Vescovo di Aguascalientes di fronte alle minacce contro la sua vita: “Mi sento tranquillo e sereno”

Vescovo di Aguascalientes di fronte alle minacce contro la sua vita: “Mi sento tranquillo e sereno”

Il vescovo di Aguascalientes, Juan Espinosa Jiménez, ha negato di sentirsi intimidito dopo le minacce diffuse sui social network, definendole un “gioco” amplificato dalle piattaforme digitali. La Procura statale indaga sul youtuber simpatizzante del governo che avrebbe offerto denaro per aggredirlo, mentre il prelato chiede serenità, preghiera e di evitare la polarizzazione

Ad Aguascalientes, la voce del vescovo Juan Espinosa Jiménez è diventata un appello alla serenità di fronte a un fenomeno sempre più preoccupante: il fanatismo e l’odio che circolano sui social network. Negli ultimi giorni, le piattaforme digitali hanno amplificato messaggi in cui si offriva denaro per attentare alla sua vita, un fatto che la Procura statale sta già indagando e che ha generato inquietudine tra la comunità cattolica. Tuttavia, il prelato ha risposto con calma e fermezza, sottolineando di non sentirsi intimidito e che quanto accaduto è più un riflesso della manipolazione digitale che di un rischio reale.

“Io sono tranquillo, sono sereno”, ha affermato in un’intervista al Correo Diocesano, definendo l’episodio “una nuvola creata sui social network, un gioco che è diventato sempre più grande come una palla di neve”. Espinosa ha ringraziato le manifestazioni di solidarietà da parte dei fedeli, dei sacerdoti e dei vescovi di diverse diocesi, ma ha insistito sul fatto che le preghiere devono essere rivolte anche alla diocesi e all’intero Messico. Per lui, quanto accaduto è un sintomo di come i social network possano trasformarsi in spazi di linciaggio, dove il rumore del male prevale sulla serenità del bene.

Il vescovo ha lamentato che si manipolino frasi isolate delle sue omelie per denigrare la sua immagine e quella della Chiesa. “Questo sì mi fa un po’ male, perché vogliono denigrare l’immagine del vescovo e della Chiesa”, ha sottolineato, ricordando che Aguascalientes è uno Stato profondamente credente, dove l’87% della popolazione si dichiara cattolica. Per lui, l’attacco non è personale, ma un tentativo di screditare l’istituzione religiosa in un contesto in cui l’aggressione digitale si normalizza e diventa spettacolo.

Oltre a minimizzare il fatto, Espinosa ha avvertito sulla gravità del mettere un prezzo sulla vita di una persona. “Mi sembra molto delicato… quindi possiamo eliminare qualsiasi persona e a qualsiasi persona possiamo mettere un prezzo”, ha espresso, sottolineando che questo fenomeno apre una porta pericolosa nella cultura sociale. Il vescovo ha rifiutato l’immagine di un “vescovo politico” che alcuni cercano di attribuirgli e ha ribadito che la sua missione è pastorale e spirituale, anche se con inevitabili ripercussioni sociali.

La comunità cattolica di Aguascalientes ha risposto con solidarietà, riaffermando la sua adesione al pastore e il suo impegno nella preghiera. Padre Rogelio, intervistatore, ha sottolineato che la figura del vescovo è essenziale per la vita della diocesi e che le minacce, pur nate sui social, non smettono di essere inquietanti. Espinosa, da parte sua, ha ribadito di non aver mai visto nessuno come nemico e di non voler entrare nel gioco della polarizzazione. “Non lasciatevi ingannare da queste situazioni e potrei dire da queste bugie… pregate per un servo, ma anche per la diocesi e per il Messico, affinché il nostro Paese cammini su sentieri di giustizia e di pace”, ha insistito.

L’intervista completa può essere vista qui:

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