Vangelo del giorno 13 giugno 2026 – Luca 2, 41-51

Prima Lettura

Lettura del libro del profeta Isaia

(61, 9-11)

La stirpe dei giusti sarà celebre tra le nazioni, e i suoi discendenti tra i popoli.
Quanti li vedranno riconosceranno che sono la stirpe che il Signore ha benedetto.
Gioisco nel Signore con tutto il cuore e mi inebrio di gioia nel mio Dio, perché mi ha rivestito con
vesti di salvezza e mi ha avvolto con un manto di giustizia, come lo sposo che si pone la corona, come la sposa che si adorna con i suoi gioielli.
Come la terra fa germogliare i suoi germogli e il giardino fa spuntare ciò che vi è seminato, così il Signore farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutte le nazioni.



Vangelo

Lettura del santo Vangelo secondo san Luca

Luca 2, 41-51

I genitori di Gesù erano soliti recarsi ogni anno a Gerusalemme per le feste di Pasqua. Quando il bambino compì dodici anni, andarono alla festa, secondo la consuetudine. Passati quei giorni, se ne tornarono; ma il bambino Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i suoi genitori lo sapessero. Credendo che fosse nella carovana, fecero un giorno di cammino; poi lo cercarono e, non avendolo trovato, tornarono a Gerusalemme in sua ricerca.

Il terzo giorno lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, ad ascoltarli e a far loro domande. Tutti coloro che lo ascoltavano erano stupiti della sua intelligenza e delle sue risposte. Al vederlo, i suoi genitori rimasero stupiti e sua madre gli disse: «Figlio mio, perché ci hai fatto questo? Tuo padre e io ti cercavamo pieni d’angoscia». Egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Essi non compresero la risposta che aveva dato loro. Poi tornò con loro a Nazaret e fu loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.

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