L’Arcidiocesi di Madrid non installerà confessionali durante la veglia giovanile né nei principali eventi di massa della visita di papa Leone XIV in Spagna il prossimo mese di giugno. Al loro posto saranno predisposti “spazi di ascolto” gestiti da agenti pastorali laici per accompagnare e conversare con i partecipanti, soprattutto con i giovani.
Negli incontri ecclesiali di grande portata degli ultimi decenni —in particolare nelle Giornate Mondiali della Gioventù— la presenza visibile di sacerdoti che confessavano era diventata uno dei segni più riconoscibili della centralità del sacramento della riconciliazione. Sostituire quell’immagine con “punti di ascolto” trasmette l’idea che le due realtà siano equivalenti, nonostante la stessa arcidiocesi insista sul fatto che non lo siano.
“Gli spazi di ascolto non sostituiscono i confessionali”
Durante una conferenza stampa tenutasi il 19 maggio nella sede della Conferenza Episcopale Spagnola, la direttrice della Comunicazione dell’Arcidiocesi di Madrid, Sara de la Torre, ha spiegato che i punti di ascolto saranno distribuiti lungo il Paseo de la Castellana e saranno gestiti da persone specificamente preparate per questo compito.
Secondo quanto ha dettagliato, l’iniziativa si inserisce nella rete di centri di ascolto promossa dall’Arcidiocesi di Madrid insieme al Centro di Umanizzazione della Salute San Camilo, orientata all’accompagnamento personale e spirituale.
In dichiarazioni a The Pillar, De la Torre ha voluto chiarire che questi spazi “non diminuiscono la necessità del sacramento della confessione” e ha ricordato che Madrid conta 476 parrocchie dove i fedeli potranno confessarsi durante i giorni della visita papale.
“Gli spazi di ascolto non sostituiscono i confessionali; vanno di pari passo. Nulla è paragonabile al sacramento della confessione”, ha affermato la portavoce, insistendo sul fatto che si tratta di “qualcosa di diverso” destinato a chi desidera essere ascoltato o conversare.
Un’occasione persa per alcuni organizzatori
Nonostante le spiegazioni ufficiali, l’assenza di confessionali durante la veglia giovanile del prossimo 6 giugno in Plaza de Lima ha generato malcontento in parte del team organizzatore. Fonti vicine alla preparazione del viaggio hanno rivelato che alcuni responsabili avevano proposto di trasformare l’incontro in una grande “giornata di riconciliazione”, con centinaia di sacerdoti disponibili per ascoltare le confessioni simultaneamente.
Tuttavia, l’idea è stata alla fine scartata. Tra gli argomenti addotti figuravano la convenienza di offrire le confessioni in anticipo nelle parrocchie e lo sforzo aggiuntivo che avrebbe comportato per i sacerdoti, che avrebbero partecipato il giorno successivo alla grande Messa del Corpus Christi presieduta da Leone XIV.
Uno degli organizzatori consultati da The Pillar ha definito la decisione come un’“occasione persa”.
Ispirazione da iniziative simili del Vaticano
La proposta degli spazi di ascolto ricorda l’esperienza promossa nel settembre 2025 nella basilica di San Pietro, dove è stata predisposta una sala destinata ad ascoltare pellegrini, turisti e persone lontane dalla fede.
In quella occasione, monsignor Orazio Pepe, segretario della Fabbrica di San Pietro, ha sottolineato che non si trattava di un confessionale, bensì di un servizio di accoglienza aperto anche ai non credenti e alle persone in crisi spirituale.
In Madrid, il vicario pastorale José Luis Segovia ha difeso questa linea pastorale affermando che “l’ascolto è un elemento che fa parte dell’atteggiamento credente elementare di mettersi in ascolto di Dio”.
Proprio qui risiede una delle principali preoccupazioni: che l’insistenza sull’accompagnamento e sull’ascolto finisca per spostare, anche se solo simbolicamente, la dimensione sacramentale della riconciliazione, soprattutto in un contesto giovanile in cui molti hanno bisogno di riscoprire il valore della confessione frequente.
Ci saranno confessioni anche alla Almudena
L’Arcidiocesi di Madrid ha comunque previsto un atto penitenziale il 5 giugno, un giorno prima dell’arrivo del Pontefice, nella cattedrale della Almudena. In quell’incontro “si potrà ricevere il sacramento della riconciliazione”, sebbene la capienza sarà ridotta —circa 2.000 persone— rispetto alle centinaia di migliaia che ci si aspetta sia alla veglia giovanile sia alla Messa del Corpus Christi.
Una visita presentata come “storica”
Durante l’intervento, Sara de la Torre ha incoraggiato i pellegrini a iscriversi il prima possibile agli eventi previsti e ha sottolineato il carattere eccezionale della visita di Leone XIV a Madrid.
“È qualcosa di storico poterlo vivere con il Santo Padre”, ha affermato in riferimento alla celebrazione del Corpus Christi del prossimo 7 giugno in Plaza de Cibeles.
La direttrice della Comunicazione ha descritto inoltre la Chiesa madrilena come una Chiesa “entusiasta” e segnata da uno “spirito di unità”, assicurando che la preparazione della visita ha permesso alle parrocchie e agli agenti pastorali di “lavorare insieme” e di mostrare “il meglio” della diocesi al nuovo Pontefice.