Vangelo del giorno 14 aprile 2026 – Giovanni 3, 7-15

Prima Lettura

Lettura dal libro degli Atti degli apostoli 

Atti 4, 32-37

La moltitudine di quelli che avevano creduto era di un solo cuore e di un’anima sola; tutto era comune tra loro e nessuno considerava sua cosa alcuna di quanto possedeva.

Con grandi prove di potenza, gli apostoli rendevano testimonianza della resurrezione del Signore Gesù e grande era la stima in cui erano tenuti da parte di tutto il popolo. Nessuno tra loro era bisognoso: quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il prezzo di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito secondo il bisogno di ciascuno.

Giuseppe, un levita originario di Cipro, che gli apostoli chiamavano Barnaba (che significa «figlio dell’esortazione»), possedeva un campo; lo vendette e ne portò il prezzo e lo depose ai piedi degli apostoli.



Vangelo

Lettura del santo vangelo secondo san Giovanni 

Giovanni 3, 7-15

In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: «Non ti meravigliare se ti ho detto: ‘Dovete rinascere dall’alto’. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va. Così è per chi è nato dallo Spirito». Nicodemo gli replicò: «Come può avvenire questo?».

Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro in Israele e non sai queste cose? In verità, in verità ti dico, noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo visto, ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se non credete quando vi parlo delle cose della terra, come crederete se vi parlo di quelle del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non il Figlio dell’uomo che è disceso dal cielo. Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».

Aiuta Infovaticana a continuare a informare