Maria, Monte santo dove il Verbo si fece carne
Per venire a gustare tutto,
non voler avere gusto in nulla.
Per venire a possedere tutto,
non voler possedere qualcosa in nulla.
Per venire a essere tutto,
non voler essere qualcosa in nulla.
Per venire a sapere tutto,
non voler sapere qualcosa in nulla.
Per venire a ciò che non gusti,
devi andare per dove non gusti.
Per venire a ciò che non sai,
devi andare per dove non sai.
Per venire a ciò che non possiedi,
devi andare per dove non possiedi.
Per venire a ciò che non sei,
devi andare per dove non sei.
Quando ti soffermi su qualcosa,
cessi di gettarti nel tutto.
Perché per venire dal tutto al tutto
devi negarti del tutto in tutto.
E quando verrai ad averlo tutto,
devi averlo senza voler nulla.
Perché, se vuoi avere qualcosa in tutto,
non hai puro in Dio il tuo tesoro.
(Salita del Monte Carmelo I, 13, 11-12)
Santissima Vergine del Carmelo, Monte santo innalzato dal Padre dall’eternità perché sulla tua vetta discendesse la nube luminosa dello Spirito Santo e nel tuo seno verginale si incarnasse il Verbo eterno; Figlia prediletta del Padre, Madre del Figlio unigenito, Sposa fedelissima dell’Amore increato: prostrato ai tuoi piedi inizio questa salita, perché so che nessuno raggiunge la vetta se prima non si lascia condurre dalla tua mano materna. Tu sei la via più sicura verso Gesù Cristo, e Gesù Cristo è l’unica via che conduce al Padre nell’abbraccio ineffabile dello Spirito Santo.
Insegnami a salire il Monte Carmelo con il cuore leggero, lasciando a ogni curva del sentiero ciò che appesantisce e schiaccia. Che restino indietro l’amor proprio, il desiderio di essere stimato, la vana curiosità, l’ansia di possedere, il rumore delle creature e l’attaccamento a tutto ciò che non sei Tu né tuo Figlio. Fammi comprendere che l’anima comincia a elevarsi solo quando impara a scendere; che possiede solo chi non reclama nulla; che non è ricco chi ha Dio; che canta la vera libertà solo chi si è svuotato di sé per lasciare spazio all’Amato.
Madre dolcissima, Tu conosci il segreto del Monte, perché in Te fiorì il roveto che ardeva senza consumarsi. Nel tuo silenzio parlò il Padre; nella tua umiltà trovò riposo il Verbo; nella tua purezza riposò lo Spirito Santo come fiamma serena che feconda senza distruggere e trasforma senza violare. Fa’ che anche la mia anima diventi una piccola cella interiore dove la Santissima Trinità trovi le sue delizie e stabilisca la sua dimora.
Se il cammino diventa aspro, non permettere che io volga gli occhi verso la valle. Se la salita si fa ripida, ricordami che ogni vetta esige distacco. Quando giungerà la notte, insegnami a camminare senza altra luce né guida se non quella che nel cuore ardeva, perché quella luce nascosta è Cristo stesso, Sole che non conosce tramonto, anche se spesso rimane velato ai sensi per purificare la fede e dilatare l’amore.
Tu insegnasti a tuo figlio Giovanni della Croce che il Monte non si conquista con la forza, ma con la povertà di spirito; non con l’abbondanza di consolazioni, ma con la fedeltà nuda; non cercando i gusti di Dio, ma Dio solo; non fermandosi ai doni, ma correndo sempre verso il Donatore. Ottienimi la santa libertà interiore che rende l’anima così leggera che lo Spirito Santo possa innalzarla come il vento solleva la fiamma verso il cielo.
Conducimi fino alla fonte che zampilla e scorre, sebbene sia notte; fa’ che scopra in Cristo l’acqua viva che estingue ogni sete e, al tempo stesso, suscita un desiderio sempre maggiore dell’Amore infinito. Introducimi nella cantina interiore dove l’Amato comunica i suoi segreti; fammi gustare la musica silenziosa e la solitudine sonora dove cessano le voci della terra perché comincia a parlare Dio nel silenzio. Che il mio cuore impari a riconoscere il passo dello Sposo anche quando sembra nascondersi tra le ombre, poiché anche allora la sua assenza è presenza e il suo silenzio è parola di vita.
E quando, al termine del mio pellegrinaggio, giungerà l’ora di salire l’ultimo tratto del Monte, vieni incontro a me rivestita della bellezza del Carmelo. Coprimi con il tuo santo scapolare, prendimi per mano come Madre e conducimi fino a tuo Figlio glorioso, affinché, trasformato ormai nell’Amato dall’azione purificatrice dello Spirito Santo, io possa riposare eternamente nel seno del Padre, dove ogni salita trova il suo riposo, ogni notte si trasforma in aurora e ogni amore raggiunge la sua pienezza nella beata contemplazione della Santissima Trinità.
Nostra Signora del Carmelo, conducimi per il sentiero stretto del Monte fino a trasformarmi per sempre in Cristo, gloria del Padre e fuoco dello Spirito Santo.
Amen.
Di: Mons. Alberto José González Chaves