Una lettera aperta a Hollerich: Considerare il sacerdozio femminile implicherebbe che la Chiesa si sia sbagliata per duemila anni

Una lettera aperta a Hollerich: Considerare il sacerdozio femminile implicherebbe che la Chiesa si sia sbagliata per duemila anni

Le recenti dichiarazioni del cardinale Jean-Claude Hollerich, SJ, sulla possibilità di riconsiderare l’ordinazione delle donne hanno suscitato una risposta critica nel campo teologico. In una lettera pubblicata su media cattolici, l’analista George Weigel ha posto una serie di obiezioni centrate sulla coerenza dottrinale e sulla continuità dell’insegnamento della Chiesa.

Il punto di partenza è l’affermazione di Hollerich secondo cui non può immaginare un futuro della Chiesa in cui “la metà del popolo di Dio” rimanga esclusa dal ministero ordinato. Da lì, si pone una questione di fondo: se quella esclusione fosse realmente ingiusta o errata, implicherebbe che la Chiesa abbia sostenuto per duemila anni una comprensione equivocata del sacerdozio.

Una questione che riguarda la struttura della Chiesa

L’argomento sottolinea che l’accesso all’ordine sacerdotale non è stato storicamente considerato come una disciplina modificabile, ma come un elemento costitutivo della Chiesa. In questo senso, non si tratterebbe di una questione organizzativa o pastorale, ma di qualcosa legato alla natura stessa del ministero ordinato.

Da questa prospettiva, riaprire il dibattito non solo influenzerebbe una pratica concreta, ma introdurrebbe interrogativi sulla fedeltà della Chiesa a ciò che intende come volontà di Cristo nel corso della storia.

La vita cristiana oltre il ministero ordinato

Un altro dei punti posti è la relazione tra il sacerdozio e la pienezza della vita cristiana. L’esclusione dal ministero ordinato non si presenta come una limitazione nella partecipazione alla vita della Chiesa, ricordando che figure centrali della tradizione cristiana —inclusa la Vergine Maria— non hanno fatto parte del sacerdozio.

L’argomento insiste sul fatto che la vita nella fede non si riduce all’accesso a funzioni ministeriali, ma si sviluppa in un ambito più ampio, legato alla vocazione comune di tutti i fedeli.

Un contesto che riguarda la continuità dell’insegnamento

Le affermazioni del cardinale Hollerich e le reazioni che hanno suscitato si collocano in un contesto più ampio all’interno della Chiesa su questioni dottrinali e pastorali.

In questo caso, quanto posto non si limita all’accesso a un ministero, ma introduce una questione di portata maggiore: se l’esclusione delle donne dal sacerdozio potesse essere considerata un errore, ciò implicherebbe di assumere che la Chiesa abbia mantenuto per secoli una comprensione equivocata della natura del ministero ordinato.

In questo modo, la questione cessa di essere una proposta di cambiamento concreto e passa a riguardare direttamente la continuità dell’insegnamento ecclesiale e la sua fedeltà a ciò che la Chiesa ha inteso come ricevuto dalle sue origini.

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