Mons. Francisco César García Magán ha avvertito che alcuni discorsi sull’immigrazione, anche quando provengono da persone che si considerano membri della Chiesa, risultano difficili da giustificare alla luce del Vangelo e della Dottrina Sociale della Chiesa.
Il segretario generale della Conferenza Episcopale Spagnola ha fatto questa affermazione durante l’inaugurazione della Scuola Estiva organizzata dalla Conferenza Episcopale Spagnola, dalla Pontificia Università di Salamanca e dalla Fondazione Pablo VI, che si tiene dal 7 al 9 luglio a Madrid sotto il motto «Il collasso della democrazia. L’opportunità per una geopolitica al servizio della persona umana».
Riflettendo sulla centralità della dignità umana nella vita politica, García Magán ha ricordato una delle idee espresse da Leone XIV durante il suo recente viaggio apostolico in Spagna: «Una persona è più importante del passaporto che porta». A partire da questa affermazione, ha fatto un riferimento esplicito al dibattito migratorio.
«Certe posizioni, certi discorsi o certi commenti, che si vogliono fare presumibilmente da un ambito della Chiesa, o meglio, da parte di persone che si dicono membri della Chiesa, sono difficilmente giustificabili alla luce del Vangelo e della Dottrina Sociale della Chiesa», ha affermato, precisando che si riferiva «al tema della migrazione e al tema dell’accoglienza e della difesa della dignità di tutti gli esseri umani».
«Gli esperimenti contro la democrazia sono finiti molto male»
Durante il suo intervento, il segretario generale della CEE ha avvertito anche del crescente contestazione della democrazia rappresentativa sia in Spagna che in altri Paesi.
A suo giudizio, proliferano «canti di sirena» che propongono di sostituire l’attuale sistema democratico con altri modelli di organizzazione politica, dimenticando le lezioni della storia.
«Nel corso della storia, quando ci sono stati esperimenti di questo tipo, da un lato o dall’altro, sono generalmente finiti male. In Europa siamo stati testimoni di esperimenti che si sono conclusi in modo molto pericoloso per la dignità della persona umana», ha sottolineato.
Riprendere la politica come esercizio di carità
García Magán ha spiegato che la Scuola Estiva intende raccogliere uno dei principali insegnamenti di Leone XIV durante la sua visita in Spagna: recuperare la politica come servizio al bene comune e rimettere al centro la persona nella vita pubblica.
«Il centro della vita politica, il centro della vita sociale e il centro della democrazia è l’uomo», ha affermato, rivendicando inoltre «il carattere etico e buono della vocazione politica» e ricordando che san Paolo VI, san Giovanni Paolo II, Francesco e Leone XIV hanno definito la politica come «un esercizio di carità sociale».
La Dottrina Sociale della Chiesa, una materia in sospeso
Il segretario generale della Conferenza Episcopale ha lamentato anche la scarsa conoscenza che esiste della Dottrina Sociale della Chiesa anche all’interno degli ambienti ecclesiali.
García Magán è arrivato a definirla come «la parente povera» del magistero ecclesiale e ha chiesto un maggiore impegno sia da parte dei fedeli laici che dei sacerdoti per studiare e diffondere questo patrimonio dottrinale, soprattutto in relazione alla presenza dei cristiani nella vita pubblica e alla promozione del bene comune.
Un programma incentrato sulle sfide delle democrazie attuali
Il programma della Scuola Estiva proseguirà nei prossimi giorni con conferenze e tavole rotonde dedicate a questioni come la democrazia liberale, l’ascesa del populismo, la polarizzazione politica, la geopolitica, la presenza dei cristiani nella vita pubblica e il contributo della Dottrina Sociale della Chiesa al bene comune. Saranno affrontati anche temi come la democrazia digitale, l’amicizia sociale, la crisi del multilateralismo e le sfide etiche e antropologiche che le società occidentali devono affrontare.
Tra i partecipanti figurano il nunzio apostolico in Spagna, Mons. Piero Pioppo; la filosofa Victoria Camps; l’ex ministro José Manuel García-Margallo; l’accademico Gustavo Beliz; il vescovo di Mondoñedo-Ferrol, Mons. Fernando García Cadiñanos; e il presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, Mons. Luis Argüello, che pronuncerà la conferenza di chiusura dal titolo «La risposta delle democrazie alle sfide etiche e antropologiche della società».