Il segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, ha visitato recentemente la tomba di santa Teresa di Calcutta durante il suo viaggio ufficiale in India. Il capo della diplomazia statunitense ha dichiarato di sentirsi “onorato” di aver visitato le religiose fondate da Madre Teresa e ha assicurato di aver contemplato lì “un esempio vivo della fede cattolica in azione”.
“Madre Teresa ha lasciato un immenso lascito di compassione e servizio”, ha scritto Rubio il 23 maggio scorso sul suo account X insieme a una fotografia scattata davanti alla tomba della santa, situata nella casa madre delle Missionarie della Carità a Calcutta.
Un gesto significativo in mezzo alle tensioni con il Governo indiano
La visita di Rubio avviene mentre partecipa a colloqui commerciali con le autorità indiane, secondo quanto riferito da Associated Press. Tuttavia, l’incontro con le Missionarie della Carità ha acquisito anche una dimensione religiosa e politica a causa delle difficoltà che la congregazione ha affrontato in India negli ultimi anni.
Sebbene le religiose siano internazionalmente riconosciute per il loro lavoro tra i più poveri, malati e abbandonati, il Governo nazionalista indù ha mantenuto tensioni con varie istituzioni cristiane e organizzazioni religiose.
Nel 2022, le autorità indiane hanno temporaneamente bloccato l’autorizzazione che permetteva alle Missionarie della Carità di ricevere donazioni estere. L’Esecutivo ha giustificato allora la misura adducendo presunte conversioni forzate di indù al cristianesimo, una decisione che ha provocato una forte reazione internazionale a causa dell’enorme impatto sociale e umanitario della congregazione fondata da Madre Teresa, soprattutto nell’assistenza a malati terminali, orfani e senzatetto.
L’impronta di Madre Teresa in India
Santa Teresa di Calcutta fondò le Missionarie della Carità nel 1950 e trasformò la città indiana nel centro di un’opera che oggi si estende in decine di Paesi.
La congregazione continua a svolgere un’intensa attività assistenziale in India nonostante l’aumento delle tensioni religiose e politiche che colpiscono la minoranza cristiana in alcune regioni del Paese.