Maria, Madre dell’unione trasformante
Mi alma si è impiegata,
e tutto il mio avere al suo servizio,
non custodisco più greggi
né ho più altro ufficio,
ché ormai solo nell’amare è il mio esercizio
(Cantico spirituale, 28).
Santissima Vergine del Carmelo, Madre del bell’Amore, creatura tutta trasfigurata dalla luce del Padre, interamente configurata con il Figlio Gesù Cristo e pienamente posseduta dallo Spirito Santo; Vergine purissima, in cui la grazia non trovò alcuna resistenza; specchio limpidissimo in cui la Santissima Trinità contemplò lo splendore della propria bellezza; attirate la mia anima verso quella pienezza d’amore alla quale chiamaste vostro figlio Giovanni della Croce e tutti i figli del Carmelo, affinché io non mi accontenti mai di servire Dio da lontano, ma desideri vivere nascosto in Lui e lasci che Lui viva pienamente in me.
L’anima è stata creata per l’Amore e nulla può saziarla fuori dall’Amore infinito. Tutti i beni della terra finiscono per diventare piccoli quando il cuore ha intravisto la bellezza dell’Amato; tutte le creature risultano insufficienti quando il Padre risveglia in noi il desiderio del Figlio; tutte le gioie umane restano come un pallido riflesso quando lo Spirito Santo fa sentire, anche solo per un istante, il dolce tocco della sua fiamma viva. Fate che io non sminuisca mai la mia vocazione cercando consolazioni passeggere, successi effimeri o sicurezze che domani scompariranno. Che la mia unica ricchezza sia Cristo; la mia unica scienza, Cristo; la mia unica speranza, Cristo; la mia unica gloria, Cristo, amato e contemplato per la gloria del Padre.
Madre benedetta, insegnatemi a lasciare agire Dio. Molte volte voglio santificarmi con le mie forze, misurare il cammino con i miei criteri o accelerare l’opera che solo lo Spirito Santo sa compiere. Voi, invece, vi abbandonaste interamente al volere divino. Non anticipaste l’ora del Padre né vi opponeste ai suoi disegni. Viveste in una disponibilità assoluta, lasciando che la grazia modellasse la vostra anima con infinita delicatezza. Ottenetemi quella docile umiltà, affinché anch’io permetta al Divino Artista di cancellare a poco a poco tutto ciò che sfigura in me il volto di Gesù Cristo.
Conducetemi alla cantina interiore dove lo Sposo comunica i suoi segreti. Là impari il santo oblio di me stesso; scompaiano le mie vanità, i miei timori, i miei calcoli e i miei attaccamenti; tutta la mia vita si semplifichi in un solo desiderio: amare. Amare il Padre con lo stesso amore filiale di Cristo; amare Gesù Cristo con l’amore sponsale che canta il santo Dottore del Carmelo; amare lo Spirito Santo lasciandomi muovere docilmente dalle sue ispirazioni; amare la Chiesa, amare i fratelli, amare anche chi non sa amare, perché il vero amore non nasce dal merito delle creature, ma dall’abbondanza del Cuore di Dio.
Madre del Carmelo, fate che comprenda che l’unione trasformante non consiste nel provare cose straordinarie, ma nel giungere a volere unicamente ciò che Dio vuole; nel guardare con gli occhi di Cristo, servire con le sue mani, perdonare con il suo Cuore, offrirmi con la sua stessa obbedienza al Padre e lasciare che lo Spirito Santo converta tutta l’esistenza in una silenziosa liturgia di lode. Allora, anche in mezzo alle occupazioni ordinarie, l’anima resterà raccolta; anche nella prova conserverà la pace; anche nella notte irradierà una luce che non è sua, ma di Colui che vive in lei.
E quando il cammino terreno giungerà al termine e il velo della fede cadrà definitivamente, conducetemi, Vergine Santissima del Carmelo, fino all’abbraccio eterno della Santissima Trinità. Che il Padre mi accolga come figlio; che Gesù Cristo mi presenti come fratello e amico; che lo Spirito Santo mi introduca nell’oceano infinito dell’Amore dove non ci sarà più ricerca perché tutto sarà incontro, né desiderio perché tutto sarà possesso, né notte perché l’Agnello sarà l’unica luce. Là comprenderò che tutta la vita non fu se non un lungo apprendimento per lasciarmi trasformare dalla grazia, finché si potesse compiere pienamente in me quella confessione semplice e sublime del santico di frate Giovanni: «Ormai solo nell’amare è il mio esercizio.»
Nostra Signora del Carmelo, fate che la mia vita sia un continuo crescere nell’amore, fino a restare pienamente trasformato in Cristo per la gloria del Padre, per l’azione dello Spirito Santo. Amen.
Di: Mons. Alberto José González Chaves