Le partenze dei cayucos sono aumentate negli ultimi dieci giorni, in coincidenza con la visita del Papa alle Canarie

Le partenze dei cayucos sono aumentate negli ultimi dieci giorni, in coincidenza con la visita del Papa alle Canarie

Le guardie costiere della Mauritania hanno soccorso 1.076 persone nelle acque del Paese in appena dieci giorni, una cifra che concentra oltre l’80% di tutti i salvataggi dell’anno e che le autorità interpretano come una riattivazione della rotta atlantica dopo mesi di calma. Il rialzo si verifica proprio durante la visita apostolica di Leone XIV all’arcipelago, che ha posto il dramma migratorio e la cultura dell’accoglienza al centro dell’agenda mediatica, e in cui il Pontefice si è mostrato anche straordinariamente severo con le mafie: «mostri che infestano questi mari», «industrie della morte».

La rotta atlantica verso le Canarie, praticamente paralizzata nei primi cinque mesi del 2026, mostra chiari segnali di riattivazione. Secondo quanto dichiarato martedì 9 giugno all’agenzia France-Presse (AFP) da Ahmed Moulaye, direttore della lotta all’immigrazione irregolare del corpo delle guardie costiere della Mauritania, «in dieci giorni sono stati soccorsi 1.076 migranti nelle acque mauritane», di cui 194 assistiti dalla Marina Nazionale mauritana il 31 maggio (dispaccio AFP, via Swissinfo, 9/6/2026).

Lo stesso Moulaye ha lanciato un avvertimento inequivocabile: «A questo ritmo, gli arrivi potrebbero raggiungere un livello mai visto quest’anno».

Più dell’80% dei salvataggi dell’anno, in due settimane

La versione francese dello stesso dispaccio AFP, ripresa anche da Radio France Internationale (RFI), fornisce il dato che dimensiona il fenomeno: dal 28 maggio sono state soccorse esattamente 1.187 persone nelle acque mauritane, portando a 1.417 il totale dei migranti salvati dalle autorità del Paese dal 1° gennaio (RFI, 9/6/2026; AFP via Marine & Océans, 9/6/2026).

In altre parole: più dell’80% di tutti i salvataggi registrati nelle acque mauritane nel 2026 si è concentrato nelle ultime due settimane, dopo un periodo di diversi mesi di sostanziale inattività sulla rotta. Le guardie costiere parlano di «una forte concentrazione delle operazioni di salvataggio in questo periodo recente».

Le otto imbarcazioni intercettate dal 28 maggio erano partite dal Gambia e dal Senegal. Come ha precisato ad AFP Pierre Beziz, diplomatico europeo a Nouakchott, nessuno dei passeggeri è riuscito a raggiungere le Canarie: «Non ci sono stati arrivi alle Canarie, quando ci si aspettava un numero equivalente» (RFI/AFP, cit.). Tutti i soccorsi sono stati trasferiti nei nuovi Centri di Accoglienza Temporanea per Stranieri (CATE) di Nouakchott e Nouadhibou, finanziati dall’Unione Europea.

I salvataggi, uno per uno, nei comunicati ufficiali mauritani

La cifra complessiva non si basa solo sulle dichiarazioni di un funzionario: i salvataggi che la compongono sono documentati nei comunicati del Ministero della Pesca e delle Infrastrutture Marittime e Portuali della Mauritania, diffusi dall’agenzia Europa Press:

  • 31 maggio: la Marina Nazionale mauritana assiste un’imbarcazione con 194 persone a bordo (AFP, cit.).
  • 9 giugno: intercettato al largo di Nouamghar, circa 200 km a nord di Nouakchott, un cayuco con 124 persone partito da Banjul (Gambia) il 2 giugno: 52 gambiani, 45 senegalesi, 15 maliani, 6 guineani, 5 ivoriani e 1 burkinabè, con 8 donne e 13 minori a bordo (Europa Press via Infobae, 10/6/2026; La Razón, 11/6/2026; El Día, 10/6/2026).
  • 11-12 giugno: soccorso al largo di Nouadhibou un peschereccio riconvertito con 77 persone, tutte di nazionalità guineana, compresi sette minori. Era partito da Guinea-Conakry il 29 maggio: due settimane nell’Atlantico prima dell’intercettazione (Europa Press via Infobae, 12/6/2026).

I fattori scatenanti

Secondo le guardie costiere mauritane, l’ondata di partenze è iniziata alla fine di maggio, pochi giorni dopo la Tabaski (Eid) —la festa del sacrificio, la principale celebrazione musulmana dell’anno nell’Africa occidentale—, dopo la quale tradizionalmente riprendono le traversate, favorite inoltre dal miglioramento delle condizioni del mare con l’arrivo dell’estate (RFI/AFP, cit.).

Un rialzo durante la visita del Papa: il focus mediatico sull’accoglienza

Il rialzo delle partenze coincide anche con la visita apostolica di Leone XIV alle Canarie (11 e 12 giugno), la prima di un Pontefice all’arcipelago, menzionata espressamente nel dispaccio AFP. È bene precisare che è impossibile collegare con certezza causale i due fenomeni —le imbarcazioni intercettate sono partite dal 28 maggio—, ma la coincidenza ha posto la rotta atlantica al centro del dibattito pubblico in un momento in cui tutto il discorso istituzionale ed ecclesiale ruota attorno all’accoglienza.

Giovedì, dal molo di Arguineguín —il cosiddetto «molo della vergogna» del 2020, ribattezzato per l’occasione «molo della speranza»—, e davanti al presidente del Governo, Pedro Sánchez, e al presidente delle Canarie, Fernando Clavijo, il Papa ha pronunciato un discorso interamente dedicato al dramma migratorio: «Cari migranti: prima di dirvi qualsiasi altra parola, voglio inchinarmi alla vostra dignità. Non siete numeri né fascicoli». Leone XIV ha affermato che «la dignità umana non ha passaporto e non perde valore attraversando una frontiera», che «non possiamo abituarci a contare i morti», e ha rimproverato l’Europa perché non può «proclamare la dignità umana e abituarsi a vedere il Mediterraneo e l’Atlantico diventare cimiteri senza lapidi» (Vatican News, 11/6/2026; RTVE, 11/6/2026; discorso integrale su COPE).

Il Pontefice ha insistito sul fatto che «l’accoglienza del migrante non può essere qualcosa di secondario né delegata solo ad alcuni volontari» e che i cristiani non possono «passare oltre di fronte ai cayuco e alle pateras». Il messaggio è proseguito nella messa affollata allo Stadio di Gran Canaria davanti a quasi 40.000 fedeli —dove ha chiesto di accogliere «i più bisognosi, indifesi e incapaci di restituire qualcosa in cambio»— e venerdì nella visita al centro di accoglienza di Las Raíces (Tenerife), dove ha proclamato che «tutti, in un certo senso, siamo migranti» (RTVE, 11/6/2026; El Mundo, 12/6/2026).

L’altra faccia del messaggio papale: durezza estrema contro le mafie

Sarebbe, tuttavia, una lettura distorta ridurre il messaggio di Leone XIV alla sola accoglienza. Nello stesso discorso di Arguineguín, il Papa ha dedicato alcuni dei suoi passaggi più duri proprio alle reti che organizzano queste partenze —le stesse che si trovano dietro i cayuco intercettati in questi giorni al largo della Mauritania—:

«Anche oggi esistono mostri che infestano questi mari: mafie che trafficano nella disperazione, trafficanti che schiavizzano donne e bambini e l’indifferenza di molti che permettono ai poveri di essere inghiottiti dallo sfruttamento o dall’oblio».

Rivolgendosi direttamente ai migranti, li ha esortati: «Non affidate la vostra esistenza a chi ci traffica. Non credete a chi vi promette paradisi facili in cambio del vostro corpo, del denaro, del silenzio o della vostra libertà», definendo quelle promesse «canti di sirena» e «industrie della morte».

Leone XIV ha inoltre chiesto «una vera cooperazione contro i trafficanti» e «una protezione efficace delle vittime», ha esortato i Paesi di transito a «proteggere e non lasciare i deboli nelle mani di reti criminali», e ha formulato un principio spesso dimenticato nel dibattito migratorio: accanto al diritto di cercare rifugio, «esiste anche il diritto a non dover migrare: il diritto a rimanere nella propria casa senza fame, senza guerra, senza persecuzione, senza violenza» (discorso integrale, COPE, cit.). Il dramma migratorio, ha detto, deve diventare un «esame di coscienza» anche per le nazioni di origine, chiamate a «creare condizioni di pace, giustizia e sviluppo».

Il contesto: una rotta ai minimi storici che diventa più letale

Il brusco rialzo delle partenze contrasta con le cifre ufficiali degli arrivi. Secondo l’ultimo rapporto quindicinale del Ministero dell’Interno, con dati chiusi al 31 maggio, nel 2026 sono arrivati alle Canarie 3.184 migranti su 41 imbarcazioni, il 71% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025 (10.983 persone su 177 imbarcazioni) (Ministero dell’Interno, Bilanci e Rapporti; Europa Press via elDiario.es, 1/6/2026).

Frontex, nel suo rapporto del 15 maggio, stimava una riduzione del 78% degli attraversamenti sulla rotta dell’Africa Occidentale nel primo quadrimestre dell’anno, «la diminuzione più marcata di tutte le rotte» di accesso all’Europa (elDiario.es, 2/6/2026, citando il rapporto di Frontex).

Il calo degli arrivi non ha reso la traversata meno pericolosa, anzi. Secondo il rapporto «Monitoraggio del Diritto alla Vita» pubblicato il 10 giugno dal collettivo Caminando Fronteras, sulla rotta delle Canarie sono morte 635 persone tra gennaio e maggio 2026 e il tasso di letalità è raddoppiato: muore una persona ogni cinque che arrivano a terra, rispetto a una ogni 7,4 nello stesso periodo del 2025 (EFE via La Provincia, 10/6/2026; Europa Press, 10/6/2026).

La ragione è lo spostamento dei punti di partenza verso sud: il rafforzamento dei controlli marittimi in Senegal, Mauritania e Marocco —frutto degli accordi di esternalizzazione delle frontiere con Spagna e UE— ha spinto i cayuco a partire dal Gambia e dalla Guinea-Conakry, allungando le traversate fino a due settimane di navigazione e moltiplicando il rischio di naufragio (AFP, cit.; Infolibre, 11/6/2026).

Una cifra alta per il 2026, lontana dai picchi della crisi

Per calibrare la portata del dato serve prospettiva: i 1.076 soccorsi in dieci giorni equivalgono a un ritmo di circa 108 persone al giorno intercettate, rispetto a una media di 21 arrivi giornalieri alle Canarie da inizio anno. Si tratta, di gran lunga, della maggiore concentrazione di partenze del 2026.

Tuttavia, è ancora molto lontano dai volumi della fase acuta della crisi: tra gennaio e aprile 2025 la Mauritania ha intercettato più di 30.000 migranti e smantellato 88 reti di traffico, secondo dati governativi mauritani riportati da El País e InfoMigrants (InfoMigrants, 25/7/2025), e nel 2024 sono partite dal Paese più di 25.000 persone, secondo il rapporto annuale della Sicurezza Nazionale spagnola (Dialogue Migration, 24/6/2025).

Il fenomeno attuale è, quindi, una riattivazione improvvisa dopo mesi di calma anomala, non un record storico. L’incognita —che lo stesso Moulaye pone— è se il ritmo di queste due settimane si consoliderà durante l’estate, la stagione alta delle traversate, e tutto questo con un dato in più sul tavolo: proprio il 12 giugno è entrato in vigore il Patto Europeo sulla Migrazione e l’Asilo, la cui applicazione pratica al confine sud continua a generare incertezza tra le autorità canarie (Canarias7, 11/5/2026). Il prossimo rapporto quindicinale del Ministero dell’Interno, con dati fino al 15 giugno, permetterà di verificare se le partenze iniziano a tradursi in arrivi nell’arcipelago.

Fonti consultate

  1. AFP, «Soccorsi più di 1.000 migranti al largo delle coste della Mauritania in 10 giorni», 9 giugno 2026. Dichiarazioni di Ahmed Moulaye (guardie costiere della Mauritania) e Pierre Beziz (diplomatico UE a Nouakchott). Versione in spagnolo: Swissinfo · Yahoo Noticias.
  2. AFP (versione francese, con dati ampliati: 1.187 soccorsi dal 28 maggio; 1.417 nell’anno; riattivazione post-Tabaski): Marine & Océans, 9/6/2026.
  3. RFI, «Plus de 1000 migrants ont été secourus au large des côtes mauritaniennes en dix jours», 9 giugno 2026: link.
  4. Europa Press, comunicati del Ministero della Pesca e delle Infrastrutture Marittime e Portuali della Mauritania: salvataggio di 124 migranti al largo di Nouamghar (10/6/2026) e di 77 migranti guineani al largo di Nouadhibou (12/6/2026).
  5. Discorso di Leone XIV al molo di Arguineguín (11/6/2026): testo integrale su COPE · cronaca ufficiale su Vatican News · RTVE · Infobae · El Nacional.
  6. Messa allo Stadio di Gran Canaria e visita al centro di Las Raíces: RTVE, 11/6/2026 · El Mundo, 12/6/2026.
  7. Ministero dell’Interno, «Rapporto quindicinale sull’immigrazione irregolare — Dati cumulati dal 1° gennaio al 31 maggio 2026»: Bilanci e Rapporti. Copertura: Europa Press via elDiario.es, 1/6/2026.
  8. Frontex, rapporto sulla situazione del 15 maggio 2026 (riduzione del 78% sulla rotta dell’Africa Occidentale), citato su elDiario.es, 2/6/2026.
  9. Caminando Fronteras, rapporto «Monitoraggio del Diritto alla Vita 2026» (10/6/2026): EFE via La Provincia · Europa Press.
  10. Infolibre, «Meno arrivi, ma più morti in mare: la realtà migratoria che il Papa troverà alle Canarie», 11/6/2026: link.
  11. Contesto storico delle intercettazioni in Mauritania (30.000 tra gennaio e aprile 2025; 25.000 partenze nel 2024): InfoMigrants, 25/7/2025 · Dialogue Migration, 24/6/2025.
  12. Governo delle Canarie, dichiarazioni del portavoce Alfonso Cabello sul rialzo di maggio e sul Patto Europeo sulla Migrazione e l’Asilo: Canarias7, 11/5/2026.

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