L’arcidiocesi di Madrid ha concluso la fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione di Carmen Hernández, cofondatrice del Cammino Neocatecumenale insieme a Kiko Argüello. L’indagine, avviata nel dicembre 2022, proseguirà ora a Roma, dove il Dicastero per le Cause dei Santi dovrà esaminare la documentazione raccolta in questi anni.
L’evento si è svolto nel Seminario Redemptoris Mater di Madrid, accanto alla tomba di Carmen Hernández, scomparsa il 19 luglio 2016. Secondo quanto comunicato dallo stesso Cammino Neocatecumenale, circa 650 persone hanno partecipato alla cerimonia, presieduta dal cardinale José Cobo, arcivescovo di Madrid, accompagnato dai cardinali Antonio María Rouco Varela e Paolo Romeo, oltre a diversi vescovi, familiari di Hernández e membri di questa realtà ecclesiale presente in tutto il mondo.
Un passo in più verso gli altari
Durante la cerimonia, il cardinale José Cobo ha chiuso formalmente l’indagine diocesana e ha invitato i presenti a considerare la santità come una vocazione universale per tutti i battezzati.
La fase ora conclusa ha raccolto un’ingente quantità di documentazione sulla vita, le virtù e la fama di santità di Carmen Hernández. In totale, gli atti dell’indagine occupano 70 scatole di documenti, con circa 1.200 pagine ciascuna, che saranno inviate alla Santa Sede per lo studio.
L’apertura di una causa di canonizzazione non implica un riconoscimento automatico di santità, ma significa che la Chiesa ritiene vi siano motivi sufficienti per esaminare in modo approfondito la vita e la testimonianza cristiana della persona indagata.
Da Ólvega a una missione internazionale
Nata a Ólvega (Soria) nel 1930, Carmen Hernández ha dedicato gran parte della sua vita all’evangelizzazione e alla trasmissione della fede. Il suo incontro con Kiko Argüello negli anni Sessanta ha dato origine al Cammino Neocatecumenale, un itinerario di iniziazione cristiana che in seguito si è diffuso in numerosi Paesi e che oggi è presente nei cinque continenti.
Durante l’evento, il postulatore della causa in questa prima fase, Carlos Metola, ha sottolineato lo zelo apostolico di Hernández e il suo amore per Gesù Cristo, evidenziando l’impronta spirituale che continua a lasciare quasi un decennio dopo la sua morte.
Kiko Argüello: «Senza di lei, il Cammino non esisterebbe»
Il fondatore del Cammino ha ricordato in particolare il contributo di Hernández all’accoglienza delle intuizioni del Concilio Vaticano II, la sua insistenza sulla centralità della Veglia Pasquale e il suo apporto alla riscoperta delle radici ebraiche del cristianesimo.
«Era una teologa in costante ricerca e approfondimento», ha affermato Argüello. «Tutta la sua esistenza è stata segnata dal suo amore per Cristo e per la missione della Chiesa».
Con la chiusura della fase diocesana, la causa entra ora in una nuova tappa. Sarà la Santa Sede a studiare la documentazione inviata da Madrid e a determinare i prossimi passi di un processo che potrebbe condurre, in futuro, alla beatificazione e canonizzazione della cofondatrice del Cammino Neocatecumenale.