Ortega smonta il Cristo Re a Managua e solleva il sospetto di un ritiro permanente

Ortega smonta il Cristo Re a Managua e solleva il sospetto di un ritiro permanente

Nella capitale del Nicaragua, Managua, è stata rimossa una scultura del Cristo Re, uno dei simboli religiosi più visibili della città, nell’ambito di un progetto di ampliamento stradale promosso dal regime di Daniel Ortega. L’intervento, presentato come una misura tecnica, avviene in un contesto di aperta confrontazione tra la dittatura e la Chiesa cattolica, il che ha suscitato dubbi sulla sua vera finalità.

Smantellamento del Cristo Re durante l’ampliamento urbano in corso

Secondo quanto riportato dal quotidiano nicaraguense La Prensa, la statua emblematica, situata nella rotonda Cristo Re, ha iniziato a essere rimossa il 16 aprile scorso come parte dei lavori di ampliamento della Pista Héroes y Mártires de la Insurrección —antica Pista Juan Pablo II—, specificamente nei tratti due e tre della capitale.

Il Comune di Managua, controllato dal regime, aveva già annunciato a marzo che l’immagine sarebbe stata rimossa «temporaneamente» per il suo restauro. Tuttavia, l’operazione è stata eseguita con rapidità e discrezione, dopo aver preparato la logistica ore prima.

Durante la notte di giovedì, i lavoratori hanno tagliato la parte superiore della scultura e l’hanno rimossa con l’aiuto di una gru, in una scena che è stata registrata da cittadini e diffusa sui social media. Alcuni utenti hanno condiviso i video con lo slogan «Addio alla rotonda Cristo Re», riflettendo il malcontento generato.

Promesse ufficiali senza scadenze né garanzie chiare

Il progetto di ampliamento prevede una via fino a dieci corsie e la costruzione di passaggi a livello in diversi punti, inclusa la stessa rotonda Cristo Re. Secondo la versione ufficiale, la statua sarà restaurata dal suo creatore, lo scultore Noel Flores, e successivamente reinstallata nello stesso luogo o integrata nel nuovo disegno urbano.

Le autorità assicurano che l’immagine «continuerà a far parte della città», ma non hanno offerto scadenze concrete né dettagli verificabili sulla sua posizione definitiva o sulle condizioni di conservazione durante i lavori. Lo stesso autore ha indicato che il restauro implicherà un adattamento del design, con un carattere «più umano e mistico».

Questa mancanza di precisione alimenta dubbi ragionevoli su se la rimozione sarà effettivamente temporanea o se potrebbe diventare definitiva sotto la copertura di un intervento urbanistico.

Un simbolo segnato dalla storia recente

La rotonda Cristo Re non è solo un punto di riferimento urbano, ma anche un luogo carico di significato nella storia recente del Nicaragua. Durante le proteste del 2018 contro il regime di Ortega e Rosario Murillo, quello spazio è servito come punto di incontro per migliaia di cittadini che chiedevano giustizia per le vittime della repressione.

In quel contesto, la rimozione dell’immagine acquisisce una dimensione che va oltre il mero aspetto tecnico. La prolungata politica di molestie del regime contro la Chiesa —con chiusure di istituzioni, espulsioni di religiosi e persecuzione di vescovi— rafforza il sospetto che decisioni come questa non siano neutrali.

Senza affermazioni conclusive, è certo che l’opacità del processo e l’assenza di impegni chiari sulla restituzione del Cristo Re lasciano aperta una domanda evidente: se l’ampliamento stradale è l’unica causa della sua rimozione o anche la scusa per far scomparire un simbolo scomodo dallo spazio pubblico.

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