Il Ministero degli Affari Esteri italiano ha ricevuto la richiesta per la nomina di un nuovo nunzio apostolico presso la Repubblica Italiana e San Marino. Secondo quanto anticipato dal vaticanista Marco Tosatti e Specola, il nome proposto dalla Santa Sede sarebbe quello dell’arcivescovo venezuelano Edgar Peña Parra, attuale Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato.
L’eventuale designazione avviene in un momento di forte tensione interna nella Curia romana e ha provocato reazioni particolarmente dure da parte dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, ex nunzio negli Stati Uniti e attualmente scomunicato dopo la sua rottura formale con la Santa Sede, che ha caricato pubblicamente contro Peña Parra.
Un cambio storico nella Nunziatura italiana
L’attuale nunzio, Petar Rajič, aveva succeduto a Emil Paul Tscherrig, primo nunzio non italiano dopo il Concordato. Secondo Specola, il passaggio di Tscherrig ha lasciato un bilancio controverso, segnato da decisioni episcopali discusse e critiche interne sul funzionamento della Nunziatura.
L’arrivo di Rajič non avrebbe tampoco comportato il cambiamento atteso in alcuni settori ecclesiali italiani. Gli si rimprovera una gestione considerata passiva di fronte a questioni delicate e una mancanza di conoscenza profonda della realtà ecclesiale italiana. In questo contesto si inserisce ora la possibile arrivo di Peña Parra a Via Po, sede della rappresentanza diplomatica pontificia.
Per il momento, la nomina richiede l’approvazione formale del Governo italiano prima di diventare ufficiale.
Peña Parra, figura chiave nella Segreteria di Stato
Peña Parra occupa dal 2018 il ruolo di Sostituto per gli Affari Generali, una posizione strategica all’interno dell’organigramma vaticano, attraverso la quale passano la maggior parte delle questioni ordinarie di governo. Diverse fonti citate da Specola sottolineano che il potere effettivo del Sostituto supera talvolta quello dello stesso Segretario di Stato, concentrando la gestione quotidiana dei fascicoli e delle decisioni.
Il suo nome è stato legato negli ultimi anni a controversie relative alla gestione interna e al cosiddetto caso Sloane Avenue, sebbene sia rimasto in carica con il favore di Francesco.
Secondo le informazioni pubblicate, il papa Leone XIV avrebbe presentato negli ultimi mesi diverse proposte di destinazione al presule venezuelano, nell’ambito di una riorganizzazione delle responsabilità nella Curia. Due di esse sarebbero state respinte, mentre l’opzione della Nunziatura in Italia rappresenterebbe una soluzione di compromesso che permetterebbe la sua permanenza a Roma.
Attacco frontale di Viganò
L’annuncio è stato accompagnato da un «attacco durissimo», nelle parole di Marco Tosatti, da parte di Viganò. L’ex nunzio, che negli ultimi anni ha mantenuto una postura di aperta confrontazione con la Santa Sede, ha messo in dubbio l’idoneità di Peña Parra per rappresentare il Vaticano in un paese di speciale rilevanza storica e politica.
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Riorganizzazione interna dopo l’elezione di Leone XIV
Le informazioni pubblicate descrivono anche un clima di riorganizzazione nella Segreteria di Stato dopo l’elezione di Leone XIV. L’arrivo di un pontefice estraneo a determinate dinamiche interne avrebbe generato movimenti e aggiustamenti nei vari livelli di responsabilità.
In questo contesto, l’eventuale trasferimento di Peña Parra alla Nunziatura italiana sarebbe interpretato da alcuni osservatori come un pezzo in più all’interno di un processo più ampio di ridefinizione dell’equilibrio di potere nella Curia romana, oltre a una degradazione del suo incarico.
Per il momento, la Santa Sede attende la risposta ufficiale delle autorità italiane per formalizzare la nomina.