Medjugorje (Bosnia-Erzegovina) si prepara a celebrare il prossimo 25 giugno il 45° anniversario dell’inizio delle presunte apparizioni mariane che, secondo le testimonianze dei veggenti, ebbero inizio nel 1981 e continuano fino ad oggi. Come ogni anno, decine di migliaia di pellegrini da tutto il mondo si recheranno in questa località della Bosnia ed Erzegovina per partecipare agli eventi commemorativi.
I preparativi sono iniziati questa settimana con una novena di preghiera dedicata alla Vergine Maria sotto l’invocazione di «Regina della Pace», mentre la parrocchia sta ultimando gli atti liturgici e pastorali previsti per una delle date più importanti del calendario di Medjugorje.
La commemorazione arriva inoltre in un contesto diverso rispetto agli anni precedenti. Nel settembre 2024, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha pubblicato una dichiarazione di nihil obstat che ha autorizzato la devozione pubblica legata a Medjugorje e riconosciuto gli abbondanti frutti pastorali associati al santuario, pur senza emettere un giudizio sul carattere soprannaturale delle presunte apparizioni.
Uno dei principali centri di pellegrinaggio cattolico
Nel corso di più di quattro decenni, Medjugorje è diventato una delle mete di pellegrinaggio più frequentate del mondo cattolico.
La celebrazione dell’anniversario costituisce, insieme al Festival Internazionale della Gioventù (Mladifest), che si tiene ogni estate, il momento di maggiore afflusso di pellegrini dell’anno. Per il prossimo 25 giugno sono previste diverse celebrazioni religiose, tra cui una marcia per la pace, una processione mariana e una messa all’aperto di grande partecipazione.
Le attività preparatorie includono la recita quotidiana del rosario sul monte Podbrdo, noto popolarmente come il «Monte delle Apparizioni», nonché varie celebrazioni liturgiche intorno alla chiesa parrocchiale di San Giacomo.
Preghiere per la pace di fronte ai conflitti internazionali
L’apertura della novena ha riunito diverse centinaia di pellegrini, tra cui il vescovo ausiliare di Charkiv-Zaporizhzhia, Jan Sobilo, e Marija Pavlović-Lunetti, una delle componenti del gruppo dei veggenti.
Durante l’incontro è stata elevata una preghiera speciale per la pace in diverse regioni del mondo colpite da conflitti, tra cui l’Ucraina, la Terra Santa, il Libano e vari Paesi africani.
Secondo quanto riferito dai media legati a Medjugorje, Pavlović-Lunetti ha dichiarato di aver ricevuto un invito dalla Vergine a dedicare il giorno successivo a una preghiera più intensa. Tuttavia, la parrocchia continua a distinguere gli atti pastorali ufficialmente organizzati dalle attività legate alle testimonianze personali dei veggenti.
L’eredità della commissione Ruini
La celebrazione di questo 45° anniversario coincide inoltre con il recente decesso del cardinale Camillo Ruini, scomparso martedì a 95 anni.
Ruini ha presieduto tra il 2010 e il 2014 la commissione internazionale istituita da Benedetto XVI per studiare i fenomeni legati a Medjugorje e presentare le conclusioni alla Santa Sede.
Sebbene i risultati completi dei suoi lavori non siano mai stati pubblicati ufficialmente, diverse informazioni hanno indicato che la commissione ha distinto tra i primi eventi del 1981 e le manifestazioni successive, mostrando una valutazione più favorevole verso i racconti iniziali e una posizione più prudente riguardo ai fenomeni successivi.
Le conclusioni dell’indagine hanno segnato un punto di riferimento nel trattamento vaticano del caso e hanno contribuito al percorso che ha poi portato alle decisioni pastorali adottate durante il pontificato di Francesco.
Cosa ha deciso la Santa Sede su Medjugorje
La dichiarazione di nihil obstat pubblicata nel 2024 non ha comportato il riconoscimento della soprannaturalità delle presunte apparizioni.
La Santa Sede ha scelto di valorizzare principalmente i frutti spirituali osservati nel corso dei decenni tra i pellegrini che visitano il santuario, permettendo la promozione della devozione legata alla «Regina della Pace» e lo sviluppo normale dei pellegrinaggi.
Allo stesso tempo, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha ricordato che i messaggi attribuiti alla Vergine devono continuare a essere oggetto di discernimento e valutazione da parte dell’autorità ecclesiastica.
Dal 2022 l’attenzione pastorale dei pellegrini è affidata all’arcivescovo Aldo Cavalli, nominato visitatore apostolico da papa Francesco per accompagnare l’intensa attività religiosa che continua a svolgersi a Medjugorje.