lasciati dall’emergenza figura quello dell’eremo di Nostra Signora dei Pini, nella sierra cordobese, che è rimasto intatto dopo essere stato praticamente circondato dalle fiamme.

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