Con profonda tristezza e preoccupazione, la diocesi di Teotihuacán ha diffuso questo lunedì 20 aprile 2026 un comunicato in cui deplora i “tristi eventi” avvenuti nella piramide della Luna, uno dei siti archeologici più emblematici del Messico. Il documento, firmato da Francisco Escobar Galicia, primo vescovo di Teotihuacán, arriva poche ore dopo la sparatoria che ha lasciato una turista canadese morta, 13 persone ferite e l’aggressore deceduto per colpo d’arma da fuoco.
Secondo le informazioni preliminari della Fiscalía General de Justicia del Estado de México e del Gabinete de Seguridad federal, intorno a mezzogiorno di lunedì un uomo identificato come Julio César Jasso Ramírez, di 27 anni e nazionalità messicana, è salito sulla piramide e ha aperto il fuoco indiscriminatamente contro decine di turisti che visitavano il luogo. Portava un’arma corta calibro .380, dalla quale sono stati recuperati più di venti proiettili utili, oltre a un’arma bianca. Le autorità concordano sul fatto che abbia agito da solo.
Il bilancio è stato immediato e tragico: una donna canadese ha perso la vita sul posto. Altre 13 persone sono rimaste ferite. Di queste, sette hanno subito impatti di pallottole, tra cui due minori, un bambino colombiano di 6 anni e una bambina brasiliana di 13 anni. I feriti includono sei cittadini statunitensi, tre colombiani, due brasiliani, un russo e un canadese. Altri sei turisti hanno subito lesioni da cadute e colpi mentre cercavano di fuggire dal luogo. Tutti hanno ricevuto cure mediche immediate.
Pochi minuti dopo gli spari, Jasso Ramírez si è tolto la vita con un colpo alla testa. Sebbene alcune immagini diffuse sui social mostrino elementi della Guardia Nacional e poliziotti statali che rispondono all’attacco, il rapporto ufficiale indica che l’aggressore si è suicidato prima di essere raggiunto. La zona è stata immediatamente cordonata e rimane chiusa al pubblico mentre continuano le indagini. La Fiscalía General de la República ha assunto il caso e collabora con le autorità mexicane per chiarire i motivi dell’attacco, che al momento sono sconosciuti.
Nel suo comunicato intitolato “Sui tristi eventi nella zona archeologica di Teotihuacán”, Escobar Galicia esprime: “Con profonda tristezza e preoccupazione, abbiamo ricevuto la notizia di quanto accaduto nella zona archeologica di Teotihuacán, dove due persone hanno perso la vita e altre sono rimaste ferite. Ci rammarichiamo tanto che questo accada, come conseguenza della perdita del senso della vita e del non vedere più nell’altro un fratello”.
Il vescovo lancia un appello urgente alla comunità parrocchiale: “Come vescovo di questa diocesi, faccio appello a tutta la comunità parrocchiale per elevare le nostre preghiere per coloro che hanno perso la vita, così come per tutte le persone che stanno sbagliando il loro cammino, affinché trovino profondamente la riconciliazione con Dio e con gli altri. Oggi più che mai, abbiamo bisogno di volgere il nostro sguardo a Gesù Cristo, via, verità e vita, per riprendere i valori cristiani nelle famiglie”.
Il prelato conclude chiedendo che “la Santissima Maria accompagni e consoli il dolore di coloro che soffrono la perdita di un essere caro e di coloro che hanno attraversato questa esperienza amara”, e firma con la sua benedizione apostolica.
Si tratta del primo incidente violento di questa portata nella zona archeologica di Teotihuacán, che riceve annualmente milioni di visitatori nazionali e internazionali ed è Patrimonio Culturale dell’Umanità. La presidente Claudia Sheinbaum ha espresso la sua solidarietà con le vittime e le loro famiglie e ha annunciato che saranno rafforzate le misure di sicurezza nei siti turistici; il tema non è secondario quando mancano 50 giorni all’inizio dei Mondiali di calcio.
Mentre le autorità continuano le indagini peritali e l’identificazione completa di tutte le vittime, il comunicato episcopale si è trasformato in un’eco di consolazione e riflessione in una comunità costernata. In un paese dove la violenza armata continua a essere una ferita aperta, il vescovo di Teotihuacán ricorda che, al di là delle indagini, urge guarire il “senso della vita” e riconoscere in ogni persona un fratello.
Il comunicato completo può essere letto qui: