Chartres si consolida come simbolo della rinascita cattolica in Europa

Chartres si consolida come simbolo della rinascita cattolica in Europa

Più di 20.000 pellegrini hanno percorso quest’anno i circa cento chilometri che separano Parigi da Chartres in una nuova edizione del tradizionale Pèlerinage de Chrétienté, un appuntamento che conferma ancora una volta il vigore spirituale e umano degli ambienti legati alla liturgia tradizionale in Europa.

Il sacerdote tanziano Antonius Maria Mamsery, superiore generale dei Missionari della Santa Croce, è stato incaricato di celebrare la Messa solenne di Pentecoste durante il pellegrinaggio e ha lasciato un messaggio di speranza sul futuro del cattolicesimo europeo. In dichiarazioni rilasciate a AdVaticanum, il religioso ha definito Chartres come “la speranza dell’Europa” e ha sottolineato in particolare la massiccia presenza di giovani, famiglie numerose e vocazioni sacerdotali.

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Una gioventù cattolica che sorprende in Europa

Uno degli aspetti che ha maggiormente impressionato il sacerdote africano è stato proprio il numero di bambini e giovani presenti durante il pellegrinaggio. Di fronte al panorama di secolarizzazione che attraversa gran parte del continente, Mamsery ha assicurato di aver trovato a Chartres una realtà diversa da quella abituale in molte parrocchie europee.

Il superiore dei Missionari della Santa Croce ha sottolineato che le comunità legate alla liturgia tradizionale stanno attirando numerose famiglie giovani e possono svolgere un ruolo decisivo nel futuro religioso e culturale dell’Europa.

Il pellegrinaggio, caratterizzato da lunghe camminate, confessioni, preghiere e canti, è stato presentato dal sacerdote come una manifestazione concreta di rinnovamento spirituale in una società sempre più dominata dall’individualismo e dalla distrazione tecnologica.

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La crescita della Messa tradizionale in Africa

Mamsery, originario della Tanzania, ha parlato anche del crescente interesse per la Messa tradizionale in diversi paesi africani. Secondo quanto ha spiegato, molti fedeli hanno percepito che “qualcosa si era perso” dopo i cambiamenti liturgici successivi al Concilio e mostrano oggi un rinnovato interesse per la liturgia tradizionale quando hanno l’occasione di conoscerla.

Il sacerdote ha assicurato di ricevere sempre più richieste da parte di giovani provenienti da paesi come Mozambico, Angola o Sudafrica interessati a scoprire la Messa tradizionale e ad approfondire la spiritualità cattolica classica.

In diversi paesi africani, ha spiegato, le vocazioni sacerdotali continuano a crescere con forza. Solo in Tanzania, dove decenni fa esistevano tre seminari maggiori, attualmente ne funzionano almeno sette, tutti pieni di seminaristi.

L’Africa potrebbe aiutare a ri-evangelizzare l’Europa

Il religioso ritiene probabile che, in futuro, sacerdoti africani svolgano un ruolo importante nella ri-evangelizzazione del continente europeo, soprattutto di fronte alla grave carenza di vocazioni che soffrono numerose diocesi occidentali.

Secondo quanto ha indicato, molte diocesi europee contano appena uno o due seminaristi, mentre in Africa e in Asia continuano ad aumentare i giovani che desiderano formarsi per il sacerdozio.

Mamsery ha sottolineato inoltre che questa realtà comincia già a vedersi in alcuni paesi europei, dove un numero crescente di sacerdoti proviene dal continente africano.

Convivenza pacifica con i musulmani in Tanzania

Durante l’intervista, il superiore dei Missionari della Santa Croce ha evidenziato anche la convivenza pacifica tra cristiani e musulmani in Tanzania. A differenza di altre regioni africane segnate da tensioni religiose, ha assicurato che nel suo paese esiste un rapporto cordiale tra le due comunità.

Ha spiegato inoltre che numerose famiglie musulmane iscrivono i propri figli nelle scuole cattoliche e che durante la scorsa Pasqua diversi musulmani hanno ricevuto il battesimo dopo aver completato la loro catechesi.

Vocazioni ed espansione della sua comunità

La comunità fondata con il carisma di preservare e diffondere la liturgia tradizionale sta attraversando inoltre un’importante crescita vocazionale. Mamsery ha raccontato che recentemente ha aperto un seminario minore pensato inizialmente per una cinquantina di giovani, ma che ha rapidamente superato tutte le previsioni accogliendo circa 300 candidati.

Il sacerdote ha spiegato che ora hanno bisogno di ampliare le infrastrutture e le risorse per sostenere la formazione dei seminaristi e rispondere al crescente interesse di giovani che desiderano entrare nella congregazione in diversi paesi.

L’edizione di quest’anno di Chartres si consolida così come uno dei principali punti di riferimento del cattolicesimo tradizionale contemporaneo e come un fenomeno religioso che, lungi dal scomparire, continua ad attrarre nuove generazioni dentro e fuori dall’Europa.

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