Una lettera fino ad ora sconosciuta dell’attuale Papa Leone XIV, scritta dopo la rinuncia di Benedetto XVI nel 2013, rivela il riconoscimento esplicito dell’allora superiore degli agostiniani all’azione del pontefice tedesco di fronte agli abusi sessuali nella Chiesa, una questione su cui per anni sono state versate critiche persistenti e, in non pochi casi, infondate.
Leone XIV elogiò la “determinazione” di Benedetto XVI
Il documento, pubblicato da Il Giornale, raccoglie come Robert Prevost ha espresso “gratitudine, lealtà, ammirazione e sostegno” a Benedetto XVI dopo aver annunciato la sua rinuncia. Al di là delle formule abituali, il testo entra in questioni concrete del pontificato, tra cui la gestione della crisi degli abusi.
Prevost ringrazia per la “guida costante sulla questione tragica e dolorosa degli abusi sessuali” e sottolinea la “determinazione nel affrontarla”, qualificando questo lavoro come uno dei contributi più rilevanti del Papa tedesco.
Allo stesso modo, evidenzia il suo “senso pastorale esemplare” e l’umiltà mostrata nel chiedere perdono alle vittime, señalando che la sua azione “ha fatto bene ai membri della Chiesa” e anche a coloro che osservano dall’esterno la risposta ecclesiale a questa crisi.
Di fronte a anni di accuse e racconti distorti
Il contenuto della lettera contrasta con il racconto dominante durante buona parte del pontificato di Benedetto XVI e negli anni successivi, dove non sono mancate accuse gravi, inclusa quella di aver coperto casi di abusi in Germania.
Alcune di queste imputazioni, reiterate persino negli ultimi mesi della sua vita, hanno provocato un profondo sofrimento al Papa emerito. Tuttavia, il riconoscimento di chi oggi occupa la Sede di Pietro punta in direzione contraria: quella di un pontefice che ha affrontato una crisi strutturale con decisione e che ha promosso misure concrete per combatterla.
Una sintonia più profonda di quella personale
Prevost elogia l’“insegnamento chiaro” di Benedetto XVI e il suo impegno nella ricerca della verità, così come i suoi sforzi per rafforzare l’unità ecclesiale.
Questo legame si spiega in parte da una radice comune: l’influenza di san Agostino, riferimento costante nel pensiero di Ratzinger e anche nella spiritualità dell’attuale Papa.