Vangelo del giorno 17 maggio 2026 – Giovanni 21, 20-25

Prima Lettura

Prima lettura

Lettura degli Atti degli Apostoli

Atti 1, 12-14

Dopo l’ascensione di Gesù al cielo, gli apostoli tornarono a Gerusalemme dal monte degli Ulivi, che dista dalla città quanto si può camminare di sabato. Quando arrivarono in città, salirono al piano superiore della casa dove alloggiavano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo (figlio di Alfeo), Simone il Cananeo e Giuda, figlio di Giacomo. Tutti perseveravano unanimi nella preghiera, insieme con Maria, madre di Gesù, con i parenti di Gesù e alcune donne.

Seconda lettura

Lettura della Prima Lettera di Pietro

1 Pietro 4, 13-16

Carissimi: Rallegratevi di condividere ora le sofferenze di Cristo, affinché, quando si manifesterà la sua gloria, la vostra gioia sia traboccante. Se siete insultati per il nome di Cristo, consideratevi beati, perché la forza e la gloria dello Spirito di Dio riposa su di voi. Ma nessuno di voi abbia a soffrire come criminale, ladro, malfattore o semplicemente per essere invadente. Invece, se soffre per essere cristiano, ringrazi Dio per portare quel nome.



Vangelo

Conclusione del santo vangelo secondo san Giovanni

Giovanni 21, 20-25

In quel tempo, Gesù disse a Pietro: «Seguimi». Pietro, voltandosi, vide che dietro di loro veniva il discepolo che Gesù amava, quello che durante la cena si era reclinato sul suo petto e gli aveva chiesto: ‘Signore, chi è colui che ti tradirà?’ Vedendolo, Pietro disse a Gesù: «Signore, che ne sarà di costui?» Gesù gli rispose: «Se io voglio che questi rimanga vivo fino al mio ritorno, a te che importa? Tu, seguimi».

Per questo cominciò a circolare tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Ma Gesù non disse che non sarebbe morto, bensì: ‘Se io voglio che rimanga vivo fino al mio ritorno, a te che importa?’

Questi è il discepolo che attesta queste cose e le ha scritte, e siamo certi che la sua testimonianza è vera. Molte altre cose fece Gesù e credo che, se si raccontassero una per una, non basterebbero i libri del mondo per contenerle.

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