Il Governo dà tre mesi per rimuovere la Croce dei Caduti di Cáceres e il Comune ricorrerà ai tribunali

Il Governo dà tre mesi per rimuovere la Croce dei Caduti di Cáceres e il Comune ricorrerà ai tribunali

Il Governo ha richiesto ripetutamente la rimozione della Cruz de los Caídos di Cáceres e ha concesso al Comune un termine di tre mesi per eliminare il monumento dallo spazio pubblico. La nuova risoluzione, inviata dalla Secretaría de Estado de Memoria Democrática, ha provocato la risposta immediata del consiglio comunale, che ha annunciato ricorsi amministrativi e azioni giudiziarie per impedirne la scomparsa.

La decisione arriva dopo che l’Esecutivo ha incluso, lo scorso mese di aprile, la croce nel Catálogo de símbolos y elementos contrarios a la memoria democrática. Da allora, la controversia è cresciuta, trattandosi di un monumento che, per i suoi detrattori, mantiene un legame con il franchismo, mentre per i suoi sostenitori costituisce un simbolo integrato da decenni nella vita della città.

Il Governo rifiuta il carattere religioso del monumento

Uno degli aspetti più controversi del fascicolo è l’argomentazione utilizzata dal Ministerio de Política Territorial y Memoria Democrática per giustificare la rimozione.

Secondo il Governo, la Cruz de los Caídos non può essere considerata un simbolo religioso, poiché la sua origine sarebbe legata alla commemorazione dei caduti del fronte nazionale durante la Guerra Civile. Il Ministero ritiene che il monumento conservi il suo significato originale e mantenga un elevato valore simbolico associato al regime franchista.

Inoltre, l’Esecutivo sostiene che la croce manchi di sufficiente singolarità artistica per giustificarne la permanenza nello spazio pubblico e ricorda che per decenni è stata utilizzata come scenario di atti ufficiali di esaltazione del regime.

Il Comune annuncia una battaglia giudiziaria

Di fronte all’ordine ministeriale, il sindaco di Cáceres, Rafael Mateos, ha confermato che il Comune ricorrerà contro la nuova risoluzione e esaurirà tutte le vie legali per difendere la permanenza del monumento.

Il consiglio comunale aveva già impugnato una precedente risoluzione e ritiene che il procedimento presenti importanti difetti giuridici. Inoltre, chiederà la sospensione dei termini mentre si trattano i ricorsi corrispondenti.

Mateos ha difeso che la croce fa parte del paesaggio urbano della città e costituisce un punto di riferimento per diverse generazioni di cacereños. A suo giudizio, gran parte dei residenti non la identifica oggi con un’esaltazione politica, bensì con un elemento pienamente integrato nella storia di Cáceres.

Una croce al centro della disputa politica e culturale

La controversia si è intensificata negli ultimi mesi dopo l’accordo raggiunto tra PP e Vox in Extremadura per promuovere la dichiarazione della Cruz de los Caídos come Bien de Interés Cultural (BIC), un’iniziativa volta a garantirne la protezione patrimoniale.

Nel frattempo, le associazioni memorialistiche hanno accolto con favore la decisione del Governo e chiedono che la rimozione venga eseguita il prima possibile, ritenendo che il monumento costituisca uno dei principali vestigi franchisti rimasti in città.

La nuova risoluzione della Secretaría de Estado de Memoria Democrática apre ora un nuovo capitolo in una disputa che presumibilmente si concluderà nei tribunali e che trascende il caso concreto di Cáceres. Al centro del dibattito si trova una questione che continua a generare divisioni in Spagna: il significato delle croci presenti negli spazi pubblici e il posto che i simboli cristiani devono occupare nella memoria storica del Paese.

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