Perché la Chiesa celebra Maria Madre della Chiesa proprio dopo Pentecoste

Perché la Chiesa celebra Maria Madre della Chiesa proprio dopo Pentecoste

Sebbene maggio sia tradizionalmente dedicato alla Vergine Maria, il calendario liturgico universale contiene relativamente poche celebrazioni mariane durante questo mese. Tra queste spicca una delle aggiunte più recenti al calendario romano: la memoria obbligatoria di Maria Madre della Chiesa, istituita da Papa Francesco nel 2018 e celebrata ogni anno il lunedì dopo Pentecoste.

Questa festività rimane ancora piuttosto sconosciuta a numerosi fedeli e parrocchie, in parte per la sua recente creazione e anche perché si colloca immediatamente dopo una delle grandi solennità liturgiche dell’anno.

Una memoria liturgica istituita da Francesco

La celebrazione di Maria Madre della Chiesa è stata incorporata ufficialmente al calendario liturgico universale mediante un decreto promulgato dal Vaticano l’11 febbraio 2018, data che coincideva con il 160° anniversario delle apparizioni di Lourdes.

La decisione è stata presa personalmente da Papa Francesco, che ha voluto rafforzare la dimensione mariana della vita della Chiesa e ricordare il posto singolare della Vergine nella nascita della comunità cristiana.

Da allora, la memoria è stata fissata per il lunedì successivo a Pentecoste ed è diventata una celebrazione obbligatoria in tutto il rito romano.

Maria nel Cenacolo accanto agli apostoli

La collocazione di questa festa immediatamente dopo Pentecoste non è casuale. La tradizione cristiana ha sempre collegato profondamente la Vergine Maria alla discesa dello Spirito Santo sugli apostoli.

Negli Atti degli Apostoli si descrive come i discepoli rimanessero uniti nella preghiera accanto alla Madre di Gesù mentre attendevano l’arrivo dello Spirito Santo:

“Tutti costoro perseveravano unanimi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù” (At 1,14).

Per questo, numerose rappresentazioni classiche di Pentecoste mostrano la Vergine al centro del Cenacolo, circondata dagli apostoli e che riceve con loro le lingue di fuoco.

La Chiesa contempla così Maria non solo come Madre di Cristo, ma anche come Madre della Chiesa nascente, presente spiritualmente all’inizio della missione evangelizzatrice.

Un titolo antico recuperato dal Concilio Vaticano II

Sebbene la memoria liturgica sia recente, il titolo di “Madre della Chiesa” non è nuovo. La tradizione cristiana lo ha utilizzato per secoli ed è stato riaffermato solennemente da san Paolo VI durante il Concilio Vaticano II.

Il 21 novembre 1964, al termine della terza sessione conciliare, Paolo VI proclamò ufficialmente Maria come “Madre della Chiesa”, cioè madre di tutto il popolo cristiano, sia dei fedeli sia dei pastori.

Francesco ha ripreso tale insegnamento e ha voluto dargli una presenza più visibile all’interno della liturgia universale mediante questa memoria obbligatoria.

Più di una devozione sentimentale

Nel decreto del 2018, la Santa Sede spiegava che questa celebrazione intende aiutare i fedeli a comprendere che la vita cristiana deve essere “ancorata al mistero della Croce, all’oblazione di Cristo nel sacrificio eucaristico e alla Vergine offerente, Madre del Redentore e dei redenti”.

L’intenzione del Vaticano era evitare che la devozione mariana si riducesse a un sentimentalismo superficiale slegato dal centro della fede cristiana.

Secondo lo stesso documento, questa memoria cerca inoltre di favorire “il senso materno della Chiesa” tra sacerdoti, religiosi e laici, promuovendo al tempo stesso una autentica pietà mariana.

Una celebrazione ancora poco conosciuta

Nonostante faccia parte ufficialmente del calendario liturgico universale da ormai otto anni, la memoria di Maria Madre della Chiesa continua a passare relativamente inosservata in numerose parrocchie e comunità cattoliche.

Tuttavia, la celebrazione riassume un’idea profondamente radicata nella tradizione cristiana: che la Vergine ha accompagnato spiritualmente la nascita della Chiesa e continua a essere modello di fede, preghiera e fedeltà per tutti i credenti.

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