La pressione internazionale sul regime di Daniel Ortega per la scomparsa di Mons. Abelardo Mata Guevara continua ad aumentare. Dopo l’intervento della scorsa settimana della Commissione Interamericana per i Diritti Umani (CIDH), ora è stato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Türk, a esigere dal governo nicaraguense che informi sul luogo e sullo stato di salute del vescovo emerito di Estelí, detenuto alla fine di giugno.
In una dichiarazione diffusa da Ginevra, Türk ha espresso la sua preoccupazione per la persecuzione contro la Chiesa cattolica e altre confessioni religiose, chiedendo al contempo la liberazione immediata di tutte le persone detenute arbitrariamente nel paese.
«Sono preoccupato per le segnalazioni di repressione contro la Chiesa cattolica e altre confessioni religiose, compresa la mancanza di informazioni ufficiali sul destino, il luogo e lo stato del vescovo Abelardo Mata Guevara, di 80 anni, che è stato detenuto il 29 giugno», ha affermato l’Alto Commissario.
L’ONU avverte della fine delle garanzie democratiche in Nicaragua
La dichiarazione dell’Alto Commissario non si è limitata al caso di Mons. Mata. Volker Türk ha denunciato anche il rapido deterioramento dello Stato di diritto in Nicaragua dopo le dichiarazioni di Daniel Ortega, che ha annunciato il 19 luglio scorso che il paese non celebrerà più elezioni in cui l’opposizione possa contendere il potere.
Durante l’atto commemorativo dell’anniversario della Rivoluzione Sandinista, Ortega ha affermato che «qui non ci saranno più elezioni in cui possano tentare di impadronirsi del governo», giustificando tale decisione come una misura per impedire il ritorno al potere di settori contrari al regime.
Di fronte a queste dichiarazioni, Türk ha avvertito che escludere gli oppositori dalla partecipazione politica aggraverebbe ulteriormente la crisi istituzionale del paese e ha esortato le autorità a ristabilire lo Stato di diritto. «Le persone di tutti gli orientamenti politici devono poter votare e candidarsi a cariche pubbliche», ha sottolineato l’Alto Commissario, che ha denunciato inoltre la crescente concentrazione del potere nelle mani della copresidenza formata da Daniel Ortega e Rosario Murillo.
L’ufficio per i Diritti Umani dell’ONU ha ricordato inoltre che il partito di governo controlla l’Assemblea Nazionale, tutti i comuni e i consigli regionali della Costa Caraibica, mentre almeno 46 persone rimangono detenute arbitrariamente per motivi politici. Secondo Türk, lo spazio civico in Nicaragua si trova «quasi completamente chiuso» e la libertà di espressione è oggetto di una repressione sistematica.
Cresce l’inquietudine per la salute del vescovo
Mons. Abelardo Mata, vescovo emerito di Estelí —diocesi situata nel nord del Nicaragua—, è stato detenuto dalla Polizia dopo aver presieduto una Messa in cui ha pregato per la Chiesa perseguitata nel paese.
Da allora, la sua situazione continua a essere circondata dall’incertezza. Sebbene il regime abbia assicurato che il prelato rimane nel suo domicilio, non ha fornito alcuna prova che permetta di verificare tale affermazione né ha facilitato informazioni ufficiali sul suo stato di salute.
Il vescovo di 80 anni soffre di diabete, problemi di vista e una malattia cardiaca per la quale porta un pacemaker. Nelle ultime settimane, i vescovi dell’America Centrale hanno richiesto pubblicamente che gli sia permesso ricevere cure mediche, mentre diverse organizzazioni per i diritti umani denunciano che potrebbe trattarsi di un caso di sparizione forzata.
Aumenta la pressione internazionale
Al termine della sua dichiarazione, Volker Türk ha esortato il regime di Ortega a liberare immediatamente tutte le persone detenute arbitrariamente e ha avvertito che gli ultimi avvenimenti «approfondiscono le severe restrizioni alle libertà fondamentali, lo smantellamento dello spazio civico e la costante erosione dello Stato di diritto» in Nicaragua.