AfD mette in discussione i 600 milioni annui che lo Stato destina alle chiese in Germania

AfD mette in discussione i 600 milioni annui che lo Stato destina alle chiese in Germania
Bavarian bishops walk in a procession to the Basilica of the Fourteen Holy Helpers near Bad Staffelstein, Germany, in May. A decree by the German bishops' conference warns that German Catholics who do not pay a state church tax will be denied sacraments.

Il gruppo parlamentare di Alternativa per la Germania (AfD) nel Bundestag ha presentato un progetto di legge per eliminare i sussidi statali alla Chiesa Cattolica e alla Chiesa Evangelica, ponendo al centro del dibattito i circa 600 milioni di euro annui che entrambe le confessioni ricevono dallo Stato tedesco. Secondo quanto riferisce ABC, l’iniziativa manca di sufficienti appoggi per prosperare, ma segna una posizione politica chiara che il partito intende trasferire ai governi regionali dove prevede di guadagnare influenza.

La proposta include la creazione di un sistema uniforme per valutare i trasferimenti e un ufficio di coordinamento tra lo Stato federale e i Länder, con l’obiettivo di rivedere in dettaglio un modello di finanziamento che, fino a pochi anni fa, era stato appena messo in discussione nell’ambito politico.

Un sistema storico che ora entra in dibattito

I sussidi statali alle chiese in Germania risalgono al 1803, quando, dopo l’espropriazione dei beni ecclesiastici, furono stabilite compensazioni economiche che successivamente furono incorporate nella Legge Fondamentale del 1949.

Da allora, lo Stato ha mantenuto questi trasferimenti, che includono sussidi al clero, manutenzione di edifici storici e altri supporti materiali. Attualmente, il volume totale si aggira sui 600 milioni di euro annui, una cifra che posiziona le chiese come attori con un peso significativo non solo nell’ambito religioso, ma anche in quello economico e sociale.

AfD inasprisce il suo discorso contro le chiese

Il nuovo programma elettorale di AfD in regioni come la Sassonia-Anhalt incorpora per la prima volta un’opposizione frontale a questo sistema. Il partito accusa le chiese di adottare posizioni “unilaterali di sinistra” e mette in discussione che possano continuare a godere di benefici statali.

Secondo la loro argomentazione, le chiese si sarebbero allontanate dalla loro missione religiosa per coinvolgersi in questioni sociopolitiche, il che, a loro giudizio, invalida il loro status attuale all’interno del sistema di finanziamento pubblico.

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Chiese con peso istituzionale e risorse significative

In Germania, le chiese dispongono di risorse ampie e una struttura solida che conferisce loro una notevole presenza pubblica. Ma la stessa abbondanza racchiude un rischio evidente: quando i mezzi abbondano, è facile dimenticare l’essenziale.

La sicurezza economica può derivare in autosufficienza, in adattamento al clima ideologico dominante e in una progressiva perdita della missione propria. Non sono pochi coloro che vedono in parte della Chiesa tedesca un’istituzione più preoccupata dal discorso sociopolitico che dalla sua fedeltà a ciò che la definisce.

Il dibattito aperto dalla proposta di AfD non si limita, quindi, a una questione economica. Interpella anche la stessa Chiesa: fino a che punto la solidità delle sue strutture e l’abbondanza di mezzi hanno contribuito a rafforzare la sua missione… o, al contrario, hanno favorito una progressiva perdita della sua identità.

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