Le Vendite accoglierà il «prete DJ» diventato star del techno religioso

Le Vendite accoglierà il «prete DJ» diventato star del techno religioso

Il sacerdote portoghese Guilherme Peixoto, conosciuto internazionalmente come il “cura DJ”, si esibirà il prossimo 28 novembre nella plaza de toros de Las Ventas di Madrid in una sessione di musica elettronica che sta per esaurire tutti i biglietti più di sei mesi prima dell’evento.

L’esibizione, organizzata dal festival itinerante REBELS, riunirà circa 3.000 persone all’interno dell’arena madrilena e conferma la crescente popolarità internazionale di un sacerdote che ha trasformato le sessioni di techno melodico in uno dei suoi principali segni distintivi pubblici.

L’evento si terrà tra le 18:00 e le 00:30 sotto una struttura installata nel ruedo di Las Ventas. I biglietti rimanenti si vendono a partire da 27 euro.

Un sacerdote diventato un fenomeno internazionale

Guilherme Guimarães Peixoto, di 50 anni, è sacerdote cattolico e cappellano militare dell’Esercito portoghese con il grado di tenente colonnello. Ha raggiunto notorietà mondiale dopo la sua partecipazione come DJ alla Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona del 2023, dove è apparso a mixare musica indossando il colletto clericale e l’abito ecclesiastico.

Da allora, la sua presenza su social media e nei festival internazionali non ha cessato di crescere. Attualmente ha milioni di follower e combina la sua attività sacerdotale con esibizioni musicali davanti a folle numerose.

Il sacerdote stesso sostiene che utilizza la musica come strumento per avvicinarsi ai giovani lontani dalla Chiesa e per trasmettere messaggi positivi attraverso un linguaggio culturale contemporaneo.

Una figura che continua a generare controversia

Tuttavia, la crescente popolarità del sacerdote portoghese continua a destare critiche in diversi ambiti ecclesiali, specialmente per il rischio di diluire l’identità sacerdotale all’interno di formati propri dell’industria dell’intrattenimento.

Le esibizioni del Padre Guilherme si svolgono solitamente in ambienti con estetica da festival, con musica elettronica, giochi di luci e dinamiche molto simili a quelle di qualsiasi grande spettacolo contemporaneo.

Recentemente il sacerdote portoghese ha protagonista una sessione di techno in piena Plaza de Mayo mescolando immagini religiose e frammenti di discorsi pontifici con musica elettronica nell’omaggio affollato celebrato in Buenos Aires in memoria del papa Francesco.

Settimane dopo, un’altra controversia è sorta in Francia quando il vescovado di Rouen ha cancellato l’esibizione prevista del Padre Guilherme nelle celebrazioni di Santa Giovanna d’Arco, dopo che sono cresciute le critiche sulla convenienza di incorporare uno spettacolo di questo tipo in un contesto religioso di forte carico simbolico.

Il dibattito sulla identità sacerdotale

Le critiche verso questo fenomeno non si concentrano solitamente solo sulla musica elettronica本身, ma sul ruolo che un sacerdote adotta pubblicamente all’interno di questi tipi di format.

La questione di fondo riguarda l’identità sacerdotale stessa e il modo di presentare pubblicamente la fede. Quando il sacerdote appare integrato in dinamiche proprie dello spettacolo, alcuni osservatori ritengono che esista il rischio di ridurre la sua missione a un elemento spettacolare o emozionale, slegato dalla dimensione spirituale e sacramentale propria del ministero.

Al tempo stesso, l’auge di grandi eventi religiosi in Madrid —da incontri giovanili a concerti e celebrazioni affollate— riflette una ricerca di nuovi linguaggi per connettersi con una società sempre più secolarizzata.

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