Il Governo di El Salvador ha compiuto un passo deciso contro l’imposizione ideologica del linguaggio inclusivo. Attraverso un memorandum ufficiale, datato il 2 ottobre 2025, il Ministero dell’Istruzione, Scienza e Tecnologia ha proibito il suo uso in tutti i centri educativi pubblici e nelle dipendenze di questo dicastero di Stato.
Una misura contro l’ideologia di genere
Il testo, firmato dalla ministra Karla Edith Trigueros, stabilisce che parole come “amigue, compañere, niñe, todxs, nosotrxs, alumn@, jóvenesx” e qualsiasi deformazione linguistica che alluda all’ideologia di genere “non sarà ammessa in nessuna circostanza”.
La misura mira a garantire “il buon uso della lingua” ed evitare “ingerenze ideologiche o globaliste che possano pregiudicare lo sviluppo integrale degli studenti”. Con ciò, il governo di Bukele prende le distanze da una tendenza diffusa in forum internazionali e in alcuni paesi della regione che promuovono l’imposizione del linguaggio inclusivo come norma.
Carattere obbligatorio e portata nazionale
La disposizione ha carattere obbligatorio a livello nazionale e riguarda materiali, contenuti, libri e qualsiasi comunicazione formale legata al sistema educativo: circolari, documenti amministrativi e corrispondenza ufficiale. Il documento istruisce tutto il personale del ministero a vigilare sul suo stretto rispetto.
Una risposta al globalismo culturale
Questa decisione dell’Esecutivo salvadoregno si iscrive nella politica di Nayib Bukele di blindare le istituzioni nazionali contro agende globaliste. In questo caso, si rafforza l’identità linguistica e culturale contro ciò che il memorandum descrive come deformazioni imposte da correnti ideologiche esterne.
Per i suoi critici, è una misura “conservatrice” e “restrittiva”; per chi la appoggia, si tratta di un atto di buonsenso che preserva la lingua e protegge gli studenti dall’indottrinamento.
La verità è che, con questa risoluzione, El Salvador si convierte in uno dei pochi paesi del mondo a proibire formalmente l’uso del “lenguaje inclusivo” nell’insegnamento e nell’amministrazione pubblica, ponendo un limite chiaro all’ideologia di genere nel campo educativo.