Il vescovo Athanasius Schneider ha lanciato una durissima critica contro il rapporto finale del Gruppo di Studio n.9 del Sinodo sulla Sinodalità, accusando il Vaticano di promuovere una reinterpretazione della dottrina cattolica sull’omosessualità e di aprire la porta a un “relativismo morale totale”.
In una estesa intervista concessa alla giornalista Diane Montagna, il vescovo ausiliario di Astana ha denunciato che il documento pubblicato lo scorso 5 maggio dalla Segreteria Generale del Sinodo rappresenta un attacco diretto contro la Rivelazione divina e contro l’insegnamento costante della Chiesa sulla morale sessuale.
“Il rapporto finale ha inequivocabilmente superato la linea tra l’ortodossia e l’eresia”, ha affermato Schneider.
Il rapporto sinodale che ha riacceso la polemica
Il documento contestato è stato elaborato dal Gruppo di Studio n.9, uno dei team creati durante il pontificato di Francesco per analizzare questioni dottrinali, pastorali ed etiche emerse durante il Sinodo sulla Sinodalità.
Tra i suoi membri figuravano il cardinale Carlos Castillo Mattasoglio, arcivescovo di Lima; l’arcivescovo Filippo Iannone; e il teologo moralista Maurizio Chiodi, professore dell’Istituto Pontificio Giovanni Paolo II e noto per aver difeso pubblicamente che determinati atti omosessuali potrebbero essere considerati moralmente positivi in certe circostanze.
Il testo è stato accolto con entusiasmo da settori ecclesiali favorevoli a una revisione della pastorale omosessuale. Uno dei sostegni più visibili è arrivato dal gesuita James Martin, che lo ha qualificato immediatamente come “un grande passo avanti”.
La controversia si è intensificata quando è emerso che uno dei testimonianze inclusi nel rapporto apparteneva all’uomo che è apparso in copertina del New York Times insieme al suo partner dello stesso sesso ricevendo una benedizione da James Martin appena un giorno dopo la pubblicazione di Fiducia Supplicans.
“Una ribellione contro l’ordine della creazione”
Il vescovo kazako ha sostenuto che il rapporto non si limita a proporre cambiamenti pastorali o un linguaggio più inclusivo, ma tenta di introdurre una trasformazione dottrinale di fondo riguardo alla morale sessuale cattolica.
Nelle sue dichiarazioni, ha accusato direttamente la Segreteria del Sinodo di allinearsi con l’agenda ideologica LGBT promossa a livello internazionale da ambiti politici, culturali e mediatici.
“La Segreteria del Sinodo sta collaborando con gruppi di pressione in una vera ribellione contro l’opera della creazione di Dio, contro il bel e saggio ordine dei due sessi, uomo e donna”, ha affermato.
Secondo Schneider, l’aspetto più grave del documento è che mette indirettamente in discussione il valore permanente dei testi biblici sull’omosessualità mediante ciò che ha definito come un’“esegetica del dubbio”.
Il vescovo ha segnalato in particolare un passaggio del rapporto in cui si afferma che è necessario “andare oltre una mera ripetizione” della attuale presentazione dottrinale e tenere conto di nuove interpretazioni esegetiche.
A giudizio di Schneider, questo approccio implica attribuire all’uomo la capacità di ridefinire il bene e il male al di fuori della Rivelazione divina.
“Quel metodo occupa il posto di Dio e presume di proclamare ciò che è buono e ciò che è cattivo. È precisamente ciò che ha fatto il serpente nel Giardino dell’Eden”, ha avvertito.
Critiche a Fiducia Supplicans e al processo avviato durante il pontificato di Francesco
Schneider ha collegato il nuovo rapporto al processo aperto durante il pontificato di Francesco riguardo alle benedizioni alle coppie omosessuali e ad altre questioni relative alla morale sessuale.
In particolare, ha caricato duramente contro Fiducia Supplicans, il documento del Dicastero per la Dottrina della Fede che ha autorizzato benedizioni non liturgiche per coppie in situazioni irregolari, incluse coppie dello stesso sesso.
Il vescovo ausiliario di Astana ha sostenuto che quel testo rappresentava già un tentativo di normalizzare progressivamente le relazioni omosessuali all’interno della vita ecclesiale.
“Fiducia Supplicans è una beffa al senso comune”, ha affermato, argomentando che il documento pretende di distinguere artificialmente tra benedire una coppia e benedire la relazione stessa che costituisce quella coppia.
A suo avviso, il nuovo rapporto sinodale rappresenta un passo ancora più profondo, non solo sul piano pastorale, ma su quello dottrinale.
Schneider considera che esiste una strategia graduale destinata ad abituare i fedeli a considerare moralmente accettabili le relazioni omosessuali, o almeno tollerabili in determinati casi.
“In questo modo si apre la porta al relativismo morale totale”, ha alertato.
Un avvertimento diretto al Papa Leone XIV
Schneider ha rivolto inoltre un appello esplicito al Papa Leone XIV affinché intervenga e fermi ciò che considera una deriva dottrinale all’interno delle strutture ufficiali del Vaticano.
“Il primo dovere di Leone XIV è proteggere la Chiesa e le anime da questa sfacciata dottrina gnostica”, ha assicurato.
Il vescovo ha paragonato la situazione attuale ad antiche crisi dottrinali subite dalla Chiesa e ha avvertito che il silenzio di molti cardinali e vescovi sta permettendo l’espansione di errori gravi sulla morale cattolica.
Secondo Schneider, se la gerarchia non agisce con chiarezza e fermezza, le generazioni future potrebbero contemplare quest’epoca come un momento di profonda confusione dottrinale all’interno della Chiesa.
“È possibile che le generazioni future guardino alla nostra epoca e dicano: ‘Il mondo intero sospirò e si meravigliò di come avesse abolito il Sesto Comandamento di Dio’”, ha affermato.
La crisi dottrinale e la questione della Fraternità San Pio X
Schneider ha collegato anche questo nuovo episodio alla crisi di fiducia esistente tra numerosi fedeli tradizionali e le strutture vaticane.
In questo contesto, ha considerato che documenti come il rapporto del Gruppo n.9 rafforzano la percezione di “stato di emergenza” dottrinale denunciata da anni dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X.
Il vescovo ha sostenuto che risulta impossibile ignorare la gravità della situazione attuale e ha avvertito che la mancanza di una condanna chiara da parte della Santa Sede potrebbe provocare una perdita ancora maggiore di fiducia tra sacerdoti e fedeli.
“Se la Santa Sede non condanna inequivocabilmente questo rapporto, molti cattolici autenticamente fedeli perderanno la fiducia in coloro che occupano cariche in Vaticano”, ha affermato.
Una delle voci più critiche del attuale processo sinodale
Negli ultimi anni ha denunciato ripetutamente iniziative relative alle benedizioni alle coppie omosessuali, il Cammino Sinodale tedesco e varie proposte di riforma morale e disciplinare promosse da ambiti progressisti della Chiesa europea.
Il suo intervento sul rapporto del Gruppo di Studio n.9 rappresenta fino ad ora una delle critiche più severe formulate pubblicamente da un vescovo contro uno dei documenti emanati dall’ambiente sinodale vaticano.