Il Vaticano apre un'inchiesta per abusi contro mons. Rafael Zornoza, vescovo di Cadice

Il Vaticano apre un'inchiesta per abusi contro mons. Rafael Zornoza, vescovo di Cadice

Il Dicasterio per la Dottrina della Fede ha aperto un’indagine canonica contro monsignor Rafael Zornoza Boy, vescovo di Cádiz e Ceuta, per presunti abusi sessuali commessi più di tre decenni fa, quando era sacerdote e formatore nel seminario di Getafe, a Madrid. La denuncia è stata presentata direttamente al Vaticano da un uomo che afferma di essere stato vittima di Zornoza tra i 14 e i 21 anni.

Secondo quanto riportato da El País, nella testimonianza inviata a Roma, gli abusi sarebbero avvenuti negli anni novanta e si sarebbero protratti per diversi anni. “Di notte si infilava nel mio letto e mi toccava; mi accarezzava e baciava”, recita la lettera. Sebbene il caso sia prescritto per la giustizia civile spagnola, il diritto canonico permette un’indagine ecclesiastica interna per determinare se esistono indizi che giustifichino un processo formale.

Se venisse confermata la verosimiglianza delle accuse, questo sarebbe il primo processo per pedofilia contro un vescovo in carica in Spagna, un fatto che segnerebbe un precedente nell’applicazione delle norme vaticane sulla responsabilità dei prelati nel nostro paese.

Un caso che mette alla prova la Chiesa spagnola

L’apertura di questa indagine rappresenta un punto di svolta nel trattamento degli abusi all’interno della Chiesa in Spagna. Fino ad ora, i processi ecclesiastici aperti nel paese avevano riguardato sacerdoti o religiosi, ma mai un vescovo.

Monsignor Zornoza, di 76 anni, è stato ordinato sacerdote nel 1975 a Madrid e nominato vescovo di Cádiz e Ceuta nel 2011 da Benedicto XVI. Ha ricoperto incarichi nella Commissione Episcopale per le Missioni e la Cooperazione tra le Chiese e nella Commissione del Clero della Conferenza Episcopale Spagnola (CEE).

La diocesi di Cádiz, sotto i riflettori

La diocesi gaditana si porta appresso da tempo un’immagine di scarsa trasparenza nella gestione delle denunce per abusi. Secondo un rapporto interno della CEE del 2023, la diocesi ha ricevuto quattro denunce formali e un caso aggiuntivo documentato dal Defensor del Pueblo, con un totale di sette sacerdoti accusati e diciannove vittime.

Alcuni di quei casi, secondo l’audit, non sono stati comunicati alla giustizia civile, adducendo che le vittime non desideravano presentare denuncia. Gli accusati sono stati espulsi dallo stato clericale, e la diocesi ha coperto il trattamento psicologico per le vittime, sebbene senza assumere responsabilità istituzionale.

Denunce di insabbiamento e mancanza di risposta

Il vescovo Zornoza era già stato indicato nel 2010 per aver presumibilmente insabbiato denunce contro due sacerdoti coinvolti in abusi su minori. El País assicura che, secondo le sue indagini, più di sessanta prelati spagnoli sono stati accusati negli ultimi anni di aver insabbiato o gestito in modo inadeguato casi simili.

Sebbene papa Francesco abbia inasprito nel 2019 le sanzioni canoniche contro chi insabbia abusi, l’applicazione pratica di queste norme in Spagna è stata lenta. La Conferenza Episcopale ha reiterato il suo “impegno per la tolleranza zero”, ma nella pratica non ha riconosciuto pubblicamente indagini aperte contro vescovi.

Comunicato della diocesi di Getafe

Dopo la pubblicazione della notizia, la diocesi di Getafe —dove sarebbero avvenuti i fatti— ha emesso un breve comunicato affermando che non ha ricevuto alcuna accusa formale e che si mette “a disposizione dei tribunali competenti per qualsiasi collaborazione che sia richiesta”.

Il testo aggiunge la sua “condanna di ogni tipo di abuso” e il suo “impegno per la prevenzione”, senza menzionare esplicitamente il vescovo Zornoza.

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