La prima enciclica del papa Leone XIV, che sarebbe centrata sull’intelligenza artificiale, la pace internazionale e la crisi del diritto internazionale, non sarà pubblicata questo 15 maggio come era previsto inizialmente, ma più avanti nello stesso mese.
Diverse fonti avevano indicato che il documento sarebbe stato firmato questo 15 maggio, coincidendo con l’anniversario della pubblicazione di Rerum novarum, la grande enciclica sociale di Leone XIII. Tuttavia, il direttore dell’Ufficio Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha indicato ai giornalisti che l’annuncio sul documento si terrà il prossimo 22 maggio.
Il testo circola provvisoriamente con il titolo Magnifica Humanitas, sebbene né la data definitiva né il titolo siano stati confermati ufficialmente dalla Santa Sede.
Intelligenza artificiale, pace e diritto internazionale
L’enciclica affronterebbe alcuni dei grandi temi del pontificato nascente di Leone XIV: l’intelligenza artificiale, la pace internazionale e l’indebolimento delle strutture giuridiche internazionali.
Il Papa ha già avvertito in diverse occasioni sui rischi di una tecnologia “incontrollata” e sulla necessità di proteggere la dignità umana di fronte a sviluppi tecnici che possono alterare profondamente la vita sociale, lavorativa e politica.
La scelta del tema non è casuale. La Santa Sede lavora da mesi sulle implicazioni etiche e antropologiche dell’intelligenza artificiale, specialmente dopo la pubblicazione di Antiqua et Nova, la nota congiunta del Dicastero per la Dottrina della Fede e del Dicastero per la Cultura e l’Educazione sulla relazione tra intelligenza artificiale e intelligenza umana.
Un possibile omaggio a Rerum novarum
La data inizialmente indicata, il 15 maggio, aveva una forte carica simbolica.
Lo stesso giorno, nel 1891, Leone XIII pubblicò Rerum novarum, considerata il testo fondazionale della dottrina sociale moderna della Chiesa, centrato sulla questione operaia e sulle sfide sociali della rivoluzione industriale.
Anche il 15 maggio del 1931 Pio XI pubblicò Quadragesimo anno, sviluppando l’insegnamento sociale della Chiesa e formulando con chiarezza il principio di sussidiarietà. Trenta anni dopo, il 15 maggio del 1961, Giovanni XXIII promulgò Mater et magistra, dedicata alla giustizia economica e allo sviluppo sociale.
Che la prima enciclica di Leone XIV sia stata collegata a quella data rafforza l’interpretazione di coloro che vedono in questo documento un tentativo di posizionare la Chiesa di fronte alle grandi sfide della nuova rivoluzione tecnologica.
La Chiesa di fronte alla rivoluzione digitale
La possibile enciclica sull’intelligenza artificiale si inserirebbe in una linea di crescente preoccupazione vaticana per l’impatto delle nuove tecnologie sulla persona, sul lavoro, sulla guerra e sulla libertà umana.
La nota Antiqua et Nova, pubblicata nel gennaio del 2025, avvertiva che l’intelligenza artificiale può apportare innovazioni importanti, ma anche aumentare la disuguaglianza, manipolare l’opinione pubblica e ampliare gli strumenti di guerra oltre il controllo umano.
Il documento insisteva inoltre sul fatto che l’intelligenza artificiale non deve essere intesa come una forma artificiale di intelligenza umana, ma come un prodotto di essa, chiamato a servire come strumento complementare e non come sostituto della ricchezza propria dell’intelligenza umana.
Un testo ancora in attesa di conferma ufficiale
Per ora, la Santa Sede non ha confermato la data esatta di pubblicazione né il titolo definitivo dell’enciclica.
L’annuncio previsto per il 22 maggio potrebbe chiarire se il testo sarà pubblicato alla fine del mese e se alla fine conserverà il titolo provvisorio di Magnifica Humanitas.
In ogni caso, l’attesa intorno al documento mostra che Leone XIV vuole porre fin dall’inizio del suo pontificato una questione centrale sul tavolo: come deve rispondere la Chiesa a una nuova era tecnologica che minaccia di ridefinire il lavoro, la guerra, l’educazione e la stessa comprensione dell’essere umano.